NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

Seconda Biennale di Yinchuan | Grande opening – 09.06.2018

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 20/06/2018

Marco Scotini e il team curatoriale con gli artisti

 

«Ogni biennale è un micro-mondo temporaneo con i propri abitanti, i propri spazi, i propri modi di vita. Nel caso di questa biennale (e del suo mondo) mi piacerebbe che fossimo ricordati – se mai lo saremo – come “i nomadologi”», così il direttore artistico Marco Scotini ha aperto con grande successo lo scorso 9 giugno 2018 la Seconda Biennale di Yinchuan. Dei 90 artisti invitati, oltre 60 provenienti da tutto il mondo, hanno partecipato alla cerimonia ufficiale, accompagnata dall’intervento di Lu Peng, direttore artistico del MOCA Yinchuan, di Marco Scotini e degli artisti di rilevanza internazionale Kimsooja e Song Dong di fronte al numeroso parterre di giornalisti e VIP cinesi e internazionali intervenuti per l’opening.

 

La provincia del Ningxia, dove Yinchuan si trova, confina con il Deserto del Gobi e ne è profondamente segnata. Favorita dal Monte Helan, che la ripara dalle tempeste di sabbia del Tengri, e dal Fiume Giallo, che la rende fertile, si tratta di un’area semi-arida in cui mondo rurale e nomade s’incontrano. Con il titolo di Starting from The Desert. Ecologies on the Edge, sotto la leadership di Marco Scotini e con un team curatoriale composto da Andris Brinkmanis, Paolo Caffoni, Zasha Colah e Lu Xinghua (e Yin Shuai come curatorial assistant), la Biennale si articola in 4 sezioni che vanno dallo spazio nomade e rurale a quello sul lavoro con e nella natura, dalla questione delle minoranze a quella della relazione tra voce e scrittura nel rapporto tra Oriente e Occidente. Più di cento lavori (di cui 40 commissionati per l’occasione) occupano i 15.000 metri quadrati del MOCA, l’area esterna dello Hui Nongqu Eco-park e parte del villaggio di residenze d’artista. Durante l’inaugurazione si sono svolte le suggestive performance di Kimsooja, Ho Rui An, Nikhil Chopra, Enkhbold Togmidshiirev, Justin Ponmany, Li Binyuan e Arahmaiani con il musicista Wukir.

 

Circa 20 studenti del corso di Visual Art and Curatorial Studies NABA hanno lavorato per due settimane nel contesto dell’esposizione come supporto al team curatoriale e agli artisti presenti. Il “dietro le quinte” con scritti di diversi registri narrativi, report e brevi annotazioni diaristiche, confluirà in Naba sulla via della seta. The China LogBook, una sorta di diario di bordo filmato dell’intera realizzazione della Biennale. La Biennale, che fatto già molto parlare di sé, rimarrà aperta fino al 19 settembre.

 

Come ha scritto Art Forum: “I culti populisti di oggi, così orgogliosi della maggioranza, vedono le differenze tra i popoli come una minaccia. Mentre la paura e l’odio che vengono generati attraverso questo processo sono diventati una risorsa da utilizzare e mobilizzare. Come possiamo continuare ad affrontare le differenze tra persone, specie, lingue e gruppi etnici all’interno di un tale contesto? È questa domanda che aleggia come uno spettro all’interno e all’esterno della Biennale di Yinchuan”.

 

Marco Scotini e il team curatoriale con gli studenti NABA

 

 

 

Annunci

Antropocene. Crisi ecologica e potenzialità trasformative dell’arte | 4-5 maggio 2018 | PAV, Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 02/05/2018

The God-Trick | a cura di Marco Scotini | 4 maggio 2018, ore 18.30 | PAV, Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 02/05/2018

Residencies Insights: Ecologies on the Edge | lecture by Marco Scotini (Italy), Curator-in-Residence | Wednesday, 18 April 2018, 7.30 – 9.00pm | NTU Singapore

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 09/04/2018

THE SZECHWAN TALE – China, Theatre and History | a cura di Marco Scotini | 12 aprile – 15 luglio 2018 | FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 05/04/2018

 

THE SZECHWAN TALE
China, Theatre and History

a cura di Marco Scotini

 

12 aprile – 15 luglio 2018

inaugurazione: giovedì 12 aprile, ore 20

conferenza stampa: mercoledì 11 aprile, ore 11

 

 

Dal 12 aprile al 15 luglio 2018 FM Centro per l’Arte Contemporanea presenta The Szechwan Tale. China, Theater and History (Cina, Teatro e Storia), una nuova grande mostra a cura di Marco Scotini – direttore artistico di FM – che si rivolge al contesto cinese, proseguendo la linea d’indagine tracciata con le mostre Non-Aligned Modernity, dedicata all’arte dell’Est Europa, e Il Cacciatore Bianco/The White Hunter, sull’arte africana.

The Szechwan Tale. China, Theater and History inaugura il 12 aprile 2018, durante la Milano Art Week, in concomitanza con miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano.
La mostra ripercorre la storia delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso i grandi temi del Teatro e della Storia, trattando questi argomenti all’interno di un percorso espositivo unico, concepito come un meta-teatro in cui più di trenta di artisti internazionali e cinesi forniscono una decostruzione degli strumenti della macchina teatrale – il pubblico, il sipario, l’attore (l’automa, il puppet, il teatro delle ombre), i costumi e la scenografia (ambiente mutabile e immutabile), il testo e la musica – come metafora di altrettanti fenomeni sociali e del loro carattere storico.

 

La mostra è una evoluzione del progetto che il curatore Marco Scotini ha realizzato ad Anren, antica città del Sichuan in Cina, all’interno della prima Biennale di Anren (ottobre 2017 – febbraio 2018), intitolata Today’s Yesterday, con l’aggiunta di ulteriori artisti cinesi di fama internazionale. Le opere d’arte in mostra spaziano dalla pittura alla fotografia, dall’installazione ai video e ai film/documentari e provengono da prestigiose collezioni private.

 

Il titolo della mostra è un riferimento all’opera teatrale The Good Person of Szechwan (L’anima buona del Sezuan) di Bertolt Brecht del 1938, messa in scena a Milano al Piccolo Teatro da Strehler nel 1957-58. Altra figura importante per la mostra è Mei Lanfang (1894-1961), uno dei più importanti attori della storia del teatro cinese moderno, che ha influenzato il teatro d’avanguardia russo e poi tedesco. Non mancano i riferimenti all’opera lirica, con la presenza in mostra del costume della soprano Gina Cigna, indossato negli anni ’30 per la Turandot di Puccini al Teatro alla Scala.

 

Artisti: Cao Fei, Cornelius Cardew, Chen Zhen, Chia-Wei Hsu, Céline Condorelli, Peter Friedl, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Piero Gilardi, Dan Graham, Joris Ivens, Jia Zhangke, Joan Jonas, William Kentridge, Lin Yilin, Liu Ding, Mao Tongqiang, Rithy Panh, Michelangelo Pistoletto, Lisl Ponger, Qiu Zhijie, Pedro Reyes, Santiago Sierra, Sun Xun, Marko Tadić, Ulla von Brandenburg, Clemens von Wedemeyer & Maya Schweizer, Wei Minglun, Yang Yuanyuan, Zhang Huan, Zhuang Hui, Mei Lanfang

Collezioni: Collezione Alessandra e Paolo Barillari, Collezione Enrico Bonanate, Collezione Serena e Paolo Gori, Collezione E. Righi.

Main partner: Biennale di Anren.

Con il patrocinio del Comune di Milano.

La mostra è realizzata in collaborazione con Mei Lanfang Memorial Museum – Pechino, Istituto Culturale Italo-Cinese e NABA Nuova Accademia di Belle Arti – Milano.

Si ringraziano: Archivio Piccolo Teatro – Milano, Charim Galerie – Vienna, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, European Foundation Joris Ivens, Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, Galerie Art : Concept – Parigi, Galerie Edouard Malingue – Hong Kong, GALLERIA CONTINUA – San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana, Galleria Lia Rumma – Milano/Napoli, Galleria Raffaella Cortese – Milano, Guido Costa Projects – Torino, Laura Bulian Gallery – Milano, Museo Teatrale alla Scala – Milano, ProjectB Gallery – Milano, Prometeogallery di Ida Pisani – Milano, Wei Minglun Literature Museum

L’allestimento, i trasporti e la logistica, la conservazione delle opere sono affidate a Open Care Servizi per l’arte.

Sponsor tecnici: Untitled Association – Birra Menabrea Spa.

Wine partner: La Vigna del Nespolo.

 

 

Aperture straordinarie durante miart (ingresso gratuito):

venerdì 13 aprile: dalle 11.00 alle 22.00

sabato 14 aprile: dalle 11.00 alle 22.00

domenica 15 aprile: dalle 11.00 alle 19.00

 

Orari della mostra dal 12 aprile al 15 luglio 2018 (ingresso gratuito):

dal mercoledì al venerdì 17.00-22.00

sabato e domenica 11.00-19.00

 

Visite guidate e in altri giorni/orari su prenotazione – con possibilità di visitare i Laboratori di restauro di Open Care.

 

Talk su The Szechwan Tale. China, Theatre and History
con Marco Scotini, curatore della mostra; Lü Peng, storico dell’arte cinese; Liu Zhen, direttore Mei Lanfang Memorial Museum – Pechino; Liu Ding, Mao Tongqiang e Zhang Hui, artisti.

Sabato 14 Aprile ore 11.00  – Sala Carroponte di FM Centro per l’Arte Contemporanea

 

FM Centro per l’Arte Contemporanea di Milano è un nuovo spazio espositivo dedicato all’arte e al collezionismo in grado di rispondere alle nuove modalità di presentazione della Collezione e delle differenti forme della creazione contemporanea. La sua vocazione è quella di una struttura che raccoglie in un unico contesto tutti i soggetti e le funzioni connesse alla valorizzazione dell’arte, alla sua esposizione e conservazione. Quale spazio espositivo, deposito, istituto di ricerca e centro di restauro, FM ospita collezioni private e archivi d’artista e dà vita a un programma culturale ed educativo innovativo.

 

Situato all’interno dello storico complesso industriale dei Frigoriferi Milanesi, FM Centro per l’Arte Contemporanea, sotto la direzione artistica di Marco Scotini, è presieduto da un board internazionale di esperti tra cui Grazia Quaroni (Senior Curator / Head of Collections della Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi), Charles Esche (direttore del Van Abbemuseum di Eindhoven), Hou Hanru (direttore artistico del MAXXI di Roma), Vasif Kortun (docente, curatore e storico dell’arte, Istanbul) ed Enea Righi (collezionista).

 

 

THE SZECHWAN TALE
China, Theatre and History

curated by Marco Scotini

 

April 12 – July 15 luglio 2018

Opening: Thursday April 12, 8 pm

Press conference: Wednesday April 11, 11 am

 

 

From April 12 until July 15, 2018, FM Centre for Contemporary Art present The Szechwan Tale. China, Theatre and History, a new large-scale exhibition curated by Marco Scotini – artistic director of FM Centre – focused on the Chinese context, following the line of research set with the latest exhibitions Non-Aligned Modernity, focused on Eastern European Art, and The White Hunter, on African Art.

The Szechwan Tale. China, Theatre and History will open on April 12th, 2018, during the Milan Art Week and miart, the International Modern and Contemporary Art Fair of Milan.

The exhibition is tracing the relationship between East and West around the grand themes of Theater and History, covering these subjects within a sort of meta-theatre in which more than thirty international and Chinese artists provide a deconstruction of the tools of the theatric machine – such as: the audience, the curtain, the actors (the automaton, the puppet, the shadow theater), the costumes and the backdrops (a changing and unchanging environment), the text and the music – as metaphors of an equal number of social phenomena and of their historic nature.

 

The exhibition is an evolution of the project that the curator Marco Scotini realized in Anren, Sichuan (China), at the first Anren Biennale (28 October 2017 – February 2018), titled Today’s Yesterday, with the addition of other internationally renown Chinese artists. Original artworks included will range from painting to photography, installation to video and documentaries, coming from prestigious private collections.

 

The title of the exhibition is a reference to the theatrical work by Bertolt Brecht The Good Person of Szechwan (Der gute Mensch von Sezuan) written in 1938-1941, also staged by Giorgio Strehler at the Piccolo Teatro in Milan in 1957-58. The figure of Mei Lanfang (1894-1961), one of the most famous Peking Opera artists, which influenced Russian and German avant-garde theater will be central to the exhibition. Other references include the opera, with the lavish costume that the soprano Gina Cigna worn in the ’30s for Puccini’s Turandot at the Teatro alla Scala.

 

Artists: Cao Fei, Cornelius Cardew, Chen Zhen, Chia-Wei Hsu, Céline Condorelli, Peter Friedl, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Piero Gilardi, Dan Graham, Joris Ivens, Jia Zhangke, Joan Jonas, William Kentridge, Lin Yilin, Liu Ding, Mao Tongqiang, Mei Lanfang, Rithy Panh, Michelangelo Pistoletto, Lisl Ponger, Qiu Zhijie, Pedro Reyes, Santiago Sierra, Sun Xun, Marko Tadić, Ulla von Brandenburg, Clemens von Wedemeyer & Maya Schweizer, Wei Minglun, Yang Yuanyuan, Zhang Huan, Zhuang Hui.

Collections: Alessandra and Paolo Barillari Collection, Enrico Bonanate Collection, Serena and Paolo Gori Collection, E. Righi Collection.

Main partner: Biennale di Anren.

The exhibition is patronized by the City of Milan.

The exhibition will be held in collaboration with Mei Lanfang Memorial Museum – Beijing, Istituto Culturale Italo-Cinese and NABA Nuova Accademia di Belle Arti – Milan.

Thanks to: Archivio Piccolo Teatro – Milan, Charim Galerie – Wien, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, European Foundation Joris Ivens, Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, Galerie Art : Concept – Paris, Galerie Edouard Malingue – Hong Kong, GALLERIA CONTINUA – San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana, Galleria Lia Rumma – Milan/Naples, Galleria Raffaella Cortese – Milan, Guido Costa Projects – Turin, Laura Bulian Gallery – Milan, Museo Teatrale alla Scala – Milan, ProjectB Gallery – Milan, Prometeogallery di Ida Pisani – Milan, Wei Minglun Literature Museum.

The set up, transport and logistics, the conservation of the works are entrusted to Open Care – Servizi per l’arte.

Technical sponsors: Untitled Association – Birra Menabrea Spa.

Wine partner: La Vigna del Nespolo.

 

 

Special openings during miart (free admission):

Friday, April 13: from 11 am to 10 pm

Saturday 14 April: from 11 am to 10 pm

Sunday, April 15th: from 11 am to 7 pm

 

Opening hours from 12 April to 15 July 2018 (free admission):

from Wednesday to Friday 5-10 pm

Saturday and Sunday 11 am-7 pm

 

Guided tours and other days / times by reservation – with the opportunity to visit the Open Care restoration laboratories.

 

Talk on The Szechwan Tale. China, Theatre and History

with Marco Scotini, curator of the exhibition; Lü Peng, art historian of Chinese art; Liu Zhen, director of Mei Lanfang Memorial Museum – Beijing; Liu Ding, Mao Tongqiang, Zhuang Hui, artists.

Saturday 14th April 11.00am – Sala Carroponte of FM Center for Contemporary Art

 

The venue:

Located in the historical complex of the Frigoriferi Milanesi, FM Centre for Contemporary Art includes an exhibition area and a space for contemporary art galleries and artist archives. Along with the exhibition program, the Centre organizes residencies for artist and curators, seminars and workshops for collectors, as well as film screenings.

 

The artistic direction is managed by Marco Scotini, who is supported by an advisory board of international experts which include Charles Esche (Director, Van Abbemuseum, Eindhoven), Hou Hanru (Artistic Director, MAXXI, Rome), Vasif Kortun (Curator and art historian, Istanbul), Grazia Quaroni (Senior Curator / Head of Collections, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris), Enea Righi (Collector, Bologna).

 

 

 

CONTACTS

 

Press office:

Lara Facco

E press@larafacco.com

T +39 02 36565133 / M. +39 349 2529989

 

Communication:

Alessandro Azzoni

E press@fmcca.it

T +39 02 73983280

 

 

FM Centro per l’Arte Contemporanea

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UTOPIAN DISPLAY: Props&Tools | A cura di Marco Scotini | 29 novembre ore 10.00 | FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 28/11/2017

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 novembre 2017, ore 10 – 18

FM Centro per l’Arte Contemporanea

Via G.B. Piranesi, 10

Can Altay, Céline Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova,

Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

A cura di Marco Scotini

 

http://theutopiandisplay.com/

 

 

Mercoledì 29 novembre NABA (Dipartimento di Arti Visive) e FM Centro per l’Arte Contemporanea promuovono e organizzano presso la sala Carroponte del Centro di Via Piranesi un seminario internazionale dedicato alle pratiche artistiche che hanno fatto del display il proprio oggetto di riflessione e produzione. Dopo quindici anni dalla sua comparsa in NABA come piattaforma di dibattito curatoriale, il ciclo annuale di incontri Utopian Display riprende la propria attività con un format totalmente rinnovato.

 

É vero che l’uscita nel 1998 del libro miliare The Power of Display di Mary Anne Staniszewski ha segnato una svolta radicale nel campo dei Museum Studies, riportando in primo piano “i modi di presentazione”, in termini di rimosso o di amnesia dell’esposizione. Altrettanto vero è che The Power of Display (assieme ai contributi di Altshuler) disciplinava teoreticamente (riportandolo a strumento d’indagine) quello che in precedenza avevano messo a fuoco artisti come Group Material, Antoni Muntadas, Artist Placement Group, Brian O’Doherty, Daniel Buren e Marcel Broodthaers, tra gli altri. Di fatto, negli ultimi quindici anni è emersa tutta una nuova generazione artistica a scala internazionale che ha messo in discussione, problematizzato e innovato le tattiche e le condizioni dell’esposizione. Fino a far diventare lo stesso display (o i supporti dell’esposizione) l’oggetto della propria produzione.

 

Utopian Display: Props & Tools intende riunire alcuni degli esponenti principali di questa tendenza, cercando di farli dialogare assieme e articolare il discorso attorno ad esperienze concrete e a nodi speculativi: quali il rapporto attuale tra sistemi d’esposizione e forme di controllo o di empowerment, la relazione tra strutture di produzione e di presentazione, il retaggio della institutional critique sulla attuale generazione, ecc. Il seminario vuole essere anche l’occasione per analizzare i singoli approcci al tema e le esperienze singolari (o condivise) del mettere in mostra non solo i propri ma anche i manufatti degli altri. Può diventare il display uno strumento di lettura? Che genere di utopie ha raccolto nella storia? Qual è la sua relazione con la curatela? Con le forme di gerarchizzazione? Con i modi di discriminazione? Quali sono i regimi di visibilità e invisibilità che esso informa? Che cosa potrebbe mai essere un contro-display?

 

Provenienti da differenti esperienze e geografie (dalla Cina alla Turchia, dall’ex Est Europa al Brasile) gli artisti di Utopian Display si confronteranno sul più generale terreno delle politiche espositive delle biennali, dei quartieri museo e dell’esportazione dei brand museali, quali effetti della globalizzazione. Molti sono i contributi di questi artisti alla riflessione sulle tecniche d’esposizione e ciò per che per anni è rimasto invisibile e inosservato diventa il dispositivo al centro della loro pratica.

Dal ciclo Support Structure di Céline Condorelli alla sezione Sistemi Individuali di Josef Dabernig e Igor Zabel alla 50° Biennale di Venezia, dagli spazi di lettura di Luca Frei ai modelli per spazi socio-economico-politici di Can Altay, per citarne solo alcuni. Piuttosto che con le figure dei curatori, la ripresa di Utopian Display, dopo otto anni di interruzione, intende ripartire dalle più ampie ed estese componenti dell’exhibition making contemporaneo: il display, i pubblici, le forme comunicative.

 

Relatori: Can Altay, Céline Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova, Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

Moderatori: Andris Brinkmanis, Marco Scotini, Elvira Vannini

 

 

The Utopian Display Platform, ideato da Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive di NABA,  e Maurizio Bortolotti, nasce nel 2003. Dal 2003 al 2007 ha ospitato tra gli altri Catherine David, Carlos Basualdo, Roger M. Buergel, WHW, Vasif Kortun, Charles Esche, Hou Hanru, Maria Lind, Raimundas Malašauskas, Jens Hoffmann. 

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, è la più grande Accademia privata italiana e dal 1980 è legalmente riconosciuta dal sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), parte del comparto universitario italiano che fa capo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

www.naba.it

FM Centro per l’Arte Contemporanea è un nuovo polo promosso da Open Care che raccoglie in un unico contesto tutti i soggetti e le funzioni relative alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni d’arte. Situato all’interno del complesso dei Frigoriferi Milanesi, include un’area espositiva e uno spazio per gallerie d’arte contemporanea. Inoltre il centro organizza un programma di residenze per artisti e curatori, cicli di incontri con i collezionisti e screening program.

www.fmcca.it

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

 

Programma

 

 

10.00 – Introduzione di Marco Scotini

 

modera Elvira Vannini

 

10.30- Céline CondorelliMaking things public

11.00 – Luca FreiWe do not work alone

11.30 – Josef DabernigExhibition display as a sculptural tool

12.00 – Petra FeriancovaI cannot help myself to manipulate my own work but I can do it for the others

 

12.30 – 13.15 Dibattito e domande

 

13.15 – 14.45 Pausa pranzo

 

modera Andris Brinkmanis  

15.00 – Falke PisanoRe-presentation and cultural reproduction

15.30 – Can AltaySetting a setting

16.00 – Marko TadićA step back, closer to understanding

16.30- Liu DingExhibition as exhibition: a few thoughts on the Intertextuality between Artworks and Archival Materials in Exhibitions

 

17.00- 18.00 Dibattito e domande

 

English version

 

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

Can Altay, Celine Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova,

Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

Curated by Marco Scotini

 

http://theutopiandisplay.com/

On Wednesday 29th November, Visual Arts Department of NABA and the FM Centre for Contemporary Art are staging an international seminar dedicated to those artistic practices that have rendered the display the main object of their reflection and production in the Carroponte hall at the FM Centre. After fifteen years since its first appearance as a NABA platform for curatorial debate, the annual cycle of meetings entitled The Utopian Display sets out once again with a totally renewed format.

While it is true that the 1998 release of the milestone book The Power of Display by Mary Anne Staniszewski marked a radical turning point in the field of Museum Studies, showcasing ‘the forms of presentation’, in terms of the removal or amnesia of the display,  it is also true that her contribution (along with those of Altshuler’s) disciplined in theoretical terms what had previously been addressed by artists such as Group Material, Antoni Muntadas, the Artist Placement Group, Brian O’Doherty, Daniel Buren and Marcel Broodthaers among others, thus making it a tool of investigation once more. In fact, over the last fifteen years, a whole new artistic generation on an international scale has emerged which has begun to question, problematise and innovate the tactics and conditions of the exhibition, to the point of turning the display itself into the object of their production.

Utopian Display: Props & Tools sets out to bring together some of the main exponents of this trend, trying to make them dialogue with one another and articulate the discourse around concrete experiences and speculative nodes, such as the current relationship between the display systems and forms of control or empowerment; the relationship between production and presentation structures, and the burden of institutional critique on the current generation, etc. The seminar also aims to provide the opportunity to analyse the single approaches to the theme and the individual (or shared) experiences of putting on view not only one’s own but also other people’s artefacts. Can the display become a tool of learning? What kind of utopias has it reflected over history? What sort of relationship does it have with curating? With forms of hierarchisation? With forms of discrimination? What regimes of visibility and invisibility does it foster? What might a counter-display ever possibly be?

Coming from various different experiences and geographical areas (from China to Turkey, from the ex-Eastern Bloc to Brazil) the artists in ‘Utopian Display’ will meet face to face on the more general terrain of the exhibition policies of the Biennials, of museum neighbourhoods and the exporting of museum brands as consequences of globalisation. There are many contributions from these artists to the reflections made on display techniques, and that which for years has remained invisible and unobserved now becomes the device at the very heart of their practices.

From the ‘Support Structure’ cycle by Céline Condorelli to the ‘Individual Systems’ section by Josef Dabernig and Igor Zabel at the 50th Venice Biennale, from the reading spaces of Luca Frei to the models for socioeconomic-political spaces of Can Altay, to name but a few. Rather than with the figures of the curators, after a break of eight years, the revival of ‘Utopian Display’ means to start out from the broadest and most widespread components of contemporary exhibition making: the display, audiences and means of communication.

Speakers: Can Altay, Celine Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova, Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić 

Moderated by: Andris Brinkmanis, Marco Scotini and Elvira Vannini

The Utopian Display Platform, ideated by Marco Scotini (Director of the Department of Visual Arts of the NABA) and Maurizio Bortolotti, first appeared in 2003. From 2003 to 2007, it hosted Catherine David, Carlos Basualdo, Roger M. Buergel, WHW, Vasif Kortun, Charles Esche, Hou Hanru, Maria Lind, Raimundas Malašauskas and Jens Hoffmann among others.

Founded in 1980, NABA is an internationally renowned innovative arts and design academy based in the heart of Milan. NABA is the largest private educational academy in Italy offering BA and MA courses, all recognized by the Italian Ministry of Education, University and Research (MIUR).

www.naba.it

 

FM Centre for Contemporary Art is a new centre promoted by Open Care that brings together all the subjects and functions relating to the conservation and valorization of art collections in a single context. Located in the complex of Frigoriferi Milanesi, it includes an exhibition area and a space for contemporary art galleries. Furthermore, the centre organizes a residency program for artists and curators, talks, seminars and film screenings.

www.fmcca.it

 

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

 

Program

 

 

10.00 am- Introduction by Marco Scotini

10.20 am- Introduction by moderator Elvira Vannini

 

10.30- Céline CondorelliMaking things public

11.00 – Luca FreiWe do not work alone

11.30 – Josef DabernigExhibition display as a sculptural tool

12.00- Petra FeriancovaI cannot help myself to manipulate my own work but I can do it for the others

 

12.30 – 13.15 Discussion and Q&A

 

13.15 – 14.45 Lunch Break

 

14.45 – Introduction of the second part by Marco Scotini

14.55- Introduction by moderator Andris Brinkmanis  

15.00- Falke PisanoRe-presentation and cultural reproduction

15.30 – Can AltaySetting a setting

16.00 – Marko TadićA step back, closer to understanding

16.30- Liu DingExhibition as exhibition: a few thoughts on the Intertextuality between Artworks and Archival Materials in Exhibitions

 

17.00- 18.00 Discussion and Q&A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PERCHÉ NON SONO RIUSCITO MAI A NUOTARE HO DECISO DI VOLARE | 10-11 novembre

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 06/11/2017

 

PERCHÉ NON SONO RIUSCITO MAI A NUOTARE HO DECISO DI VOLARE.

PER BERT THEIS

Per mantenere viva e approfondire l’eredità artistica di Bert Theis, 

Isola Art Center in collaborazione con FM Centro per l’Arte Contemporanea e Naba – Nuova Accademia di Belle Arti 

organizza una serie di eventi che nell’arco di due giorni vedranno incontri con approfondimenti teorici, 

esposizioni e possibilità di incontro coinvolgendo tutti coloro che hanno conosciuto Bert.

 

 

Per l’occasione si terranno lectures da parte di studiosi, curatori e direttori delle più importanti esposizioni internazionali e istituzioni museali che hanno avuto la possibilità di collaborare a stretto contatto con Bert nel corso della genesi e realizzazione di alcune delle sue opere più note (Potemkin Lock, 1995, Biennale di Venezia / Philosophical Platform, 1997, Skulpture.Projekte Münster / Dialectical Leap, 1998, Manifesta 2 Luxembourg-Treviri / European Pentagon. Safe & Sorry Pavilion, 2007, Place de l’Europe Lussemburgo).
Le lectures affronteranno gli elementi teorici e critici più rilevanti delle opere di Bert, nonché la loro importante rilevanza per l’attualità, sottolineando il profondo legame alla base del suo lavoro tra un approccio filosofico rigoroso e una pratica artistica capace di confrontarsi con i temi politici e sociali del suo tempo. Così come il suo impegno attivo, sempre attraverso l’arte, nel coltivare utopie concrete in contesti reali quali, ad esempio, Isola Art Center, Isola Pepe Verde e RiMaflow.
Sarà approfondito anche il profondo rapporto tra Bert e le nuove generazioni di artisti che con lui hanno potuto collaborare nell’ambito di esperienze come quella di Isola Art Center, ed anche il suo approccio all’insegnamento e il rapporto con i suoi studenti.
Una serie di eventi più informali saranno invece mirati a ricordare la figura di Bert attraverso una serie di interventi e testimonianze di chi lo ha conosciuto, ma anche per discutere, confrontarsi e riflettere insieme su come far germogliare i semi da lui piantati mantenendo viva la sua importante eredità.

 

 

 

VENERDÌ 10 NOVEMBRE

ORE 14.00 / 17.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Giornata di studi con la partecipazione di

Christian Bernard / Piero Gilardi / Enrico Lunghi / Gerald Raunig / Marco Scotini / Tiziana Villani

 

L’incontro sarà preceduto da un focus a cura di Elvira Vannini su OperaViva

Magazine con approfondimenti a corredo di tutto l’evento.

 

ORE 19.00

 FEDERICO BIANCHI CONTEMPORARY ART

via Carlo Imbonati 12, 20159 Milano

Mostra a cura di Angelo Castucci per Isola Art Center con lavori di artisti delle

nuove generazioni che hanno interagito con Bert Theis nell’ambito dell’esperienza di IAC.

Barbara Barberis / Fabrizio Bellomo / Kristina Borg / Paolo Caffoni / Serio Collective / Marco Colombaioni / Irene Coppola / 

Giuseppe Fanizza / Edna Gee / Valentina Maggi Summo / Sara Marchesi / Renk Ozer Sarp / Pierfabrizio Paradiso / Edith Poirier / 

Luca Pozzi / Matteo Rubbi / Mirko Smerdel / Camilla Topuntoli / santomatteo / Fernanda Uribe

 

 

SABATO 11 NOVEMBRE

ORE 11.00 / 13.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Seconda parte e chiusura della giornata di studi con

 Hou Hanru / Evelyne Jouanno / Marco Senaldi 

 

ORE 13.00 / 17.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Pranzo a cura di Isola Pepe Verde con talk, proiezioni, testi e altri contributi di

artisti, amici, attivisti, curatori, studiosi e studenti

 

ORE 18.00 

RIMAFLOW / Fabbrica Recuperata

via Boccaccio 1, 20090 Trezzano sul Naviglio

Evento conclusivo con inaugurazione della nuova sala conferenze dedicata a

Bert Theis presso la fabbrica recuperata RiMaflow.

 

Inaugurazione Sala Utopia con lavori nati dalla collaborazione tra IAC e RiMaflow

di Edith Poirier, Barbara Barberis, Serio Collective e Nikolay Oleynikov

Brindisi e visite guidate a cura di RiMaflow

Spaghettata e  DJ-set

 

 

 

Isola Art Center e FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

in collaborazione con NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

 

PRIMA CHE LE PIANTE AVESSERO UN NOME | Uriel Orlow | a cura di Marco Scotini | 4 novembre, PAV Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 31/10/2017

 

 

 

 

PRIMA CHE LE PIANTE AVESSERO UN NOME

Uriel Orlow

a cura di Marco Scotini

5 novembre 2017 – 18 marzo 2018

 

Sabato 4 Novembre alle ore 18, nella cornice di Artissima, il PAV Parco Arte Vivente presenta Prima che le Piante Avessero un Nome, mostra personale di Uriel Orlow. Curata da Marco Scotini, la mostra riporta l’artista in Italia dopo la personale Made / Unmade, tenutasi nel 2015 al Castello di Rivoli.

 

Il progetto si colloca nella linea di ricerca che il PAV dedica ai meccanismi di oppressione occidentale e alle strategie di resistenza indigene nel contesto coloniale, con tutta una serie di effetti nell’attuale capitalismo delle multinazionali. Un solco tracciato da Vegetation As a Political Agent (2014) a La Macchina Estrattiva (2017), nel quale il lavoro di Uriel Orlow s’inserisce con un’indagine a lungo termine sullo scenario sudafricano.
Come afferma Michel Foucault “la teoria della storia naturale non può essere dissociata da quella del linguaggio”. La conoscenza degli esseri non è scorporabile dalla possibilità di rappresentarli in un sistema di nomi. In qualsiasi cultura, dare un nome alle cose significa dominarle, così come, nel diritto, l’atto giuridico del nominare è una prerogativa esclusiva del soggetto che ne ha il potere. Se l’attribuzione di un nome, che non è mai un gesto neutrale, cela degli aspetti endemicamente coercitivi, questi risultano tanto più evidenti nei casi in cui l’oggetto della denominazione sia già in possesso di un nome. Il nome originale diventa così un campo di battaglia, un terreno di scontro tra la cultura che l’ha generato e gli agenti che intendono cancellarlo dalla storia.

Il colonialismo europeo veniva sia preceduto che fiancheggiato da importanti spedizioni botaniche. L’intento era quello di esplorare e classificare i nuovi territori e le loro risorse naturali, spianando così la strada a occupazione e sfruttamento. Il titolo di questa mostra cita l’installazione sonora What Plants Were Called Before They Had a Name, un glossario orale della vegetazione autoctona che ne elenca i nomi indigeni in diverse lingue africane, riscattando i meccanismi con cui i colonialisti avevano rinominato la flora locale, assimilandola al sistema di Linneo.

 

Nel suo complesso, il corpus delle opere esposte prende forma dalla ricerca svolta da Uriel Orlow tra Europa e Sud Africa; attraverso film, fotografie, installazioni e progetti sonori, l’artista delinea uno scenario che ha al centro l’idea del mondo botanico come palcoscenico di complesse e articolate dinamiche politiche.

Come nel caso di Unmade Film, Orlow propone nuovamente una sorta di narrazione esplosa, i cui frammenti, pur nella loro autonomia, gravitano attorno ad un nucleo centrale che ci rivela il complesso reticolo delle relazioni tra i diversi elementi della mostra. Per comprenderlo, nel video The Crown Against Mafavuke, Orlow ci conduce all’interno delle aule del Palazzo di Giustizia di Pretoria, dove nel 1940 si tiene il processo a carico di Mafavuke Ngcobo, guaritore tradizionale (inyanga) accusato dall’establishment bianco di “condotta non tradizionale”: i rimedi muthi di Mafavuke contenevano erbe locali, alcuni rimedi indiani e – qui si crea la controversia – elementi chimici e medicine occidentali. Il film esplora il confronto ideologico e commerciale tra due tradizioni mediche, diverse ma interconnesse, e il loro utilizzo delle piante, toccando le questioni del genere e del pregiudizio razziale. E mettendo in discussione le nozioni di purezza e origine in quanto tali.

 

Nel complesso mosaico delineato da Orlow, la narrazione del passato trova un’esatta controparte nella contemporaneità e nelle dinamiche che delineano la fase post-coloniale. Nella seconda parte dell’installazione video, intitolata Imbizo ka Mafavuke, si fa luce sulle strategie di spoliazione dei territori tipiche delle aziende multinazionali, denunciando come l’economia contemporanea porti avanti senza soluzione di continuità lo sfruttamento delle risorse naturali inaugurato in epoca coloniale.

 

All’interno delle iniziative previste per l’approfondimento della mostra Prima che le Piante Avessero un Nome le Attività Educative e Formative del PAV propongono PATCHWALKING che mette in luce la specificità dei diversi territori. Lo stesso territorio del PAV con le sue stratificazioni, da cascina agricola a sito industriale e poi parco d’arte, conserva la memoria del tempo e degli individui che l’hanno attraversato. Le migrazioni e gli spostamenti producono una continua contaminazione tra locale e globale, per cui le geografie e le culture si ridistribuiscono e mutano secondo criteri di ibridazione, adattabilità e incontro. In laboratorio, a partire dal valore simbolico della terra, che ciascuno è invitato a portare dal proprio luogo di appartenenza, e attraverso l’utilizzo di pigmenti colorati, viene prodotto un elaborato collettivo in cui l’esperienza materica con la terra dà vita a una mappatura organica fatta di tracce e traiettorie.

 

Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione:

011 3182235 – lab@parcoartevivente.it

 

 

Uriel Orlow vive e lavora tra Londra e Lisbona. La ricerca, la processualità e multidisciplinarietà sono elementi centrali nei suoi lavori, che includono video, fotografie, disegni e installazioni sonore. è conosciuto per i suoi film, performance-lecture e le sue installazioni modulari e multi-disciplinari pensati a partire da luoghi specifici e micro-storie che portano a convergere regimi d’immagine e modalità narrative talvolta molto diversi. Il suo lavoro è stato esposto in diversi contesti internazionali. Tra le mostre personali, ricordiamo quelle ospitate da Park Saint Léger, Pougues-les-Eaux; The Showroom, Londra; Castello di Rivoli, Torino; Depo, Instanbul; mentre le più importanti mostre collettive e manifestazioni alle quali ha preso parte includono contesti come la 54 Biennale di Venezia, Sharjah Biennal 13, Manifesta 9, 7th Moscow Biennial, Tate Britain, Whitechapel Gallery, ICA e Gasworks (Londra); Palais de Tokyo, Maison Popolare, Bétonsalon (Parigi), Kunsthaus Zürich, Charles Scott Gallery e molti altri. Orlow è professore associato presso l’Università di Westminster (Londra) e insegna alla University of the Arts, Zurigo.

 

 

 

La mostra, patrocinata dalla Città di Torino, è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Regione Piemonte.

 

 

 

Marco Scotini: Theatricality of Exhibitions: starting from Anren | Xi’An Academy of Fine Arts  | 20 ottobre 2017

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 18/10/2017

 

Il 20 ottobre 2017 Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive NABA, terrà la conferenza Theatricality of Exhibitions: starting from Anren presso Xi’An Academy of Fine Arts (Shaanxi) in collaborazione con L-Art University. In questa occasione Scotini metterà a fuoco alcune componenti teatrali e drammaturgiche che presiedono le forme dell’exhibition making. Il concetto di esposizione verrà analizzato in quanto possibile stage dove le opere mettono in scena narrative di oggetti anziché attori. La performance, il video, gli audio pieces e gli archivi documentali dell’arte contemporanea hanno infatti trasformato il carattere dell’esposizione al pari degli spazi discorsivi che si aprono al suo interno, quali ad esempio i luoghi di dibattito e di reading performance. Pertanto, senza essere teatro nell’accezione classica del termine, l’esposizione diventa sempre più una piattaforma time-based.

La conferenza partirà da The Szechwan Tale. Teatro e Storia, la sezione che Scotini curerà per la prima edizione della Biennale di Anren. Avendo come riferimento L’Anima buona del Sezuan, opera teatrale di Bertolt Brecht, la sezione è appunto concepita come meta-teatro che decostruisce le forme classiche della rappresentazione separando il sipario dal backstage, e lo stage dall’audience, al fine di illuminare i caratteri con cui ogni mostra è costruita. Nel caso particolare Scotini si soffermerà sul rapporto tra Mei Lanfang, il grande e leggendario maestro dell’Opera di Pechino, e Bertolt Brecht.

Infine, Scotini approfondirà i temi della propria ricerca curatoriale più recente attraverso Too early Too late: Middle-East and Modernity (Bologna, 2015), Non aligned modernity(Milano/Budapest, 2016), The white hunter: African memories and representation (Milano, 2017), tutte mostre sul tema del rapporto con le culture non-occidentali.

Io, Luca Vitone | a cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo | 12.10.2017 | Pac, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 10/10/2017

 

Io, Luca Vitone

a cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo

INAUGURAZIONE  giovedì  12 ottobre ore 19.00 (su invito)

APERTURA AL PUBBLICO venerdì 13 ottobre – domenica 3 dicembre 2017

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Museo del Novecento
Chiostri di Sant’Eustorgio

In occasione della Tredicesima Giornata del Contemporaneo dedicata all’arte italiana, il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta Io, Luca Vitonela prima ampia antologica dedicata all’intensa e varia produzione dell’artista italiano nato a Genova nel 1964 e oggi di stanza a Berlino.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC di Milano con Silvana Editoriale in collaborazione con i Chiostri di Sant’Eustorgio e con il Museo del Novecento, la mostra è curata da Luca Lo Pinto e Diego Sileo e apre in occasione della Tredicesima Giornata del Contemporaneo, indetta per sabato 14 ottobre 2017 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani di cui il PAC è socio fondatore dal 2003.

Partendo dall’architettura, fisica e storica, dei luoghi, Luca Vitone analizza una dimensione personale costruita attraverso la stratificazione di diversi linguaggi legati all’identità e alle radici del luogo stesso, sfidando le convenzioni della memoria labile e sbiadita. Come un viaggiatore curioso e instancabile, con uno spirito a metà tra l’anarchico e il nomade, il suo lavoro esplora i modi in cui i luoghi costruiscono la loro identità attraverso la cultura: arte, musica, architettura, politica e minoranze etniche.

Il progetto si estenderà inoltre alla città di Milano su due direttrici: una selezione di opere dell’artista, curata da Giovanni Iovine,  sarà installata all’interno dell’affascinante complesso museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio – una delle basiliche più antiche di Milano fondata nel IV secolo – mentre l’installazione Wide City (1998), acquisita dal Comune di Milano nel 2004, verrà allestita per la prima volta al Museo del Novecento.