NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

GROW IT YOURSELF | a cura di Marco Scotini | 12 giugno, ore 18.00 | PAV Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 08/06/2015

 

Grow It Yourself

venerdì 12 giugno, alle ore 18.00

PAV- Parco Arte Vivente di Torino presenta:

GROW IT YOURSELF

Futurfarmers, Piero Gilardi, Inland-Campo Adentro, Myvillages

a cura di Marco Scotini

 

 

 

 

Venerdì 12 giugno, alle ore 18.00 inaugura GROW IT YOURSELF, seconda mostra collettiva a cura di Marco Scotini, nell’ambito del programma artistico 2015 del PAV di Torino. Dopo il successo di Vegetation as a political agent, che intendeva restituire una storia politica al mondo vegetale, GROW IT YOURSELF si concentra su alcune recenti esperienze internazionali di forme cooperative di riproduzione sociale e del comune: dalle pratiche collettive del farming, alle organizzazioni comunitarie, dal sistema delle fattorie, al crescente movimento degli orti urbani, l’esposizione raccoglie una serie di esperimenti in cui la produzione agricola, nell’autogestione delle risorse naturali e le sue conseguenze sulle politiche alimentari, traccia un rapporto costitutivo tra pratiche artistiche e abilità sociali.

In un momento di crisi dei sistemi di vita come quello attuale è possibile resistere alla subordinazione ai rapporti neoliberisti di produzione e sottrarsi al controllo dell’economia monetaria e di mercato? In altri termini: è possibile un uso non capitalistico delle risorse naturali, un’opposizione al modello di sviluppo espropriativo ed estrattivo che viene imposto in ogni latitudine del globo? Come reagire, per esempio, di fronte alla recente approvazione del Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP, tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea? Può l’esperienza dei Commons essere pensata quale fondamenta di un nuovo modo di produzione?

 

Gli esperimenti sociali raccolti nella mostra Grow It Yourself affermano, nelle loro articolazioni e nella messa in campo di micropolitiche al confine tra pratiche artistiche e arti rurali, come oggi l’agricoltura possa divenire terreno di resistenza a partire dal quale tessere soggettività collettive. L’esposizione si sviluppa attraverso la ricerca dei collettivi Futurefarmers, Myvillages, Inland-Campo Adentro (ideato da Fernando Garcia-Dory con differenti artisti partecipanti) ed, infine, tramite un inedito contributo di Piero Gilardi. Esperienze, situate tra pratiche artistiche e agricole che, volontariamente, si propongono come alternative ai modelli dominanti del capitale e alla logica consumistica del mercato neoliberale, dei grandi apparati della distribuzione e i loro effetti sulla società contemporanea e sull’ambiente, sia fisico che sociale, fino all’affermazione della “sovranità alimentare”, in un processo di riavvicinamento alla terra e di “urbanizzazione rurale”. Infatti in Grow It Yourself vengono indagate le politiche agro-alimentari e le dinamiche della produzione, i rapporti di potere che regolano i modi e le forme attuali in cui un prodotto della terra possa diventare cibo.

L’educazione alimentare e la salute individuale e collettiva non sfuggono certo alla prospettiva conflittuale sui beni comuni. Tale è lo spazio in cui si colloca Grow It Yourself, che, a partire dall’etica e dalle pratiche Do it yourself mette in discussione le dinamiche monopolistiche della grande distribuzione agricola a favore dell’autoproduzione, quale pratica indispensabile se vogliamo recuperare il controllo sulla produzione alimentare, rigenerare l’ambiente e provvedere alla sussistenza.

 

Il collettivo Myvillages (fondato da Kathrin Böhm, Wapke Feenstra ed Antje Schiffers nel 2003) interviene in mostra con il risultato di veri e propri sforzi collettivi, con i lavori Made in Zvizzchi, Company. Movements, Deals and Drinks, I like being a farmer and I would like to stay one. Sarà inoltre presente un’esposizione dei prodotti acquistabili nei “punti vendita” della serie The International Village Shop, progetto in cui la creazione artistica interviene direttamente tra le maglie dei rapporti di produzione e di commercio.

I Futurefarmers (Amy Franceschini, Anya Kamenskaya, Stijn Schiffeleers, Michael Swaine e Lode Vranken) presentano la documentazione video di alcuni lavori realizzati in situ nel corso degli anni. La mostra ospiterà Erratum: Brief Interruptions in the Waste Stream, Soil Kitchen, Annual Harverst e This is Not a Trojan Horse, esposto sia in forma video, sia in forma scultorea, realizzata grazie alla collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Fernando Garcia-Dory presenta il lavoro condotto in Spagna nell’ambito del progetto Inland – Campo Adentro, nato dall’esigenza di stimolare nel contesto metropolitano un dibattito in merito alle tematiche e le urgenze dell’ambiente rurale. L’esplorazione del territorio spagnolo diventa lo stimolo per ripensare nuove strategie per vivere la campagna e la città, abbattendo la visione dicotomica tra caratterizza il rapporto tra esse. La pratica artistica, in questo senso, vuole porsi come chiave per la transizione della società verso un futuro più sostenibile. Fernando Garcia-Dory ha elaborato una panoramica di questo articolato progetto appositamente per Grow it yourself, in cui saranno presenti i lavori di Mario Garcia Torres, Susana Velasco e del duo Espada y Monleon.

Infine Piero Gilardi propone Ecoagorà, installazione che consiste in un piccolo anfiteatro ottagonale di legno, luogo di discussione e confronto, che ospita, oltre alle persone, oggetti simbolici della riconversione ecologica (attrezzi per l’agricoltura biologica, alimenti e manufatti creativi) e che ha come sfondo immagini emblematiche del disastro ecologico. Ecoagorà non si limita al mero piano della rappresentazione, ma sarà fattualmente teatro degli incontri e dei dibattiti che la struttura vuole evocare. Nel corso della stagione estiva, infatti, il PAV ospiterà intellettuali, artisti e figure provenienti dal mondo rurale (tra cui Christian Marazzi, Silvia Federici, ecc), in un susseguirsi di momenti di riflessione stimolati dalle tematiche affrontate dalle opere in mostra.

 

La mostra è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

 

 

 

 

bio collettivi e artisti

 

FUTUREFARMERS è un gruppo formato da artisti, ricercatori, designers, architetti, scienziati e agricoltori, uniti dall’intenzione di portare avanti un lavoro capace di incidere su ciò che ci circonda. Fondato nel 1995 a San Francisco, lo studio di design funziona da piattaforma per il supporto di progetti artistici, programmi di residenze e di ricerca. Attraverso pratiche partecipative, i Futurefarmers creano spazi ed esperienze capaci di ampliare le prospettive, anzichè restrigerle, come invece avviene tramite un approccio scientifico più ortodosso. Questo lavoro che destabilizza ciò che è certo e comprovato, decostruisce i sistemi esistenti: così le politiche relative al cibo, al trasporto pubblico e alle aree rurali vengono analizzati e comprese nelle loro logiche intrinseche. A partire da questo processo di “smantellamento”, emergono nuove narrative che riconfigurano i principi che convenzionalmente dominano questi sistemi. Il lavoro dei Futurefarmers spesso fornisce strumenti giocosi, per permettere a chiunque di partecipare attivamente e inaugurare un cambiamento agendo sugli spazi delle nostre vite. Collettivamente, il gruppo insegna al California College of the Arts di San Francisco, il Mills College di Oakland e nei master congiunti di arte ed ingegneria della Standford University.
Membri Futurefarmers

Amy Franceschini è un’artista e designer il cui lavoro intende facilitare incontri, scambi e metodologie tangibili d’inchiesta, mettendo in discussione le “certezze” di un dato tempo o luogo nel quale si situa il lavoro. Tema ricorrente è il conflitto percepito tra “umani” e “natura”. I suoi progetti rivelano la storia e le contraddizioni che sorgono da quest’ottica dicotomica, sfidando i sistemi e gli strumenti che utilizziamo per “cacciare” ed “accumulare”. Amy Franceschini fonda Futurefarmers nel 1995. I suoi progetti, realizzati sia individualmente sia collaborando con altri, sono stati esposti in svariati contesti internazionali, tra cui il Whitney Museum of American Art, il New York Museum of Modern Art, il Solomon R. Guggenheim, lo ZKM/Museum of Contemporary art, la New York Hall of Sciences and the Walker Art Center. E’ socio del Guggenheim dal 2009 ed ha ricevuto riconoscimenti dal Cultural Innovation Fund, il Creative Work Fund e la Graham Foundation.

Michael Swaine è un inventore e designer che lavora con svariati media.

Collabora con Futurefarmers sin dal 1997. I suoi progetti si inseriscono all’interno di precise comunità, come nel caso di “Reap What You Sew” Generosity Project, che lo ha visto girare per le strade di San Francisco alla guida di un inedito carretto per i gelati al quale aveva annesso una macchina da cucire (alimentata a pedali). Micheal Swaine insegna al California College of the Arts e al Mills College. Stijn Schiffeleers, lavorando con una pluralità di media, intende rivelare le sottigliezze dell’esistente tramite film, video ed installazioni interattive. Le sue opere contengono un senso di gioco ed una sensibilità capace di ricordarci di dare uno sguardo più approfondito a quel che ci circonda. Di recente è stato visto sospeso sopra le strade di San Francisco, all’interno di una canoa montata sul tetto della Volvo dei Futurefarmers.

 

 

Lode Vranken lavora a livello internazionale nell’ambito dell’architettura sin dal 1993, anno in cui termina il master presso le Nazioni Unite e Filosofia dell’Architettura al KU Leuven, in Belgio. Insegna dal 2005 come delegato Ned presso l’Institute for Advanced Architecture for Technology of Catalonia, Barcellona, Spagna e nel 1993-94 all’Asian Institute for Technology di Bangkok, Tailandia. È co-fondatore del gruppo di ricerca belga De Bouweij, che focalizza il proprio lavoro su nuovi concetti per piccole unità abitative auto-sufficienti; costruzioni pieghevoli, strutture cinetiche, rifugi mobili, il tutto senza emissioni di diossina di carbonio.

 

Anya Kamenskaya è una ag-centric organizer e si interessa di costruzioni verdi. Dal 2009 ha curato eventi educativi e sociali e rassegne cinematografiche per l’organizzazione no-profit Greenhorns. E’ un membro della cooperativa DIG, Inc., un’azienda design-build che si focalizza su infrastrutture per l’acqua urbana decentralizzate. All’interno di Futurefarmers gestisce l’Indigenous Farming Project, un’iniziativa per la sovranità alimentare tribale nella Owens Valley, in California.

 

MYVILLAGES è un’iniziativa artistica di carattere internazionale fondata da Kathrin Böhm (Ger/UK), Wapke Feenstra (NL) e Antje Schiffers (D) nel 2003.

L’interesse primario del gruppo è l’ambiente rurale in quanto spazio di produzione culturale, nel quale instaurare una relazione con pratiche più tipicamente urbane, diverse geografie e realtà. Le finalità collettive di Myvillages scaturiscono dalla natura contestuale delle specifiche pratiche individuali di ciascun membro e dal comune retroscena biografico: tutti, infatti, provengono da piccoli villaggi. Le attività di Myvillages spaziano da presentazioni informali su piccola scala a progetti di ricerca collaborativa a lungo termine, dal lavoro in spazi privati a conferenze aperte, dalle mostre alle pubblicazioni, dalle questioni personali, al dibattito pubblico. I lavori del gruppo sono stati esposti in svariate istituzioni europee ed internazionali, tra le quali citiamo il Kunstmuseum Thurgau, di Warth (Svizzera), Frieze Art Fair e la Tate Britain a Londra (UK), l’Eastside Projects di Birmingham (UK), la Künstlerhaus Bethanien e l’Haus der Kulturen der Welt a Berlino (Germania), il Bildmuseet di Ulmea (Svezia), e l’Ars Electronica Festival a Linz (Austria).

Myvillages è inoltre registrato come Fondazione (Stichting) Internazionale nei Paesi Bassi e al momento i membri del comitato sono Claudia Büttner (curatore, Monaco), Nathalie Houtermans (curatore, Rotterdam) e Gavin Wade (artista-curatore, Birmingham).

 

 

Il progetto INLAND- CAMPO ADENTRO intende esaminare il ruolo dei territori, delle dinamiche geopolitiche, della cultura e dell’identità nella relazione tra le aree urbane e rurali nella Spagna contemporanea. L’obiettivo è quello di lanciare una strategia culturale a supporto della vita rurale coprendo un periodo di tre anni (2010-2013), elaborando specificamente un programma di conferenze internazionali, produzione artistica tramite un programma di residenze, una mostra ed una pubblicazione. Il progetto offre ad artisti, agricoltori, intellettuali, esperti di sviluppo rurale, responsabili di politiche del territorio, curatori e critici d’arte, una piattaforma aperta per presentare le loro ricerche e le loro pratiche. I contenuti vengono sostanzialmente raccolti e sperimentati qui, prima di essere indirizzati al resto della società. INLAND- CAMPO ADENTRO è stato ideato e realizzato a partire dal 2010 dall’artista Fernando Garcia-Dory (1978). Il lavoro di Garcia-Dory si focalizza specificamente sulla relazione che oggi intercorre tra natura e cultura ed il modo in cui tale relazione si manifesta in molteplici contesti, attraversando le dinamiche della crisi (globale), la pulsione all’utopia ed un potenziale cambiamento sul piano sociale. Fernando Garcia-Dory ha studiato Belle Arti e Sociologia rurale a Madrid ed Amsterdam: al momento è impegnato nella preparazione di un PhD in Agroecologia. Alla sua seconda esperienza con il PAV di Torino, dopo la mostra Vegetation as a political agent, il lavoro di Fernando Garcia-Dory è stato esposto in istituzioni internazionali come l’ACC di Weimar (Germania), il Domain de Chamarande di Essonne (Francia), lo IASPIS e il Tensta Museum di Stoccolma (Svezia), la Biennale di Atene (Grecia), Frieze Art Fair di Londra (UK) e dOCUMENTA 13 di Kassel (Germania).

 

 

Artista e teorico, PIERO GILARDI nel 1969 collabora alla realizzazione delle prime rassegne internazionali Op Losse Schroeven: Situaties en cryptostructuren presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam, e When Attitudes Become Form, a cura di Harald Szeeman presso la Kunsthalle di Berna. Sempre nel 1969 comincia una lunga esperienza transculturale diretta all’analisi teorica e alla pratica della congiunzione Arte-Vita. Come militante politico e animatore della cultura giovanile conduce svariate esperienze di creatività collettiva nelle periferie urbane: Nicaragua, Riserve Indiane negli USA e Africa. A partire dagli anni Sessanta, attraverso i Tappeti natura, sua cifra stilistica, l’artista propone una personale rielaborazione del concetto di natura che si confronta con la storia, il presente in divenire, lo spazio e il tempo in progress della vita. A partire dal 1985 Gilardi esplora le nuove tecnologie e, insieme a Claude Faure e Piotr Kowalski, costituisce l’associazione internazionale Ars Technica. In qualità di responsabile della sezione italiana, egli promuove a Torino le mostre internazionali del gruppo Arslab. Nel 2000 è ideatore e fondatore del PAV – Centro sperimentale per l’arte contemporanea di Torino nel quale si fondono le sue esperienze relative al mutamento della natura e dell’arte in senso relazionale. Tra le personali più recenti si segnala Piero Gilardi. Effetti collaborativi 1963 – 1985, Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Torino; Van Abbemuseum, Eindhoven; Nottingham Contemporary, Nottingham, 2012-2013.

 

 

 

 

 

GROW IT YOURSELF Futurfarmers, Piero Gilardi, Inland-Campo Adentro, Myvillages

 

a cura di Marco Scotini

13 Giugno – 18 Ottobre 2015

 

Opening: venerdì 12 Giugno ore 18, 6pm

 

PAV

Via Giordano Bruno 31

10134 Torino

 

tel. +39 011 3182235

http://www.parcoartevivente.it

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