NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

THE DRAMA OF PERCEPTION | Incontro-conversazione con Heiner Goebbels | 30 novembre ore 16.15

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 25/11/2015

premio-franco-quadri-2015

THE DRAMA OF PERCEPTION

 
Coordinano Francesco Bernardelli e Piersandra Di Matteo
Introduce Marco Scotini, Visual Arts Department Head


 

Lunedì 30 Novembre 2015, ore 16:15 NABA – Nuova Accademia di belle Arti Milano, Aula G.04




 


Heiner Goebbels, vincitore del premio Franco Quadri 2015 dell’Associazione Ubu per Franco Quadri, sarà ospite presso NABA Milano per un incontro, aperto a tutti gli studenti, dal titolo The Drama of Perception. Artista a tutto tondo, Heiner Goebbels porta avanti con la propria attività una continua esplorazione creativa non lineare, spaziando fra teatro, musica, suono, parola e architettura, al fine di sperimentare le abitudini e i meccanismi innescati dalle arti della scena, di cui rimette in discussione strutture e fondamenti base.

In occasione della Cerimonia di Premiazione dei Premi Ubu 2015 – il principale riconoscimento italiano per il mondo del teatro – che si terrà lunedì 30 novembre alle ore 18:30 presso Piccolo Teatro di Milano, l’artista riceverà il Premio Franco Quadri, istituito a partire dallo scorso anno al fine di individuare “un maestro o una promessa della creazione contemporanea, della critica o della produzione, non solo teatrale. L’Associazione Ubu per Franco Quadri ha motivato la propria scelta con la volontà di premiare la forza esemplificativa di questa figura che ha contribuito a cambiare il modo di concepire il rapporto tra teatro e musica nell’epoca attuale, estendendo la conoscenza dell’arte alla vita pubblica.

LA QUARTA PROSA | a cura di Marco Scotini | Laura Bulian Gallery | 19 Novembre, ore 18.30

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 16/11/2015

Vlado Martek, The fourth prose, 2015- courtesy Laura Bulian Gallery

LA QUARTA PROSA

a cura di Marco Scotini

VYACHESLAV AKHUNOV    BABI BADALOV   

VLADO MARTEK     DMITRIJ PRIGOV

Inaugurazione:

Giovedì 19 Novembre 2015, ore 18.30

In mostra fino al 25 Marzo 2016

 

Laura Bulian Gallery è lieta di annunciare la mostra che aprirà la prossima programmazione stagionale e che inaugurerà il nuovo spazio espositivo di Via Piranesi, all’interno dei Frigoriferi Milanesi. L’esposizione, a cura di Marco Scotini, intende proseguire l’impegno della galleria nell’esplorazione della scena artistica dell’Est Europa ma proponendo un tema del tutto nuovo come quello della poesia visiva e concettuale nell’area in oggetto, dagli anni’70 in poi. L’esposizione dal titolo La Quarta Prosa presenterà importanti opere grafiche e documenti rari di quattro artisti già noti nella scena internazionale come Vyacheslav Akhunov (Uzbekistan, 1948), Babi Badalov (1959, Azerbaigian), Vlado Martek (1951, Croazia) e Dmitrij Prigov (1940-2007, Russia).

 

Nella letteratura universale io distinguo tra opere scritte con o senza permesso. Le prime sono una porcheria, le seconde sono aria rubata. Questa ferma invettiva contro ogni negazione della libertà di parola è al centro di Quarta Prosa del grande poeta russo Osip Mandel’stam. Scritto nel 1930 in netta antitesi al servilismo degli scrittori sovietici e alla mistificazione della burocrazia culturale, il testo viene pubblicato in Unione Sovietica soltanto nel 1988 e prima conosce una circolazione esclusiva in copia manoscritta e poi sotto forma di samizdat. In opposizione tanto alle forme tradite della scrittura quanto all’adesione alla “canea di farabutti che scrive” in Mandel’stam c’è la volontà di sottrarsi ai caratteri tipografici e di rivendicare la materialità della parola. In compenso ho un sacco di matite, di tanti colori e tutte rubate. Si tengono appuntite con una lametta Gillette.

 

Pagine dattiloscritte, disegni e collage polimaterici, alfabeti grafici, taccuini manoscritti, volantini ciclostilati, serie di cartoline, slogan fotocopiati, pagine di giornale, opuscoli artigianali a tiratura limitata, tatuaggi e poemi-oggetto sono al centro de La Quarta Prosa. La mostra presenta quel paesaggio “pre-gutemberghiano” che, pur essendo parte costitutiva della tradizione culturale russa fin dal cubofuturismo o El’Lisickij, negli anni Settanta incontra tanto la forma di dissenso ideologico della circolazione clandestina del samizdat quanto le attitudini dell’arte concettuale in tutto l’Est Europa. In questa necessaria e politica contestazione dell’autorità del testo a stampa c’è una dimensione di ‘esodo dal libro’ che intensifica gli aspetti performativi e visuali del testo: non solo le forme della sua produzione ma anche quelle della sua diffusione nei canali sottratti al controllo. In sostanza, in tutte queste proposte di auto-edizione risultano indissociabili l’alto esito estetico e la libertà da qualsiasi condizionamento.

 

Situati alla frontiera tra il dominio letterario e quello visuale, gli artisti de La Quarta Prosa condividono tutti un senso di militanza libertaria nel rapporto con il potere che ha registrato diverse declinazioni: dal trattamento psichiatrico forzato (nel caso di Prigov) alla negazione del visto di uscita (nel caso di Akhunov) alla ricerca di asilo politico (nel caso di Badalov). Se la pratica del croato Vlado Martek è quella di un attivismo poetico che scende per strada e interagisce con il pubblico dei passanti, quella di Vyaceslav Akhunov trova nel format del taccuino il medium privilegiato per il suo esercizio quotidiano di una silenziosa e solitaria ribellione. Da un lato la cifra artistica di Martek si risolve nel ridurre il testo ad una dimensione di ‘pre-poesia’ in cui, decostruendo la scrittura ai suoi strumenti ed elementi basilari, intende mostrare la pura potenza della rappresentazione come tale. Dall’altro lato l’attività di Akhunov si può sintetizzare nella sua riduzione degli slogan politici socialisti a dei mantra che, nella continua ripetizione, perdono il loro significato acquistando una nuova aura.

 

Tra i massimi esponenti del concettualismo moscovita, Dmitrij Prigov negli anni ’80 si concentra nelle pagine di un unico giornale come la Pravda quale supporto dei suoi layout grafici  e nella selezione di pochi nomi (quali Gorbachev, Sakharov o Glasnost) che, invariati, ritornano continuamente e isolati sul letto di parole stampate della cronaca. A questa riduzione estrema e minimalista fa da contraltare la babele linguistica e alfabetica che, senza tregua, Babi Badalov trascrive e inventa secondo una modalità nomade, permeabile, trans-locale che forza i limiti del linguaggio stesso. Neologismi assurdi, collage visivi e fonetici, giochi di parole inattesi, frasi grammaticalmente scorrette sono, in Badalov, sempre il segno di uno spazio intermedio o di transizione. L’invito rivolto dagli artisti de La Quarta Prosa è quello di far esperienza, non di questo o quel contenuto della lingua, ma del linguaggio stesso, della facoltà di dire in quanto tale.

 

Vyacheslav Akhunov was born in 1948 in Och, Kyrgyzstan. He lives and works in Tashkent, Uzbekistan

Selected shows since 2007

2015: Early Too Late. Middle East and Modernity, curated by Marco Scotini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna, Italy.

2014: And the trees set forth to seek for a king, curated by Raphie Etgar Museum On the Seam (MOTS), Jerusalem, Israel

The Other & me, curated by Jassim Alawadhi and Colin Reaney, Sharjha Art Museum, Sharjha, UAE

The empty pedestal, curated by Marco Scotini, Museo Archeologico, Bologna, Italy

2013: The Red Line, solo show curated by Marco Scotini, Laura Bulian Gallery, Milan, Italy

Lost to the Future, Institute of Contemporary Arts, Singapore Biennale 2013, If the World Changed, Singapore

More light, 5th Moscow Biennale 2013, curated by Catherine de Zegher, Moscow, Russia

Winter, curated by Ayatgali Tuleubek and Tiago Bom, Central Asian Pavillion- 55. Venice Biennial, Venice, Italy

The Collection As A Character MuHKA museum, Antwerp, Belgium

2012: Documenta (13), curated by Carolyn Christov-Bakargiev, Kassel, Germany

Arsenale 2012,  Ukrainian Biennale of Contemporary Art, curated by David Elliott, Kiev

Revolution vs Revolution, Beirut Art Center, Beirut

2011: I´ve Dreamt About, MUDAM – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean, Luxembourg

Atlas. How to carry the world on one’s back?, Deichtorhallen Hamburg, Hamburg, Germany

Between Heaven and Earth – Contemporary Art from the Centre of Asia, Calvert22, London, UK

Ostalgia, curated by Massimiliano Gioni, New Museum of Contemporary Art, New York City, NY, USA

Atlas. How to carry the world on one’s back?, ZKM – Zentrum für Kunst und Medientechnologie Karlsruhe, Germany

2010: Watchmen, Liars, Dreamers (Erudition concrete 3), FRAC – Ile-de-France Le Plateau, Paris, France

Ground Floor America, Den Frie Centre of Contemporary Art, Copenhagen, Denmark

Lonely at the Top #5, curated by Viktor Misiano, MuHKA, Antwerp, Belgium

2009: Changing Climate, WUK Kunsthalle Exnergasse, Vienna, Austria

11th International İstanbul Biennial, curated by WHW/What, How & for Whom collective, Istanbul, Turkey

The view from elsewhere. Small Acts , Queensland Art Gallery / Gallery of Modern Art, Brisbane, Australia

For Keeps: Sampling Recent Acquisitions 2006 – 2009, Auckland Art Gallery, Auckland, New Zeland

Monument to Transformation 1989-2009, City Gallery Prague / Galerie Hlavního Města Prahy, Prague, Czech Republic

 

2008: Busan Biennale 2008, Busan, South Corea

I dream of the stans: videos actuales de Asia central, Museo de Arte de El Salvador, MARTE, San Salvador, Bahamas

Traces du Sacré – Centre Pompidou – Musée National d´Art Moderne, Paris, France

Tracing Roads through Central Asia, Yerba Buena Center for the Arts, San Francisco, USA

2007: Live Cinema/The Return of the Image: Video from Central Asia – Philadelphia Museum of Art, Philadelphia, USA

Time of the Storytellers, curated by Viktor Misiano, Kiasma, Museum of Contemporary Art, Helsinki, Finland

52nd International Art Exhibition Venice Biennale, Venice, Italy

La Biennale de Montréal 2007, Montreal, Canada

 

Babi Badalov was born in 1959 in Lerik, Azerbaïdjan. He lives and works in Paris, France.

Selected shows since 2007

2015: 6th Moscow Biennale of Contemporary Art, Moscow, Russia

The World is not enought, Paillard Centre d’art contemporain, Ponce sur la Loire, France

Too early, too late: Middle East and Modernity, curated by Marco Scotini, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Bologna, Italy

Babi Badalov – Migrant Poetry, Halle sud du chantier Sang neuf, Nice, France

2014: Report on the Construction of a Spaceship Module, New Museum of Contemporary Art, New York, USA

2013: Jakarta Biennale 2013, Jakarta, Indonesia

2012: Adaptation,  Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic

Migrasophia, curated by Sara Raza, Maraya Art Centre – Barjeel Art Foundation, Sharjah, UAE

2011: The Journey to the East,  Museum of Contemporary Art in Kraków (MOCAK), Krakow, Poland

Constitution of the Damned, Landings Projectspace, Vestfossen, Norway

2010: Manifesta 8Manifesta European Biennial of Contemporary Art, Murcia, Spain

Watchmen, Liars, Dreamers (Erudition concrete 3), FRAC – Ile-de-France Le Plateau, Paris, France

The Watchmen, the Liars, the Dreamers, Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic

Lonely at the top #5, curated by Viktor Misiano, MuHKA Museum voor Hedendaagse Kunst Antwerpen, Antwerp, Belgium

Monumento a La Transformación, Centro Cultural Montehermoso, Vitoria-Gasteiz, Araba, Spain

Babi Badalov. My Life Report In Paris, Tranzitdisplay, Prague, Czech Republic

2009: Artisterium, National Art Center NAC, Tbilisi, Georgia

Monument to Transformation,  Centre for Visual Introspection, Bucharest

Monument to Transformation 1989-2009, Billek VIlla, Prague, Czech Republic

2007: Progressive Nostalgia, curated by Viktor Misiano, Centro per l´Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Italy

 

Vlado Martek  was born in 1951 in Zagreb, Croatia, where he lives and works.

Selected shows since 2005

2015: Vlado Martek. The boundaries of language, Wroclaw Contemporary Museum, Wroclaw, Poland

What WeCall Love, The Irish Museum of Modern Art, Dublin, Ireland

Hommage à Malevich- 100 yearsof the black square, Mestna galerija Ljubljana, Ljubljana, Slovenia

2014: Personalcuts, Carré d‘Art – Musée d‘art contemporain, Nîmes, France

2012: You are kindly invited to attend, Open Systems – Zentrum für Kunstprojekte, Vienna, Austria

The present and presence, Moderna Galerija, Ljubljana, Slovenia

2011: Scenes from Zagreb: artists´ publications of the new art practice, MoMa – Museum of Modern Art, New York, New York, USA

Museo de las narrativas paralelas. En el marco de la internacional, MACBA, Barcelona, Spain

Volume Collection, MMSU – Museum of Modern and Contemporary Art Rijeka, Rijeka, Croatia

2010: Volume collection, Fondazione Bevillacqua La Masa, Venice, Italy

Ground floor America, Den Frei Centre of Contemporary Art, Copenhagen, Denmark

Art always has its consequences, Muzeum Sztuki Lodz, Lodz, Poland

Quartet-four biennials reflected inprints, International Centre of Graphic Arts, Ljubljana, Slovenia

2009:Gendercheck, Museum Moderner Kunst SLW, Vienna, Austria

2008: Retrospective, Modern Gallery, Zagreb, Croatia

Kontakt… aus der Sammlung der Erste Bank-Gruppe, Museum Moderner Kunst SLW, Wien, Austria

2006: Arteast Collection 2000+23, Moderna galerija Ljubljana, Ljubljana

Essence of Life Art, Marble Palace, St. Petersburg

2005: Collective creativity, Kunsthalle Fridericianum, Kassel, Germany

Essence of Life Art,  The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia

Essence of Life. Essence of Art,  Ludwig Museum, Museum of Contemporary Art, Budapest, Hungary

First Person Singular, Museum of Modern Art Dubrovnik, Dubrovnik, Croatia

 

Dmitrij Prigov, 1940-2007, Moscow, Russia

Selected shows since 2008

2015: Grammar Of Freedom / Five Lessons: Works From Arteast 2000+ Collection, Garage Museum of Contemporary Art, Moscow, Russia

Adventures of the Black Square: Abstract Art and Society 1915 – 2015,  Whitechapel Art Gallery, London, UK

2014: Dmitrij Prigov. From Renaissance to Conceptualism , The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia

Ludwig 25. The Contemporary Collection, Ludwig Museum,  Museum of Contemporary Art,  Budapest, Hungary

Russian Performance: A Cartography Of Its History, Garage Museum of Contemporary Art, Moscow, Russia

Russian Contemporary Art, Havremagasinet Art Center, Boden, UK

Сontemporary Drawing, Marble Palace, St. Petersburg, Russia

Grovigli? Scritture, segni, sculture, Galleria Melesi, Lecco, Italy

2013: Space Of Exception – 5Th Moscow Biennale Special Project,  Artplay Design Center, Moscow, Russia

Dreams For Those Who Are Awake, Moscow museum of modern art, MMOMA, Moscow, Russia

2012: John Cage’s Experiments In ContextEkaterina Foundation, Moscow, Russia

Breaking The Ice: Moscow Art, 1960-80s, The Saatchi Gallery, London, UK

The Way of Enthusiasts, Casa dei Tre Oci, Venice, Italy

The Hero, the Heroine and the Author,  Ludwig Museum – Museum of Contemporary Art Budapest, Budapest, Hungary

2011: Passion Bild. Russische Kunst seit 1970, Kunstmuseum Bern, Bern, Switzeralnd

Arteast 2000+ Collection, Selection of Works from the National Collection, Museum of AffectsMuseum of Contemporary Art Metelkova , Ljubljana, Slovenia

Ostalgia, curated by Massimiliano Gioni, New Museum of Contemporary Art, New York, USA

Field Of Action. The Moscow Conceptual School In Context. A Special Adaptation For Calvert 22, Calvert22, London, UK

2010: If I Only Knew… ,Moscow museum of modern art – MMOMA, Moscow, Russia

Boomerang. Perm Biennial of Graphic Arts, Perm Museum of Contemporary Art, Perm, Russia

Field of Action. The Moscow Conceptualist School in Context 1970s-1980s,  Cultural Foundation Ekaterina, Moscow, Russia

Les Promesses du passé, Centre Pompidou – Musée National d´Art Moderne, Paris, France

Russian Utopias, Garage Center for Contemporary Culture – GCCC, Moscow, Russia

2009: Dmitry Prigov / Said Atabekov – LONELY AT THE TOP, curated by Viktor Misiano, MuHKA Museum voor Hedendaagse Kunst Antwerpen, Antwerp, Belgium

2008: Kandinsky Prize 2008. Nominees exhibition, Central House of Artists, Moscow, Russia

La Ilustracion total – Rte Conceptual de Moscu 1960-1990,  Fundación Juan March, Madrid, Spain

 

 

Titolo La Quarta Prosa

Artisti in mostra Vyacheslav Akhunov (Uzbekistan, 1948), Babi Badalov (1959, Azerbaijan), Vlado Martek (1951, Croatia), Dimitrij Prigov (1940-2007, Russia)

A cura di Marco Scotini

Inaugurazione giovedì 19 Novembre 2015, ore 18.30

Sede Laura Bulian Gallery, via Piranesi 10, 20137 Milano

Orari dal lunedì al venerdì: 15.00-19.00. Mattine e sabato su appuntamento

Ingresso Libero

Periodo Giovedì 19 novembre 2015 – venerdì 25 marzo 2016

 

 

LAURA BULIAN GALLERY

via G.B. Piranesi, 10

20137 Milano

Tel. + 39 02 738 44 42

www.laurabuliangallery.com

info@laurabuliangallery.com

EARTHRISE | a cura di Marco Scotini | 6 novembre, ore 17.30 | PAV, Torino

Posted in Senza categoria by NABA Painting and Visual Arts on 03/11/2015

 

 

e-flux_earthrise.indd

 

 

EARTHRISE

Visioni pre-ecologiche nell’arte italiana (1967-73)
9999, Gianfranco Baruchello, Ugo La Pietra, Piero Gilardi

 

a cura di Marco Scotini

 

Venerdì 6 novembre, alle ore 17.30, inaugura EARTHRISE, terza mostra collettiva a cura di Marco Scotini che, nell’ambito del programma artistico 2015 del PAV di Torino, aggiunge un nuovo capitolo alla genealogia del rapporto tra pratiche artistiche, politiche ed ecologiche.

 

Con la nuova mostra il PAV intende approfondire la propria indagine sulla genealogia del rapporto tra pratiche artistiche, mutazione sociale e produzione dell’ambiente, presentando un insieme di ricerche pionieristiche condotte in Italia negli anni cruciali attorno al ‘68. Un Sessantotto che non è solo quello della rivolta del movimento studentesco e dei lavoratori ma anche quello della celebre foto scattata da William Anders il 24 dicembre di quel fatidico anno. Una foto meglio nota come “Earthrise” appunto, da cui prende il titolo l’esposizione, e dove la Terra – isolata nello spazio cosmico – appare per la prima volta vista dalla Luna.

 

“L’idea che faremo meglio a tornare alla terra intesa come risposta polemica all’esplorazione spaziale è l’idea di base dalla quale sono partito per questa avventura chiamata Agricola Cornelia” scriveva Gianfranco Baruchello in un libro dal titolo ormai noto How to Imagine. A Narrative of Art, Agricolture and Creativity del 1983. La fattoria sperimentale, che porta il nome di Agricola Cornelia S.p.A., inizia a prendere forma nel 1973, “alla fine – cioè – di tutte le esperienze politiche con le quali eravamo stati connessi dal sessantotto in poi e ci scoprivamo alla ricerca di valori diversi dalla normale militanza”. Nel 1971 è il gruppo di architettura radicale 9999 a lanciare invece un manifesto-volantino con lo slogan: “Caro studente o cultore dell’ambiente, stai attento! Il tuo ecosistema è in crisi, la tua capacità creativa è assopita”. Ciò che unisce queste esperienze estetico-politiche ai celebri Tappeti Natura di Piero Gilardi della seconda metà dei ’60, così come alle incursioni sugli orti urbani spontanei e periferici di Ugo La Pietra, è l’assunto etico della terra vista come “luogo del ritorno”.

 

Piuttosto che alimentare l’euforia per un’espansione illimitata, la foto del paesaggio spaziale scattata da Anders nel ‘68 genera in molti un rovesciamento di prospettiva. È la Terra a divenire l’oggetto di una nuova consapevolezza antropologica e responsabilità sociale: quella della limitatezza e finitudine del pianeta. L’ultima avventura possibile diventa allora quella che alcuni cominciano a chiamare “ecologica”. Ma non si tratta di ritornare a mitiche e impossibili condizioni originarie, tantomeno di sbarazzarsi della tecnologia avanzata, il cui uso politico appare ora la vera posta in gioco di ogni futuro possibile. Per la piccola costellazione di artisti e architetti al centro della mostra Earthrise questa prospettiva diventa immediatamente praticabile e oltre ogni dimensione conservazionista.

 

Lontano dagli earthworks di matrice americana ma anche dal simbolico e dall’archetipico sviluppato dall’Arte Povera, i lavori che sono presenti all’interno di Earthrise, negli stessi anni coniugano la dimensione ecologica come pratica attiva nei rapporti umani, a tutti i livelli del sociale. Alcuni dei lavori in esposizione apparvero riuniti anche nella mostra ormai storica Italy: The New Domestic Landscape presso il MoMA, del 1972. Oggi ci appaiono come gli unici precursori, nel contesto italiano, del rinnovato rapporto contemporaneo tra pratiche artistiche e ambito ecologico. Al Progetto Apollo (1971) dei 9999, in cui gli architetti fiorentini vedono la Luna come l’arca su cui conservare i modelli della vita terrestre mentre la Terra si sta autodistruggendo, fa seguito il modello abitativo Vegetable Garden House dello stesso anno. Si tratta di un arredo-dispositivo tecnologico che introduce un frammento di natura all’interno delle abitazioni e che è abitabile e consumabile secondo il principio delle risorse riciclabili. Ancora l’idea di riciclo fa la sua comparsa nelle registrazioni e prelievi urbani in cui La Pietra individua gli orti spontanei ai margini della città come “gradi di libertà” e di creatività sociale ancora praticabili. Si tratta del recupero dei rifiuti della società dei consumi entro un processo di reinvenzione e nuovo utilizzo che non contrappone l’agricolo all’urbano ma che entra in merito alla gestione integrale della città.

 

Il progetto a lungo termine di Gianfranco Baruchello, Agricola Cornelia S.p.A., assembla in un’unica ampia azione individuale e collettiva l’estetica, l’agricoltura, la zootecnia e la vita. Per Baruchello si tratta di rileggere il “valore d’uso” in una accezione allargata e completamente rinnovata. L’idea di ecoambiente sviluppata da Baruchello è implicita anche nei frammenti paesistici di Piero Gilardi che, invece, cerca di ricostruire in poliuretano (dunque in un materiale sintetico) e quindi di salvare quanto l’inquinamento ambientale sta distruggendo. Questa dialettica dimensione scultorea soft e auspicabile è ciò che lo condurrà, in questi stessi anni, ad allontanarsi dal sistema dell’arte per una immersione radicale nella vita sociale reale. E ciò con largo anticipo su quanto in tempi recenti chiameremmo, con Félix Guattari, “ecosofia”.

 

 

La mostra è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione CRT.

Sarà allestita fino al 21 febbraio 2016.
In aggiunta alla presenza degli artisti nel corso dell’opening della mostra, nella cornice di Artissima 2015, sabato 7 novembre, alle ore 12.30, presso il Meeting Point si terrà l’incontro Genealogia e pedagogia delle arti ecologiche. Nel corso dell’incontro, promosso dal Network ZonArte (F. Barbaro, O. Brombin, M. Petriccione, A. Pironti, P. Zanini) interverranno Piero Gilardi (artista, fondatore PAV – Parco Arte Vivente),
Ugo La Pietra (artista
), Gianni Pettena (artista e critico) e Marco Scotini (critico d’arte e curatore indipendente, direttore Dipartimento Arti Visive e Studi Curatoriali NABA Nuova Accademia di Belle Arti).
All’interno delle iniziative previste per l’approfondimento della mostra Earthrise le Attività Educative e Formative propongono Immersioni Urbane, laboratorio per le scuole secondarie di primo e secondo grado. L’attività propone una riflessione sulla città a partire dal lavoro di Piero Gilardi e Ugo La Pietra che, nel corso delle loro ricerche, hanno indagato e attivato esperienze artistiche partecipative volte a una riappropriazione dell’identità collettiva e degli spazi pubblici. Abitare uno spazio significa restituire centralità al bene comune in senso territoriale, culturale ed ecologico attuando azioni concrete che siano frutto dell’immaginario soggettivo e contestuale.

Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione: 011 3182235 – lab@parcoartevivente.it