NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

NON-ALIGNED MODERNITY / MODERNITÀ NON ALLINEATA | A cura di Marco Scotini, in collaborazione con Andris Brinkmanis e Lorenzo Paini | 26 ottobre 2016 | FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 24/10/2016

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Milano, 21 luglio 2016, FM Centro per l’Arte Contemporanea, il nuovo polo per l’arte contemporanea e il collezionismo inaugurato lo scorso aprile ai Frigoriferi Milanesi, riapre la stagione espositiva il 26 ottobre con tre nuove mostre e un ciclo di incontri rivolti ai collezionisti.

 

NON-ALIGNED MODERNITY / MODERNITÀ NON ALLINEATA

Eastern-European Art and Archives from the Marinko Sudac Collection /

Arte e Archivi dell’Est Europa dalla Collezione Marinko Sudac

 

A cura di Marco Scotini, in collaborazione con Andris Brinkmanis e Lorenzo Paini

26 ottobre 2016 inaugurazione

27 ottobre – 23 dicembre 2016

 

 

Dopo l’ampia ricognizione de L’Inarchiviabile sull’arte italiana degli anni ’70, il programma espositivo di FM Centro per l’Arte Contemporanea prosegue con un secondo appuntamento ancora rivolto a una realtà meno nota e tutta da scoprire. Nonostante il prestigio internazionale di alcuni suoi rappresentanti abbiamo a che fare con una realtà pressoché sommersa ma che rappresenta un contributo eccezionale alla storia artistica della seconda metà del Novecento.

 

Non-Aligned Modernity non solo si rivolge all’arte dei paesi dell’Est-Europa ma cerca di indagare un capitolo anomalo e nient’affatto marginale di questa stessa storia, non inquadrabile né nell’ideologia del Blocco Sovietico, né nel modello liberista delle democrazie occidentali. Rileggere la scena artistica della ex-Jugoslavia nel tempo della Guerra Fredda, lungo i trent’anni che vanno dall’inizio degli anni ’50 all’inizio degli ’80, significa infatti confrontarsi con una costitutiva e irriducibile differenza culturale. Ciò ci permette di riaprire gli archivi della storia dell’arte, scalfendo e decostruendo la canonizzazione storiografica proposta dalla modernità occidentale, nella sua pretesa di universalismo, neutralità e autonomia estetica.

 

Con Non-Aligned Modernity FM Centro per l’Arte Contemporanea intende proseguire nella propria indagine sulla molteplicità culturale della modernità, ogni volta in relazione a un dato contesto geopolitico in cui questa si è declinata come modernità ‘locale’. In questa occasione lo fa attraverso una rilevante collezione privata sull’arte dell’Europa centrale sotto il Socialismo: la collezione Marinko Sudac, a sua volta anomala e “non allineata” all’idea di collezionismo classico, custodisce al suo interno non solo opere d’arte ma anche archivi e materiale documentale di straordinaria importanza storiografica. Una collezione che – nel corso degli anni – si è posta il compito di rintracciare tendenze artistiche radicali entro una coerente linea di avanguardia nelle aree dell’Europa Centro-Est.

 

 

 

 

 

 

La mostra Non-Aligned Modernity intende rileggere lo spazio culturale e artistico della ex-Jugoslavia come laboratorio complesso e interstiziale, sospeso tra l’Est e l’Ovest ma non completamente assimilabile a nessuno dei due fronti, consentendo di superare la visione dicotomica classica tra un’Europa e l’altra. Con il modello jugoslavo, in sostanza, la differenza non si pone più soltanto tra Est e Ovest ma anche all’interno del cosiddetto Est.

 

Di fatto, fin dall’origine della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia le idee progressive moderniste vedono il Socialismo come l’espressione radicale e sperimentale di queste stesse tendenze. Per cui all’indomani del ’48, in seguito alla rottura dell’alleanza con l’Unione Sovietica da parte di Tito e il ritiro della Jugoslavia dal Blocco dell’Est, si assiste anche ad un distacco dalle dottrine del realismo socialista. La Jugoslavia è la prima realtà dell’Est a presentare tendenze astrattiste in eventi artistici internazionali e a far guadagnare all’astrazione modernista uno status quasi-ufficiale, tanto attraverso i monumenti della rivoluzione sparsi un po’ ovunque quanto per mezzo dei padiglioni di rappresentanza nazionale. Ne sono esempi i lavori dello scultore Vojin Bakić e del Gruppo EXAT 51. Ma, senza dubbio, è ancora in Jugoslavia che compaiono le prime manifestazioni di arte concettuale dell’Europa Centrale, grazie ad una costellazione di figure “non allineate” e fuori dal sistema ufficiale dell’arte che prende il nome di Gruppo Gorgona e che ha pochi equivalenti tanto ad Est che ad Ovest.

 

Con il passaggio dalla politica dell’autogestione dei lavoratori degli anni ‘50 alle riforme di mercato del ‘65 anche l’Arte Concettuale diventa più critica e si sviluppa oltre che a Zagabria in altri poli culturali come Lubiana, Belgrado e Novi Sad per tutti gli anni Settanta con figure di primaria importanza, a partire dall’esperienza del collettivo d’avanguardia slovena OHO Group. Interventi urbani, contaminazioni grafiche, performance e video sono al centro delle pratiche dei gruppi Group of Six Artists, oltre a Bosch + Bosch, KOD,  Verbumprogram, eccetera.  A cui si aggiunge il rilievo individuale di alcune figure che ormai hanno raggiunto fama internazionale come Sanja Iveković, Marina Abramović, Mladen Stilinović, Goran Trbuljak, Tomislav Gotovac, Vlado Martek, Radomir Damnjanović Damnjan.

 

Se è vero che il fenomeno jugoslavo è per molti versi un caso a sé stante, è altrettanto vero che negli stessi anni ’70 l’arte concettuale ha una grande produzione nei paesi dell’Europa centrale: Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia, con cui gli stessi artisti jugoslavi hanno scambi e contatti, e in cui operano figure internazionali come Július Koller, Dora Maurer, Milan Grygar, Stano Filko, Rudolf Sikora, Jiří Valoch, Józef Robakowski.

 

Nell’intento di restituire questo quadro completo la mostra presenta 100 artisti con oltre 400 opere, alternando cornici concettuali geografiche ad altre di natura temporale, in cui non viene fatta alcuna gerarchizzazione tra opere e materiali d’archivio, in cui si interroga l’elemento documentale come tale. Tutto questo enfatizzando il carattere organico della stessa Collezione Marinko Sudac che viene presentata per la prima volta fuori dai paesi dell’Est Europa attraverso una grande campionatura di materiali: opere pittoriche, scultoree, fotografie, vinili, film, video, opere grafiche, artist’s books.

 

 

Gli artisti

 

Marina Abramović, Milan Adamčiak, Vojin Bakić, László Beke, Jerzy Bereś, Slavko Bogdanović, Bosch + Bosch Group, Eugen Brikcius, Boris Bućan, Dalibor Chatrný, Marijan Ciglić, Attila Csernik, Radomir Damnjanović Damnjan, Drago Dellabernardina, Boris Demur, Braco Dimitrijević, Nuša and Srečo Dragan, Miklós Erdélyi, EXAT 51, Eugel Feller, Stano Filko, Attalai Gábor, Ivo Gattin, Tibor Gáyor, Iztok Geister, Tomislav Gotovac, Gorgona Group, Milan Grygar, Vladimir Gudac, Gulyas Gyula, Károly Halász, Matjaž Hanžek, Miljenko Horvat, Sanja Iveković, Željko Jerman, Marijan Jevšovar, László Kerekes, Miroslav Klivar, Julije Knifer, Milan Knížák, J.H. Kocman, Kod Group, Běla Kolářová, Július Koller, Vladimir Kopicl, Ivan Kožarić, Jarosław Kozłowski, Naško Križnar, Andrzej Lachowicz, Katalin Ladik, László Lakner, Haris Laszlo, Natalia LL, Dimitrije Bašičević Mangelos, Vlado Martek, Slavko Matković, Dora Maurer, Karel Miler, Marijan Molnar, Antun Motika, Pécsi Műhely (Kismányoky Károly, Szijártó Kálmán), David Nez, Koloman Novak, Ladislav Novák, OHO Group, Géza Perneczky, Vladimir Petek, Ivan Picelj, Sándor Pinczehelyi, Marko Pogačnik, Jan Pokorný, Bogdanka Poznanović, Mirko Radojčić, Božidar Rašica, Red Peristyle, Józef Robakowski, Đuro Seder, Rudolf Sikora, Zdzisław Sosnowski, Aleksandar Srnec, Tamás St. Auby, Jan Steklik, Petr Štembera, Mladen Stilinović, Sven Stilinović, László Szalma, Bálint Szombathy, Slobodan Tišma, Raša Todosijević, TOK Group, Endre Tót, Desider Tóth, Goran Trbuljak, Jiří Valoch, Josip Vaništa, Verbumprogram, Peđa Vranešević, Zbigniew Warpechowski.

 

 

La Collezione Marinko Sudac

 

Attraverso la sua attività collezionistica Marinko Sudac, fondatore della piattaforma Museum of the Avant-garde (www.avantgarde-museum.com), si è rivolto all’esplorazione, alla ricerca e alla promozione di quelle pratiche d’avanguardia che dall’inizio del ‘900 fino alla caduta del Muro di Berlino sono state emarginate o rifiutate a causa di circostanze storiche, sociali e politiche. In questo modo la collezione è diventata una risorsa inesauribile per la ricerca e lo studio delle avanguardie europee per esperti, storici dell’arte e artisti da tutto il mondo. Opere della Collezione Marinko Sudac sono andate in prestito a musei quali la Tate Modern di Londra, il Museo d’Arte Moderna di Varsavia, il Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, il Ludwig Múzeum – Museo d’Arte Contemporanea di Budapest, la Haus der Kunst di Monaco di Baviera e il Nottingham Contemporary.

 

Le mostre delle gallerie del Centro

 

Il 26 ottobre aprono all’interno di FM Centro per l’Arte Contemporanea anche altre due mostre: Laura Bulian Gallery inaugura una personale di Ugo La Pietra intitolata I gradi di libertà/The degrees of freedom, con un focus sulle opere create dall’artista negli anni ’70, mentre la Galleria Giorgio Persano – invitata nel temporary space – presenta Michele Zaza. Opere/Works 1970–2016 a cura di Elena Re. Questa importante mostra attraverserà i momenti salienti della ricerca espressiva di Zaza, a partire dagli esordi fino al più attuale contributo.

L’idea curatoriale è infatti quella di sottolineare la centralità dell’artista all’interno di un dibattito che si proietta nel tempo presente.

Oltre a un ampio numero di opere, verrà anche esposta una ricca selezione di documenti provenienti dall’Archivio dell’artista. Tanto che questa personale di Michele Zaza sarà un vero e proprio approfondimento – in linea con l’offerta culturale che la mostra L’Inarchiviabile/The Unarchivable ha messo in moto.

 

 

Altri eventi

 

A ottobre verrà presentato il catalogo della mostra L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Italia anni ’70, e partirà un ciclo di incontri tematici esclusivi, riservati ai collezionisti, con approfondimenti su aspetti conservativi, di mercato, legali, e sulla gestione e valorizzazione delle collezioni.

 

 

 

FM Centro per l’Arte Contemporanea è un nuovo polo dedicato all’arte e al collezionismo che raccoglie in un unico contesto tutti i soggetti e le funzioni connesse alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni private e degli archivi d’artista. Situato all’interno dello storico complesso industriale dei Frigoriferi Milanesi, include un’area espositiva dedicata a collezioni italiane e internazionali, uno spazio per gallerie d’arte contemporanea, e una serie di archivi d’artista. Parallelamente, il centro promuove un programma di residenze per artisti e curatori gestito all’associazione FARE, cicli di incontri con i collezionisti e screening program.
La direzione artistica è affidata a Marco Scotini, che è affiancato da un advisory board di esperti internazionali che include Charles Esche (Director, Van Abbemuseum, Eindhoven), Hou Hanru (Direttore Artistico, MAXXI, Roma), Vasif Kortun (Director of Research and Program, SALT, Istanbul), Grazia Quaroni (Senior Curator / Head of Collections, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris), Enea Righi (collezionista, Bologna).

 

FM Centro per l’Arte contemporanea è promosso da Open Care (Gruppo Bastogi), l’unica società in Italia ad offrire servizi integrati per l’art advisory, la gestione e la conservazione dell’arte.

 

 

FM Centro per l’Arte Contemporanea

via Piranesi, 10 – 20137 Milano

info@fmcca.ithttp://www.fmcca.it

tel. +39 02 73981

 

Contatti stampa:

Franca Reginato

Rossella Tripodi

press@fmcca.it

tel. +39 02 73983231-3232

 

 

Federica Mutti | MOSTRA MACROCEFALA | 22 ottobre | Placentia Arte

Posted in docenti, Events by NABA Painting and Visual Arts on 18/10/2016

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Federica Mutti

MOSTRA MACROCEFALA

 

Di fronte alla macrocefalia del proprio operato, ci si spaventa.
Come si è giunti ad un simile strabordare?
Ci si soffermi sul costo della testa che ci è toccata in sorte.
Come ce la potremo permettere?

 

PLACENTIA ARTE presenta la mostra personale di Federica Mutti, che prosegue la propria analisi sul rapporto tra costruzione teorica e formalizzazione iconica.
Mostra macrocefala è l’apologia di un’indagine fortemente cerebrale, del fare arte praticamente ma secondo vie speculative. È una mostra che si auto-denuncia in quanto eccessivamente obbediente al capo, che si auto-analizza: Nove poesie macrocefale extra fondenti, una raccolta di analisi teoriche in versi, traccia l’architettura dell’intero percorso, custodendone i capisaldi, gli snodi più complessi e profondi, attraverso una forma che si auspica extra fondente – “incredibilmente facile a sciogliersi in bocca”, come si legge sul retro della copertina.

Mostra macrocefala segue la sperimentazione da parte dell’artista di una “mostra teorica” – quasi totalmente aniconica – concretizzatasi nella recente personale Sull’opera temperata (Ars arte+libri, Bergamo, 2016), della quale eredita alcuni elementi fondanti: Mano d’artista con il relativo dito-pettine e I corpi degli artisti temperati ci salutano caramente si innestano nell’apparato del progetto inedito, tracciandone alcune linee guida.
Se da un lato si afferma la possibilità di una ricerca cerebrale, dall’altro la mostra nella sua formalizzazione diviene un dispositivo nel quale, di fronte ai tentativi del capo di prevalere, il corpo poi avanza sempre.
Pur assumendo la consolidata diatriba tra mente e viscere nell’ambito della creazione come bacino teorico d’appartenenza, tutte le speculazioni di partenza, le analisi in versi e le costruzioni teoriche si traducono così in forme iconiche. Ne deriva un accumulo di riflessioni visive sulle modalità di scambio tra pubblico e privato, tra pensiero e immagine, tra chi esibisce e chi fruisce. Sono rapporti che si riconfigurano in continuazione, modulandosi di volta in volta secondo le implicazioni variabili di testa e corpo.

L’inginocchiatoio-pulpito è il novello palcoscenico: rimanda ad orazioni intime che diventano confessioni plateali, e viceversa. Sono le forme dello spettacolo contemporaneo, o di spettacoli assimilati di cui si hanno ineluttabili reminiscenze.
Ci si misura con le manie di onnipotenza che derivano dalla produzione e dalla riproduzione.
Lo scontro si estende, si contrappongono la riconoscibilità della forma e la comprensibilità dell’immagine. Mostra macrocefala adotta forme che insinuano il dubbio: si può dire d’aver compreso o ci si sente appagati dall’aver riconosciuto appena? Iconografie riconoscibili conducono a sentimenti di familiarità verso immagini mai incontrate prima.
Una minuscola scultura di testa chiude la Mostra macrocefala.
Capetto incorpora le fondamenta dell’intera mostra: una “solo testa” di reminiscenza classica si erge su una zolletta di zucchero. Si arroga il diritto di eludere le viscere. Ma poi si avvale della riproduzione che è documentazione, certificazione e/o celebrazione di presenza.
E si fa immagine, e si fanno immagini.
Il corpo poi avanza sempre.

 

CARTOGRAFIA CINESE – UN REGALO PER MARCO | Mao Tongqiang | 11 ottobre, ore 18.00 | FM Centro per l’Arte Contemporanea

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 07/10/2016

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FM Centro per l’Arte Contemporanea presenta

 

CARTOGRAFIA CINESE: UN REGALO PER MARCO…
CONFERENZA DI MAO TONGQIANG

 

Sala Carroponte
Frigoriferi Milanesi
Martedì 11 ottobre 2016 ore 18.00

 

 

Dopo la mostra inaugurale L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Italia anni 70 e in attesa dell’opening della seconda grande mostra Non-Aligned Modernity/Modernità Non Allineata. Arte e Archivi dell’Est Europa dalla Collezione Marinko Sudac, che inaugurerà il 26 ottobre alle ore 18.00, FM Centro per l’Arte Contemporanea ospita una conferenza ancora dedicata al tema dell’archivio come pratica dell’arte contemporanea di un ospite internazionale.
Mao Tongqiang è fra gli artisti cinesi di fama internazionale più impegnati in una pratica artistica dalle implicazioni sociali, che utilizza metodologie archeologiche e che intende l’archivio come strumento artistico.
In questa conferenza presenta le sue ultime ricerche e grandi installazioni, delineando una cartografia della società cinese a partire dalla figura dell’esploratore Marco Polo.
Introduce la conferenza Marco Scotini, direttore artistico FM Centro per l’Arte Contemporanea.
Mao Tongqiang, nato nel 1960 a Yinchuan, Cina. Nel’1981, si è laureato in Arte all’Università di Ningxia. Dal 1984 al 1986, continua gli suoi studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti a Zhengjiang (ora Accademia di Belle Arti della Cina). Vive e lavora tra Yinchuan e Pechino.
Dagli anni ‘90, il suo lavoro si concentra sul significato della vita umana in una società in cambiamento. Realizza la serie Death Files dove mette in discussione i concetti di umanità, società e politica. Nel 2008, crea le importanti serie: Strumenti, Certificati di proprietà, e Bibbie, raccogliendo interi archivi di “ready-made classici” che rappresentano i tre regni: il Cielo, la Terra e il Popolo, con cui esamina i problemi fondamentali di libertà, diritti umani e fede nella società cinese. Recentemente, Mao Tongqiang ha sviluppato ancora di più questi temi, con le serie: I Have a Dream, Famiglie e Archivi, seguendo una metodologia archeologica, con cui continua a produrre opere ed approfondire l’analisi sulla società cinese.
Ha tenuto mostre personali al Singapore Art Museum, China Art Archive and Warehouse, Wall Art Museum e Songzhuang Art Museum. Ha participato in importanti mostre collettive nazionali e internazionali al Bergen Art Museum, Groninger Museum, Deichtorhallen e Wuzhen 2016 Invitational Exhibition of International Contemporary Art.
FM Centro per l’Arte contemporanea è promosso da Open Care – società del Gruppo Bastogi – unica in Italia ad offrire servizi integrati per l’art advisory, la gestione e la conservazione dell’arte.

L’Anarchitetto e il Cinema | 7 ottobre 2016 | Milano Design Film Festival | Anteo Spazio Cinema

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 05/10/2016

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Aperto 2016 | 1-22 ottobre | Monno

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 30/09/2016

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Robert Todd | Lost Satellite | 10-12 ottobre

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 29/09/2016

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TEATRUM BOTANICUM – Emerging talents | 16 – 17 – 18 settembre 2016 | PAV, Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 15/09/2016

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TEATRUM BOTANICUM

Emerging talents

16 – 17 – 18 settembre 2016

 

Venerdì 16 settembre, alle ore 17.30, inaugura il festival Teatrum Botanicum, Emerging talents.

 

A Settembre, il PAV dedica tre giornate a un gruppo di artisti emergenti che, con la loro pratica, indagano in diversi modi la dimensione naturale ed ecologica propria del centro d’arte contemporanea. Il programma dell’evento, che non vuole essere una mostra convenzionale, ma un vero e proprio festival, è costituito da molteplici interventi: pratiche performative, proiezioni, talk e performance-lectures, dj set e live set. Dopo le edizioni del Premio PAV 2011-12, il PAV torna ad ospitare nella propria programmazione talenti emergenti provenienti da tutto il territorio nazionale, con un occhio di riguardo alla realtà torinese; la modalità è quella di un eccesso di forme e sperimentazioni, combinati e posti in dialogo al di fuori di un preciso frame curatoriale. Al contrario, è il concept stesso di Teatrum Botanicum che va plasmandosi a posteriori, agendo da aggregatore tra i vari interventi ricevuti, creando diversi percorsi attraverso lo spazio del PAV. Con il supporto di docenti, artisti, teorici e coinvolgendo alcuni giovani curatori, sono stati individuati più di venti artisti o gruppi di artisti, dalle cui proposte è scaturita la vera e propria fase di elaborazione progettuale. Un processo aperto, basato su dialoghi talvolta individuali e talvolta collettivi, che vede i partecipanti coinvolti in ogni fase. Dall’analisi del portfolio ai sopralluoghi nello spazio, dalla discussione di frangenti concettuali e teorici alle dinamiche relative all’allestimento e alla comunicazione, Teatrum Botanicum vuole essere il risultato di uno sforzo collettivo che sia in grado di generare nuove relazioni e reti di contatto non solo tra il PAV e gli artisti, ma anche e soprattutto tra gli artisti stessi, spesso provenienti da contesti, aree geografiche e background formativi differenti. L’obiettivo è amplificato dalla natura multidisciplinare del programma, rifiutando una concezione della cultura divisa in compartimenti stagni e isole iper-specializzate, a favore di ibridi tra media, forme e registri comunicativi. L’ecosistema PAV, in occasione di Teatrum Botanicum, si lascia infestare, per così dire, da una costellazione di organismi in crescita, pronti ad aprire una pluralità di declinazioni nella lettura dell’enorme questione relativa al concetto di ambiente. Ambiente inteso in senso stretto, attraverso domande e provocazioni sull’urgenza del problema ecologico, ambiente come entità vegetale ma anche come spazio urbano, come teatro della dimensione sociale, come attore stesso di questa dimensione. Molti lavori interrogheranno la comune percezione dicotomica che si ha del rapporto tra natura e cultura, altri ci porteranno a riflettere sul modo in cui viviamo quotidianamente i nostri ecosistemi, che essi siano posti nel paesaggio rurale, nel contesto urbano o negli spazi interstiziali. Una mostra all’interno della mostra analizzerà il ruolo e l’esistenza degli oggetti in uno spazio naturale. Ulteriori spunti guarderanno al di là dello spazio che ci è prossimo, quello del nostro paese, rivolgendo lo sguardo ora alla situazione internazionale, ora alle questioni post-coloniali. 
Al calare del sole, la dimensione prettamente visiva lascerà spazio ad una serie di live e dj set che invitano lo spettatore a fruire in maniera diversa dello spazio di un’istituzione d’arte contemporanea.
Gli artisti coinvolti sono: Bombing Sempione, Roberto Cattivelli, Marina Cavadini, Marco Ceroni, Emma Ciceri, Laura Cionci, Davide Dicorato, Discipula, Sara Enrico, Andrea Famà e Valeria Dardano, Giulia Gallo ed Enrico Partengo, Lucia Guarino, Davide La Montagna, Francesco Liberti, Andrea Magnani, Valerio Manghi, Edoardo Manzoni, Daniele Marzorati, Isamit Morales, Gabriele Nicola, Giulia Pellegrini, Isabella Pers, Tiziana Pers, Elena Radice, Valentina Roselli e Marco Scarcella, Stefano Serretta, Francesco Snote, Mars Tara.

Intervengono nel programma di talk Bombing Sempione, Leonardo Caffo, Zoe De Luca, Ilaria Genovesio, Lisa Kemmerer, Azzurra Muzzonigro, Parasite 2.0, Ambra Pittoni, Elvira Vannini.

Performance live di Petit Singe, Ramona Ponzini, Luca Garino.
Dj set a cura di Primo Amore e TDC Tana del Cobra.

 

 

 

 

Il festival è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Città di Torino.

Con il patrocinio di GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani.

Nell’ambito di Contemporary Arts / Torino – Piemonte

 

 

Cross-training: 10 exercises to Shape a Museum | 8 – 9 settembre 2016 | Kanepes Culture Center, Riga

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 06/09/2016

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DIPARTIMENTO ARTI VISIVE – NABA

 

Cross-training: 10 exercises to Shape a Museum

 

8 – 9 settembre 2016

Kanepes Culture Center, Riga

 

 

Andris Brinkmanis, Course Leader del Triennio di Pittura e Arti Visive, è il co-curatore con Kaspars Vanags di Cross-training: 10 exercises to Shape a Museum, il simposio internazionale che si terrà dall’8 al 9 settembre 2016 presso il Kanepes Culture Center di Riga (Lettonia). Fra i numerosi critici e curatori chiamati a discutere delle nuove modalità dell’exhibition making sarà presente anche Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive NABA e Direttore Artistico di FM – Centro per l’Arte Contemporanea, Milano.

 

Cross-training: 10 exercises to Shape a Museum, organizzato da ABLV Charitable Foundation in occasione del suo decimo anniversario, rappresenta il tentativo di intersecare esperienze artistiche e culturali in relazione ai musei d’arte contemporanea attraverso gli interventi di artisti appartenenti all’area baltica e di importanti guest curator provenienti da tutto il mondo.

Presentazioni, panel, tavole rotonde e workshop saranno il punto di partenza per avviare un dialogo transnazionale che possa rispondere alle numerose urgenze nate con lo sviluppo recente delle istituzioni statali e private. Per esempio, dal momento che l’economia neo-liberale ha mutato la mentalità modernista riguardo al ruolo dell’istituzione – tra stereotipi, spettacolari fallimenti e strategie di marketing –, quali sono i modelli a cui riferirsi oggi? E ancora: è possibile continuare ad applicare una netta divisione fra privato e pubblico, oppure si devono tenere in considerazione le potenziali sinergie tra i due ambiti?

Condividere e analizzare le visioni proposte dai protagonisti del simposio, al fine di ripensare le forme e il ruolo delle istituzioni, sarà il primo passo non solo per connettere e sostenere lo scambio tra le tante iniziative ma soprattutto per costituire l’identità artistica e concettuale del futuro Latvian Museum of Contemporary Art, che inaugurerà a Riga nel 2021 sul progetto di David Adjaye in collaborazione con lo studio d’architettura AB3D.

 

Tra gli altri ospiti invitati a Cross-training: 10 exercises to Shape a Museum:  Vasif Kortun (SALT Museum, Istanbul); Grazia Quaroni (Fondation Cartier, Parigi); Christiane Berndes (Van Abbemuseum, Eindhoven); Hendrik Folkerts (Documenta 14, Kassel); Katerina Chuchalina (V-A-C Foundation, Mosca); Sebastian Cichocki (Museum of Modern Art, Varsavia).

 

Per maggiori informazioni: http://simpozijs.ablv.org/

 

 

 

 

WILD ENERGIES – Persone in movimento | Marguerite Kahrl, Marjetica Potrč | Giovedì 7 luglio, ore 18.30 | PAV

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 05/07/2016

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WILD ENERGIES

Persone in movimento
Marguerite Kahrl, Marjetica Potrč

8 luglio – 23 ottobre 2016

 

Giovedì 7 luglio, alle ore 18.30, inaugura Wild Energies, persone in movimento, a cura di Marco Scotini. Venerdì 8 luglio, alle ore 18.30, la mostra sarà al centro di un talk che si terrà presso la Triennale di Milano (via Alemagna, 6) nell’ambito delle attività di NOOSPHERE XX1 – A MOBILE AND EVOLVING SCHOOL, il Padiglione di NABA, Domus Academy e Tsinghua University.

Il progetto espositivo Wild Energies nasce a seguito della collaborazione tra Marjetica Potrč  e il PAV nell’ambito della mostra Vegetation as a Political Agent, culminata con la pubblicazione del libro The Soweto Project – edito da Archive Books nel 2014.

L’idea di Participatory design e quella di Social architecture, sviluppate dall’architetto e artista slovena negli ultimi anni, vengono declinate in questa occasione in una mostra comune di Marjetica Potrč e Marguerite Kahrl, che tornano a lavorare insieme dopo il progetto Rainwater Harvesting, presentato presso la Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia) nel 2010.
Il nuovo progetto comune parte da un’analisi delle aree urbane attorno al PAV, svoltasi nell’ambito del workshop collettivo Wild Energies: vento, fuoco e persone in movimento, tenuto dalle due artiste a partire dal Marzo 2015. L’obiettivo del workshop era quello di pensare in modo nuovo lo spazio comunitario estendendo i principi del Parco Arte Vivente all’immediato contesto urbano. I principi della Permacultura si sono rivelati gli strumenti più adatti ad analizzare e individuare i punti nodali (ambientali e sociali) sui quali agire, nell’aspirazione di sviluppare un progetto site specific in grado di identificare quelle realtà del contesto urbano che potessero porsi come forze resilienti.

Nel corso di un processo collettivo e aperto, nel quale le dinamiche, le relazioni e le conoscenze acquisite lungo il percorso sono ben più importanti del risultato finale, una serie di workshop condotti da Marguerite Kahrl e Marco Regoli, con la supervisione di Marjetica Potrč, portano alla creazione di una piattaforma di foodsharing. Un progetto on site, veicolo di dialogo e incontro tra gli abitanti del quartiere, volontari e migranti richiedenti asilo, pensato come un possibile modello di costruzione di una comunità solidale attorno al PAV. La mostra includerà i lavori degli artisti del gruppo, così come gli oggetti relazionali utilizzati per costruire il progetto partecipativo.

Accanto all’esposizione relativa all’esperienza del workshop Wild Energies, saranno in mostra opere personali delle artiste, create in contesti differenti, ma nondimeno strettamente collegate ai principi dai quali è scaturito il progetto sviluppato al PAV e necessarie a comprenderne appieno le dinamiche relazionali ed estetiche. Marjetica Potrč porta nuovamente al PAV l’esperienza di The Soweto Project, realizzato insieme agli studenti del corso di pratiche partecipatorie Design for the Living World, nel contesto sudafricano. The Soweto Project si sviluppa nell’omonima area urbana di Johannesburg, lavorando insieme per e con la comunità locale. “Sin dal primo incontro con la comunità, noi diciamo: non è il nostro progetto, è il vostro progetto!”, dichiara Marjetica Potrč. Il lavoro culmina nella costruzione di parco attrezzato per ospitare qualsiasi evento sociale e culturale, riqualificando lo spazio in modo da sottrarlo alla criminalità e alla speculazione privata. Il ciclo di lavori Notes on Partecipatory Design mettono in mostra la stessa metodologia di lavoro della Potrč, basato sul dialogo, il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle comunità, nel processo della realizzazione di progetti che si rivelino concretamente utili e sostenibili.

Le sculture in canapa di Marguerite Kahrl, rimandano alla bioregione nella quale l’artista vive e lavora, il Piemonte, storicamente celebre per la produzione di tale tessuto. Una trazione gradualmente dimenticata con l’avvento dell’economia industriale, a dispetto delle qualità e del potenziale come risorsa economica e ambientale. Le sculture, i video e il ciclo di acquerelli sono ispirati ai Los Caprichos di Goya, che Kahrl utilizza come un archivio di tipi caratteriali utili ad una riflessione artistica tutt’ora valida. I pupazzi cuciti nei workshop condotti dall’artista, invece, toccano in maniera al contempo poetica e relazionale il problema etico dell’auto-rappresentazione dei territori in trasformazioni e delle comunità migranti.

 

 

 

L’opening di Wild Energies coincide con la presentazione al pubblico degli esiti del primo anno di sperimentazione della Libera Scuola del Giardino, progetto nato come approfondimento laboratoriale delle tematiche sviluppate nella mostra Grow It Yourself. Il percorso, condotto da Wapke Feenstra del collettivo myvillages, Andrea Caretto|Raffaella Spagna e coordinato da Orietta Brombin, si è articolato in fasi di studio, coltivazione e trasformazione delle specie botaniche. Sono state progressivamente avviate produzioni temporanee per la vendita e lo scambio di prodotti, ottenuti attraverso la coltivazione delle materie prime, la loro raccolta e lavorazione. Dalla coltivazione del giardino, dalle aree spontanee e da tutto il territorio del PAV, prende avvio l’elaborazione di prodotti stagionali ottenuti attraverso la coltivazione delle materie prime; a questa filiera di produzione si aggiungono la realizzazione di confezioni che presentino le materie trasformate in una forma adatta allo scambio e alla commercializzazione.

All’interno delle iniziative previste per l’approfondimento della mostra Wild Energies. Persone in movimento le Attività Educative e Formative del PAV propongono Microviewlab laboratorio per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Durante la visita alle opere, gli elaborati realizzati all’interno della Libera Scuola del Giardino mostrano il passaggio dalla terra al prodotto finale, atto conservativo delle proprietà biologiche e azione trasformativa che sottintende la coniugazione di natura e cultura. L’attraversamento di Jardin Mandala, opera-giardino di Gilles Clément collocata sul tetto del PAV, il cui edificio è costruito secondo i principi della bioarchitettura, consentirà inoltre di aprire una riflessione sul processo di trasformazione del vivente teorizzato dallo stesso Clément ne Il Giardino in Movimento.

Strumenti comunemente utilizzati nelle analisi scientifiche (capsule petri, becker, falcon) vengono impiegati in laboratorio per la creazione di micro paesaggi in trasformazione in cui gli elementi naturali divengono metafora del passaggio che vede la materia in continua trasformazione.

 

Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione: 011 3182235 – lab@parcoartevivente.it

 

 

 

Continua e-Contest, progetto di mediazione interattiva che durante la visita della mostra raccoglie la voce del pubblico, per registrarne impressioni e considerazioni in una dimensione fluida e dialogante, che permetterà la catalogazione dei più ampi e inediti contenuti. Il risultato del progetto in progress è fruibile all’interno del museo attraverso l’utilizzo del sistema QRcode e online alla pagina http://www.parcoartevivente.it/e-contest

 

 

 

 

La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT.

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Katerpillar | 21-23 giugno | Current, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 21/06/2016

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