NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

Asja Lācis archives e Alberto Grifi | 10.06 – 19.09 | Documenta 14, Kassel

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 08/06/2017

 

 

 

Venerdì 10 giugno, dopo la tappa di Atene Learning from Athens, apre a Kassel, fino al 19 settembre, la 14 edizione di Documenta, una delle più prestigiose manifestazioni d’arte contemporanea al mondo. Il Direttore artistico Adam Szymczyk ha invitato Andris Brinkmanis, Course Leader del Triennio in Pittura e Arti Visive, e Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive, a partecipare con un progetto di ricerca e uno screening program alle numerose attività che caratterizzeranno i 100 giorni di apertura della mostra.

 

Andris Brinkmanis, in collaborazione con Mara Kimele, Beata Paškevica e Hendrik Folkerts, inaugura, presso il museo Grimmwelt di Kassel, Signals from another world: Anna “Asja Lācis” archives. La mostra indaga, attraverso materiali inediti raccolti negli archivi di Riga, Berlino e Mosca, la vita e l’opera di Asja Lācis (1891-1979) e le sue connessioni con il “children’s theater” e con figure come Walter Benjamin e Bertolt Brecht.

 

 

Marco Scotini, all’interno di TV Politics, lo screening program, a cura di Hila Peleg, che rivista alcuni dei più importanti tentativi di approccio radicale alle politiche della televisione intraprese negli ultimi decenni, dedica due giornate al filmmaker italiano Alberto Grifi (1938-2007). Presso il cinema BALi-Kinos di Kassel (che ospiterà fra gli altri i film di Jonas Mekas, Mathia Diawara, David Perlov, Mohamed Soueid, Sarah Maldoror e Nagisa Oshima), il 24 e il 25 agosto saranno presentati Verifica IncertaFestival del Proletariato giovanile al Parco Lambro, Dinni e la Normalina, Michele alla ricerca della felicitàArgonauti, Lia, Anna, ed Evviva!, alcuni tra i film che hanno reso Grifi un autore riconosciuto internazionalmente.

 

http://www.documenta14.de/en/

 

Morte non accidentale di un ferroviere anarchico – un’opera per Giuseppe Pinelli | giovedì 15 dicembre, ore 18.00 aula G0.4

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 14/12/2016

concorso-pinelli

WILD ENERGIES – Persone in movimento | Marguerite Kahrl, Marjetica Potrč | Giovedì 7 luglio, ore 18.30 | PAV

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 05/07/2016

Wild Energies_flyer

 

 

WILD ENERGIES

Persone in movimento
Marguerite Kahrl, Marjetica Potrč

8 luglio – 23 ottobre 2016

 

Giovedì 7 luglio, alle ore 18.30, inaugura Wild Energies, persone in movimento, a cura di Marco Scotini. Venerdì 8 luglio, alle ore 18.30, la mostra sarà al centro di un talk che si terrà presso la Triennale di Milano (via Alemagna, 6) nell’ambito delle attività di NOOSPHERE XX1 – A MOBILE AND EVOLVING SCHOOL, il Padiglione di NABA, Domus Academy e Tsinghua University.

Il progetto espositivo Wild Energies nasce a seguito della collaborazione tra Marjetica Potrč  e il PAV nell’ambito della mostra Vegetation as a Political Agent, culminata con la pubblicazione del libro The Soweto Project – edito da Archive Books nel 2014.

L’idea di Participatory design e quella di Social architecture, sviluppate dall’architetto e artista slovena negli ultimi anni, vengono declinate in questa occasione in una mostra comune di Marjetica Potrč e Marguerite Kahrl, che tornano a lavorare insieme dopo il progetto Rainwater Harvesting, presentato presso la Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia) nel 2010.
Il nuovo progetto comune parte da un’analisi delle aree urbane attorno al PAV, svoltasi nell’ambito del workshop collettivo Wild Energies: vento, fuoco e persone in movimento, tenuto dalle due artiste a partire dal Marzo 2015. L’obiettivo del workshop era quello di pensare in modo nuovo lo spazio comunitario estendendo i principi del Parco Arte Vivente all’immediato contesto urbano. I principi della Permacultura si sono rivelati gli strumenti più adatti ad analizzare e individuare i punti nodali (ambientali e sociali) sui quali agire, nell’aspirazione di sviluppare un progetto site specific in grado di identificare quelle realtà del contesto urbano che potessero porsi come forze resilienti.

Nel corso di un processo collettivo e aperto, nel quale le dinamiche, le relazioni e le conoscenze acquisite lungo il percorso sono ben più importanti del risultato finale, una serie di workshop condotti da Marguerite Kahrl e Marco Regoli, con la supervisione di Marjetica Potrč, portano alla creazione di una piattaforma di foodsharing. Un progetto on site, veicolo di dialogo e incontro tra gli abitanti del quartiere, volontari e migranti richiedenti asilo, pensato come un possibile modello di costruzione di una comunità solidale attorno al PAV. La mostra includerà i lavori degli artisti del gruppo, così come gli oggetti relazionali utilizzati per costruire il progetto partecipativo.

Accanto all’esposizione relativa all’esperienza del workshop Wild Energies, saranno in mostra opere personali delle artiste, create in contesti differenti, ma nondimeno strettamente collegate ai principi dai quali è scaturito il progetto sviluppato al PAV e necessarie a comprenderne appieno le dinamiche relazionali ed estetiche. Marjetica Potrč porta nuovamente al PAV l’esperienza di The Soweto Project, realizzato insieme agli studenti del corso di pratiche partecipatorie Design for the Living World, nel contesto sudafricano. The Soweto Project si sviluppa nell’omonima area urbana di Johannesburg, lavorando insieme per e con la comunità locale. “Sin dal primo incontro con la comunità, noi diciamo: non è il nostro progetto, è il vostro progetto!”, dichiara Marjetica Potrč. Il lavoro culmina nella costruzione di parco attrezzato per ospitare qualsiasi evento sociale e culturale, riqualificando lo spazio in modo da sottrarlo alla criminalità e alla speculazione privata. Il ciclo di lavori Notes on Partecipatory Design mettono in mostra la stessa metodologia di lavoro della Potrč, basato sul dialogo, il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle comunità, nel processo della realizzazione di progetti che si rivelino concretamente utili e sostenibili.

Le sculture in canapa di Marguerite Kahrl, rimandano alla bioregione nella quale l’artista vive e lavora, il Piemonte, storicamente celebre per la produzione di tale tessuto. Una trazione gradualmente dimenticata con l’avvento dell’economia industriale, a dispetto delle qualità e del potenziale come risorsa economica e ambientale. Le sculture, i video e il ciclo di acquerelli sono ispirati ai Los Caprichos di Goya, che Kahrl utilizza come un archivio di tipi caratteriali utili ad una riflessione artistica tutt’ora valida. I pupazzi cuciti nei workshop condotti dall’artista, invece, toccano in maniera al contempo poetica e relazionale il problema etico dell’auto-rappresentazione dei territori in trasformazioni e delle comunità migranti.

 

 

 

L’opening di Wild Energies coincide con la presentazione al pubblico degli esiti del primo anno di sperimentazione della Libera Scuola del Giardino, progetto nato come approfondimento laboratoriale delle tematiche sviluppate nella mostra Grow It Yourself. Il percorso, condotto da Wapke Feenstra del collettivo myvillages, Andrea Caretto|Raffaella Spagna e coordinato da Orietta Brombin, si è articolato in fasi di studio, coltivazione e trasformazione delle specie botaniche. Sono state progressivamente avviate produzioni temporanee per la vendita e lo scambio di prodotti, ottenuti attraverso la coltivazione delle materie prime, la loro raccolta e lavorazione. Dalla coltivazione del giardino, dalle aree spontanee e da tutto il territorio del PAV, prende avvio l’elaborazione di prodotti stagionali ottenuti attraverso la coltivazione delle materie prime; a questa filiera di produzione si aggiungono la realizzazione di confezioni che presentino le materie trasformate in una forma adatta allo scambio e alla commercializzazione.

All’interno delle iniziative previste per l’approfondimento della mostra Wild Energies. Persone in movimento le Attività Educative e Formative del PAV propongono Microviewlab laboratorio per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Durante la visita alle opere, gli elaborati realizzati all’interno della Libera Scuola del Giardino mostrano il passaggio dalla terra al prodotto finale, atto conservativo delle proprietà biologiche e azione trasformativa che sottintende la coniugazione di natura e cultura. L’attraversamento di Jardin Mandala, opera-giardino di Gilles Clément collocata sul tetto del PAV, il cui edificio è costruito secondo i principi della bioarchitettura, consentirà inoltre di aprire una riflessione sul processo di trasformazione del vivente teorizzato dallo stesso Clément ne Il Giardino in Movimento.

Strumenti comunemente utilizzati nelle analisi scientifiche (capsule petri, becker, falcon) vengono impiegati in laboratorio per la creazione di micro paesaggi in trasformazione in cui gli elementi naturali divengono metafora del passaggio che vede la materia in continua trasformazione.

 

Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione: 011 3182235 – lab@parcoartevivente.it

 

 

 

Continua e-Contest, progetto di mediazione interattiva che durante la visita della mostra raccoglie la voce del pubblico, per registrarne impressioni e considerazioni in una dimensione fluida e dialogante, che permetterà la catalogazione dei più ampi e inediti contenuti. Il risultato del progetto in progress è fruibile all’interno del museo attraverso l’utilizzo del sistema QRcode e online alla pagina http://www.parcoartevivente.it/e-contest

 

 

 

 

La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT.

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Presentazione del volume: WorkingGeographies – Lunedì 13 giugno, h. 18

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 10/06/2016

Resò_ Artissima 2015_Photo Matteo Nobili_Bassa (10)

 

 

Lunedì 13 giugno, h. 18

NABA / Nuova Accademia di Belle Arti, Aula A02

via C. Darwin, 20, Milano

Presentazione del volume

WorkingGeographies. RESÒ International Art Exchange Residency Program (Mousse Publishing) e del progetto Caucacola ideato da Giorgio Cugno in Colombia nell’ambito della quarta edizione del programma.

www.reso-network.net

Quale può essere il ruolo dell’arte e degli artisti in una geografia in divenire come quella degli ultimi decenni? Quanto l’esperienza di residenza influisce sulla ricerca artistica in questa prospettiva? WorkingGeographies è un volume che documenta le prime quattro edizioni del programma di residenza RESÒ, avviato nel 2010, promosso e finanziato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea – CRT di Torino. Dando forma a una strana geografia che mette in relazione una regione del Nord Italia, il Piemonte, con l’Egitto, il Brasile, l’India e la Colombia, WorkingGeographies offre un insieme di riflessioni intorno ai concetti di confine, d’identità e di cultura, in uno scenario globale liquido e soggetto a continue interrelazioni e fratture.

Il volume sarà introdottoda Lisa Parola del collettivo curatoriale a.titolo

Nell’ambito dell’incontro. GiorgioCugno, artista coinvolto nella quarta edizione di RESÒ, presenterà Caucacola un’opera costituita da una cinematic installation e da una scultura, ideata dall’artista nel 2014 nel corso della residenza presso lugar a dudas, a Cali in Colombia. Tema ricorrente nell’attuale ricerca dell’artista è lo sfruttamento di materie prime come l’oro o l’acqua, che diviene lo spunto narrativo per interrogarsi su questioni quali i confini geografici, i flussi economici globali, la relazione tra i cambiamenti dell’ambiente e l’azione dell’uomo, l’equilibrio tra lavoro e mercato.

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RESÒ è un programma internazionale di residenze per artisti piemontesi, nato nel 2010 dalla collaborazione tra le maggiori istituzioni artistiche piemontesi, grazie al sostegno di Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea – CRT di Torino. Ne fanno parte: Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, Associazione Culturale a.titolo, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Città di Torino/GAI, Cittadellarte – Fondazione Pistoletto Onlus, Eco e Narciso, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, PAV – Parco Arte Vivente.

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Aprendo le casse della mia biblioteca: il libro d’artista e la collezione. in ricordo di giorgio maffei | 19 Maggio ore 18.30 | FM Centro per l’Arte Contemporanea

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 16/05/2016

Layout 1

In occasione della mostra L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Italia Anni 70

 

FM Centro per l’Arte Contemporanea presenta

 

aprendo le casse della mia biblioteca:

il libro d’artista e la collezione.

in ricordo di giorgio maffei

 

Giovedì 19 Maggio 2016 ore 18.30

FM Centro per l’Arte Contemporanea

Sala Carroponte

Milano, via G. B. Piranesi 10

 

INGRESSO LIBERO

 

Terzo appuntamento del ciclo di eventi legati alla mostra L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Italia anni 70, a cura di Marco Scotini in collaborazione con Lorenzo Paini. Dopo la presentazione del libro di Tommaso Trini, Mezzo secolo di arte intera. Scritti 1964-2014, e la conferenza di Vasif Kortun (direttore SALT, Istanbul) Art Institutions in the Age of Post-Publicness, FM Centro per l’Arte Contemporanea dedica una serata alla memoria di Giorgio Maffei, grande collezionista ed esperto di libri d’artista, recentemente scomparso e prestatore di opere dalla sua collezione per la mostra in corso. La ricognizione de L’Inarchiviabile sulla scena artistica degli anni ‘70, un’epoca in cui anche Germano Celant parla di arte off-media, è occasione per tornare a riflettere sul libro come forma d’arte. Durante l’incontro si tratterà del ruolo del libro d’artista nella storia dell’arte del ‘900 e della sua presenza in importanti collezioni italiane, delle sue forme e della sua conservazione. Intervengono Paola Varello Maffei; Enrico Consolandi, Collezione Consolandi; Patrizio Peterlini, direttore, Fondazione Bonotto; Angela Madesani, storica e critica d’arte; Elena Re, critica e curatrice indipendente; modera Marco Scotini, direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea.

 

Giorgio maffei (Torino, 1948-2016) si è occupato del rapporto tra arte figurativa ed editoria dalle avanguardie storiche del Novecento alla contemporaneità. Ha dedicato in particolare le sue ricerche a quel tipo di forma d’arte che, pur nella provvisorietà e imprecisione del termine, si definisce come “libro d’artista”. Oltre a curare mostre in musei europei, americani e giapponesi ha formato una collezione di circa 3000 libri italiani e stranieri che costituiscono un panorama esaustivo della produzione del ‘900, con particolare attenzione alle opere delle avanguardie artistiche degli anni Sessanta e Settanta. Ha pubblicato saggi sul libro d’artista, sulle riviste d’avanguardia, sulla letteratura artistica per bambini e sull’opera editoriale dell’Arte Povera, del Movimento Arte Concreta e della Poesia visiva, oltre a lavori bibliografici su Alighiero Boetti, Bruno Munari, Gastone Novelli, Sol LeWitt, Allan Kaprow, John Cage, Ettore Sottsass, Arrigo Lora Totino. E’ stato curatore di numerose collezioni internazionali, pubbliche e private, di libri d’artista.
Enrico Consolandi in rappresentanza della Collezione Consolandi, fra le più importanti raccolte italiane di arte contemporanea del ‘900, creata dal notaio Paolo Consolandi nel corso di una vita a partire dagli anni Cinquanta. Come scrive Angela Vettese nel catalogo della mostra Libri d’artista dalla Collezione Consolandi. 1919-2009, a cura di Angela Vettese e Giorgio Maffei, Palazzo Reale, Milano, 2010: «Intima e personale, ma al tempo stesso profondamente animata da senso civico, la collezione di Paolo Consolandi è stata sempre un monito anche per le istituzioni pubbliche: come un dire “questo si può fare”». Scrive Giorgio Maffei della collezione di libri d’artista di Paolo Consolandi: «Un insieme di perle infilate con i criteri individuali della propria sensibilità o del proprio ricordo.»

 

Angela Madesani, storica dell’arte e curatrice indipendente è autrice, fra le altre cose, del volume Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia e di Storia della fotografia per i tipi di Bruno Mondadori. Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere, collabora con alcune testate di settore. È responsabile della collana di fotografia e arte di Dalai editore, all’interno della quale ha realizzato numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice. Oltre che all’Accademia di Brera di Milano, insegna all’Istituto Europeo del Design di Milano.

 

Patrizio Peterlini è Direttore della Fondazione Bonotto. Dal 2005 al 2010 collabora con l’Archivio F. Conz curandone le pubblicazioni, le mostre e la catalogazione delle opere e dei documenti. Suoi contributi sono pubblicati in numerosi cataloghi d’arte e in riviste di psicoanalisi. Tra le sue pubblicazioni: Riviste d’arte d’avanguardia. L’esoeditoria in Italia negli anni 60 e 70 (Ed. Bonnard, Mi – con Giorgio Maffei); Fluxbooks. Fluxus Artist Books from the Luigi Bonotto Collection (con Giorgio Maffei – Ed.Mousse Publishing, Mi 2015); Arrigo Lora Totino. La parola come poesia segno suono gesto. 1962-1982 (con Giorgio Maffei – Danilo Montanari Editore, Ra 2015) e il recente Sense Sound / Sound Sense. Fluxus music, scores and records in the Luigi Bonotto collection (con Walter Rovere e Giorgio Maffei – Danilo Montanari Editore, Ra 2016). La Collezione Bonotto nasce dalla frequentazione di Luigi Bonotto con artisti Fluxus e di Poesia Sperimentale che accoglie a Molvena, nella sua azienda tessile e nella casa dove viveva. Qui gli artisti s’incontrano, progettano e realizzano opere che costituiscono il primo nucleo della Collezione.

 

Elena Re, critico e curatore indipendente, si occupa di arte contemporanea con un’attenzione verso la fotografia concettuale. Da parecchio tempo sta approfondendo l’arte italiana degli anni ’60-70 con numerosi progetti, mostre e pubblicazioni. Attualmente sta indagando alcune sperimentazioni di quegli anni attraverso l’idea del multiplo. Su questo tema ha presentato a Berlino alla galleria Sprüth Magers la mostra Arte Povera and “Multipli”, Torino 1970-1975. È direttore scientifico dell’Archivio Giorgio Ciam, segue il percorso di vari artisti, e ha lavorato al progetto di valorizzazione dell’opera di Luigi Ghirri. Architetto e dottore di ricerca, ha svolto attività didattica presso il Politecnico di Torino e di Milano e insegnato Storia della comunicazione visiva all’Istituto Europeo di Design, sottolineando le potenzialità di una visione transdisciplinare dell’arte. Fra i suoi libri, Luigi Ghirri – Project Prints. An Adventure in Thinking and Looking, JRP|Ringier, Zurich 2012, pubblicato in occasione della mostra che ha curato al Castello di Rivoli.

 

L’Inarchiviabile/The Unarchivable. Italia anni 70, a cura di Marco Scotini con la collaborazione di Lorenzo Paini, è la mostra inaugurale FM Centro per l’Arte Contemporanea, un nuovo polo artistico e culturale, unico nel panorama italiano, che riunisce le funzione di esposizione, valorizzazione, restauro, logistica e conservazione dell‘arte contemporanea. La mostra, inaugurata il 7 aprile 2016, proseguirà fino al 15 maggio e vede la presenza di quasi 60 artisti e oltre 200 opere provenienti dalle più prestigiose collezioni private italiane. L‘Inarchiviabile/The Unarchivable propone una revisione critica e al tempo stesso un’ampia ricognizione della scena artistica italiana degli anni Settanta con opere e documenti storici volti a indagare una grande eterogeneità di formati artistici ed editoriali, che trovano nella moltitudine di forme dell’enunciato collettivo nuovi dispositivi linguistici e una pluralità di soggettività. Un decennio di grande produttività in cui la cultura “eccede” al di fuori del campo dell’estetica, sconfinando in linguaggi che resistono alla catalogazione, pratiche effimere e azioni legate alla performatività sociale e basate sulla temporalità.

All’interno di FM Centro per l’Arte Contemporanea proseguono le mostre promosse dalle gallerie:

 

Presso Laura Bulian Gallery, continua fino al 15 giugno Imagine a Moving Image, la prima personale in Italia dell’artista croato Marko Tadić.

 

Presso il temporary space occupato dalle gallerie Monitor, P420 e SpazioA, prosegue fino al 1 giugno la mostra Corale con Eric Bainbridge, Franco Guerzoni, Benedikt Hipp, Nicola Samorì e Claudio Verna per Monitor; Luca Bertolo, Esther Kläs, Chiara Camoni, Piotr Łakomy e Giulia Cenci per SpazioA; Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Rodrigo Hernandez, Paolo Icaro e Alessandra Spranzi per P420.

 

 

FM Centro per l’Arte contemporanea è promosso da Open Care – società del Gruppo Bastogi – unica in Italia ad offrire servizi integrati per l’art advisory, la gestione e la conservazione dell’arte.

 

 

Orari di apertura delle mostre:

Mercoledì-Venerdì, 11-18

 

 

 

 

Ufficio stampa FM Centro per l’Arte Contemporanea

Franca Reginato, Rossella Tripodi

press@fmcca.it

tel. 02 73983231 / tel. 02 73983232

 

 

 

 

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Mezzo secolo di arte intera – Scritti 1964-2014 | di Tommaso Trini | 27 aprile, ore 18.30 | FM Centro per l’Arte contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 26/04/2016

trini

In occasione della mostra L’Inarchiviabile/ The Unarchivable. Italia anni 70

FM Centro per l’Arte contemporanea ha il piacere di invitare alla presentazione della pubblicazione:

Mezzo secolo di arte intera
Scritti 1964-2014
di Tommaso Trini
a cura di Luca Cerizza

Johan & Levi editore

Mercoledì 27 aprile, ore 18.30
Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10 – Milano

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L’INARCHIVIABILE | a cura di Marco Scotini | 7 aprile | FM – Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 05/04/2016

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I‘M ONLY INTERESTED IN WHAT IS NOT MIME | 1 marzo ore 11.00 | aula M2.5

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 29/02/2016

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ARCHIVING IRPINIA | a cura di Marco Scotini | 12 Febbraio 2016 | Avellino

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 03/02/2016

 

Archiving Irpinia_jpg

ARCHIVING IRPINIA

Geografie sociali e territoriali

a cura di Marco Scotini

ideazione e coordinamento Luigi D’Oro

con la partecipazione di Fernando Garcia-Dory, Ugo La Pietra, Bert Theis.

 

Il Consorzio GAL Partenio e LSD Production sono lieti di presentare la conclusione della prima fase di ricerca di ARCHIVING IRPINIA – progetto internazionale a cura di Marco Scotini – con una giornata laboratoriale, che si svolgerà il 13 Febbraio presso il Palazzo Baronale di Prata, come risultato di un primo momento di raccolta e inventariazione della memoria sociale e culturale delle aree rurali e urbane della provincia di Avellino che ospiteranno l’intera manifestazione nel corso dei prossimi cinque anni, ideata e coordinata dall’architetto Luigi D’Oro.

 

Il programma di ARCHIVING IRPINIA intende concentrare l’approccio territoriale ai nuclei abitativi della Valle del Sabato, dal forte patrimonio naturalistico e culturale, portando alla luce quell’afasia di storie sedimentate nelle geografie del tempo, con la riattivazione di un processo mnemonico capace di far emergere, attraverso l’arte contemporanea e le sue procedure, nuovi strumenti di indagine antropologica, politica e urbana.

Il percorso di analisi delle pratiche, dei linguaggi e dei saperi locali, sviluppato in una prospettiva ecosofica come articolazione estetico-politica, si concentrerà in questo passaggio sull’archiviazione dei sistemi agricoli e urbani radicati nelle preesistenze del luogo (ecologiche, agroalimentari, produttive). Il laboratorio, vedrà quindi l’interazione di differenti metodi di investigazione territoriale con la partecipazione di ospiti internazionali come Fernando Garcia-Dory (Spagna) con un contributo sull’idea dell’artista come agro-ecologista e la costruzione di organizzazioni sociali sostenibili, dalla campagna agricola alle unità produttive del paesaggio rurale, Bert Theis (Lussemburgo) per la costruzione di forme associative e comunitarie nei processi di socializzazione del territorio e dell’urbano ma anche dello spazio vissuto, Ugo La Pietra (Italia) per uno sguardo antropologico e la riattivazione dell’artigianato locale, con il recupero delle professioni, della distribuzione sociale dei saperi e le forme di produzione materiale, insieme agli abitanti di Prata e i partecipanti al workshop.

 

Fuori dalla programmazione del GAL Partenio, conclusa a dicembre 2015, ARCHIVING IRPINIA prepara una proposta di durata quinquennale, dislocata in tappe successive in alcuni comuni della provincia di Avellino, che si estenderà in un ampio arco temporale attraverso una piattaforma di attività espositive e laboratoriali, residenze e incontri, forme di animazione e teatro sociale insieme a operazioni artistiche nello spazio pubblico, offrendo l’infrastruttura per gli aspetti educativi e artistici del progetto insieme alla possibilità di sostenere forme di convivenza, economia e creatività all’interno delle comunità attive su scala territoriale.

 

Da oltre venti anni l’arte contemporanea è diventata la chiave d’accesso privilegiata alla comprensione e trasformazione dei luoghi e del territorio. Dove l’architettura, l’urbanistica e la sociologia hanno mostrato i propri limiti disciplinari, l’arte contemporanea è riuscita a giocare il ruolo di nuovo soggetto attivo e propulsore nella cartografia e rigenerazione dei luoghi.

 

ARCHIVING IRPINIA prevede così l’attivazione di nuove pratiche (culturali, sociali, insediative, economiche) che possano incontrare nuove utenze (saltuarie, permanenti, ecc) non più soltanto locali ma di carattere internazionale. Il ruolo delle preesistenze è un potenziale molto forte ma va ripensato in un’ottica che non sia immediatamente già data. Il primo aspetto che emerge con chiarezza è la natura puntuale e disaggregata delle presenze che richiedono un intervento su tre fronti: uno a scala locale (i singoli insediamenti), uno a scala territoriale (la rete tra gli insediamenti e il rapporto con Avellino-Benevento), e l’ultimo ad una scala non determinata geograficamente (ma dai flussi del turismo, della comunicazione, della mediazione). L’arte contemporanea può, dunque, delocalizzare in senso figurativo questi luoghi ed esportarli, attraverso i suoi canali comunicativi, in circuiti collettivi che esulano da confini geografici, ingenerando un processo di “esternalizzazione” delle identità locali e del patrimonio culturale.

 

Nella direzione già individuata da Guattari, nel 1989, i tre livelli interconnessi di ecologia – il registro dell’ambiente, quello sociale e delle soggettività – distinguono il terreno d’indagine dell’ecologia sociale dalla vecchia antinomia che opponeva natura-cultura, di fuoriuscita dal modello antropocentrico verso la comprensione di una reversibilità costante, che esiste tra l’uomo e l’ambiente, in una dimensione in divenire, nella comprensione delle micro-forze economiche che vengono implementate attraverso nuove possibilità d’azione e di rippropriazione dei paesaggi contemporanei. Il vero ambiente si costituisce cioè a partire da tre soggetti: il socius (gli uomini), la psiche (ovvero la dimensione affettiva) e lo spazio fisico vero e proprio. L’arte non può essere isolata, si deve pensare dentro questo rapporto, tra collettività, soggettività ndividuale e territorio comune, ambiente.

 

Sensibilizzazione e collaborazione comunitaria, valorizzazione delle pre-esistenze, esplorazione artistica individuale saranno gli strumenti che permetteranno di sviluppare su scala locale un’arte del “fare” e un’arte del “mostrare” come strategie interconnesse. Nelle rispettive specificità dei due poli, partire dai depositi culturali e rurali significherà confrontarsi con le potenzialità manifatturiere, quelle agricole e con i poli artistico-museali.

 

ARCHIVING IRPINIA nella prima fase di progettazione ha stipulato un protocollo d’intesa con NABA Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, sviluppando successive collaborazioni operative in sinergia con realtà associative e no profit attive sul territorio, tra cui l’Associazione Calendula e l’Associazione Giovani Architetti Irpini. L’intervento del 13 Febbraio prevede modalità laboratoriali (nella formula di un workshop intensivo) con artisti tutor internazionalmente riconosciuti, maestranze locali, studenti e membri della comunità interessati alle tematiche proposte.

 

 

PROGRAMMA

 

venerdì 12 febbraio

 

17:00

CONFERENZA STAMPA e presentazione del progetto.

Intervengono Marco Scotini, Luigi d’Oro (indicare nell’ordine se ci sono altre figure istituzionali)

Palazzo della Prefettura, Corso Vittorio Emanuele 6, Circolo della stampa, Avellino.

 

sabato 13 febbraio

 

11:00

Apertura lavori al pubblico e inizio del workshop

Palazzo Baronale, Prata di Principato Ultra (Av)

 

18:00

Chiusura dei lavori

 

20:00

performance musicale di Luca Aquino

a seguire dj set di Ernesto Razzano

 

Contatti Press Office
Ufficio Stampa GAL:
Diana Cataldo – diana@miriadeweb.it – cell. 329 960 67 93
Rosa De Angelis – rosadeangelis@live.it – cell. 329 146 75 40

 

SITI WEB:

GAL PARTENIO http://www.galpartenio.it/

LUIGI D’ORO http://www.lsdproduction.it/

Associazione Calendula (fb)

 

Il vero colore del cielo. Laboratorio di Eugenia Vanni | MAN, Nuoro, 23 ottobre

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 21/10/2015

E.Vanni

Il vero colore del cielo. Laboratorio di Eugenia Vanni

23.10.2015

Dal 23 al 25 ottobre Eugenia Vanni trasformerà la project room del MAN in un atelier di pittura, un laboratorio rivolto a professionisti di diversi settori, estranei al mondo dell’arte (chirurghi, cuochi, estetisti…) invitati ad affrontare il tema del ritratto attraverso le proprie specifiche abilità manuali. I manufatti realizzati saranno presentati nelle sale del museo a partire dal 30 ottobre insieme a una selezione di opere dell’artista. Il laboratorio è gratuito.