NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

9999. An Aternative To One-Way Architecture | 24 Marzo 2015 ore 17 – aula A1.1

Posted in docenti, Events, Lecture by NABA Painting and Visual Arts on 18/03/2015

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9999. An Aternative To One-Way Architecture

24 Marzo 2015 ore 17 – aula A1.1

 

 

 

 

Presentazione di 9999. An Aternative To One-Way Architecture, libro di Marco Ornella, studente laureato nel 2014 al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali, edito da Plug_In.

Dialogo fra Carlo Caldini (9999), Marco Ornella (autore), Emanuele Piccardo (Editore Plug_In). Modera e introduce Marco Scotini (Direttore del Dipartimento di Arti Visive).

 

 

“9999. An alternative to one-way architecture” descrive per la prima volta la nascita e l’evoluzione del gruppo 9999, protagonista insieme a Archizoom, Superstudio, UFO e Zziggurat della ramo fiorentino del movimento italiano di Architettura Radicale.

 

Dal 1968 al 1972, con lo scopo di ridefinire forme e linguaggi della disciplina architettonica agli albori della nascente era elettronica e della massificazione dei consumi, il gruppo 9999 arriverà a formulare nell’ambito della Neo-avanguardia Italiana una nuova forma di progetto, in cui coesisteranno l’intimità della processualità manuale e l’evento mediatico, il progresso tecnologico e il sentimento ecologista.

La discoteca Space Electronic, costruita e gestita direttamente dal 9999, sarà l’espressione più pura della sua ricerca: un contenitore locale per i fenomeni mondiali degli anni Sessanta, come la musica rock e la cultura underground, così come un’autarchia personale per l’attuazione pratica della propria filosofia tecnologico-francescana.

 

 

Marco Ornella. Nato a Monza nel 1988. Si laurea nel 2011 in Design degli Interni presso il Politecnico di Milano. Nello stesso anno si iscrive alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano dove, nel 2014, consegue il Diploma Accademico di Secondo Livello in Arti Visive e Studi Curatoriali. La sua attività di ricerca è orientata all’indagine dei rapporti fra arte e architettura e allo studio di quelle figure della storia dell’architettura non ancora debitamente indagate.

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Workshop_40/Wild energies: vento, fuoco e persone in movimento | 20-21 marzo | PAV, Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 17/03/2015

 

Workshop_40/Wild energies: vento, fuoco e persone in movimento

Condotto da Marguerite Kahrl e Marjetica Potrč

 

Venerdì 20 marzo, ore 15.30 – 17.30, incontro con i referenti

Sabato 21 marzo, ore 10.00 – 16.00, progettazione partecipativa con i gruppi

 

Mappa Permacultura

 

Marguerite Kahrl, PAV sectors, 2011

 

Al contrario delle mappe che mostrano elementi urbani, come spazi pubblici, edifici e il loro utilizzo, la mappatura attraverso la metodologia della permacultura si propone di tracciare l’energia naturale e selvaggia che attraversa il territorio, compresi i flussi dei venti, i rumori ambientali, i corsi d’acqua, le persone e le piante che transitano all’interno del quartiere. La Mappa Permacultura che verrà realizzata mira a costruire una nuova consapevolezza di come raggiungere un’esistenza più sostenibile in un quartiere in continuo mutamento. La zona in cui il PAV si trova rappresenta una grande opportunità per capire la città che cambia e le azioni che possono promuovere i suoi residenti. La mappa può essere utilizzata dagli abitanti come strumento per interpretare gli spazi in modo nuovo, trovare forme di gestione partecipativa del loro quartiere e la possibilità di ridefinire la loro vita e l’ambiente nella direzione di una esistenza urbana sostenibile. Marguerite Kahrl e Marjetica Potrč intendono promuovere un progetto sul campo insieme ai residenti per mostrare la forza del quartiere e avviare una transizione verso un modello di comunità resiliente.

 

Marjetica Potrč ritorna a Torino, dopo la partecipazione all’esposizione collettiva Vegetation as a political agent – curata da Marco Scotini come momento inaugurale della sua programmazione artistica al PAV – alla quale aveva contribuito con la pubblicazione The Soweto Project (Archive Books Berlin, 2014) realizzata insieme agli studenti del corso di pratiche partecipatorie Design for the Living World (tenuto da Marjetica Potrč presso l’Hochschule für bildende Künste di Amburgo).

 

La Permacultura è un approccio olistico alla sostenibilità ambientale basato su principi di progettazione volta a prendersi cura della Terra e delle persone nella direzione di una condivisione equa. I metodi di progettazione della Permacultura possono essere utilizzati per migliorare qualità, produttività e creatività della nostra vita, della comunità e dell’ambiente. Dieci anni fa i principi della Permacultura sono stati utilizzati dall’ambientalista Rob Hopkins come strumenti per avviare il progetto Transition Towns (Città di Transizione). Il movimento, iniziato a Totnes in Inghilterra, è diventato un esempio riuscito di progetto partito da una comunità di base che cerca di costruire forme di resilienza in risposta allo sfruttamento delle risorse, distruzione del clima e instabilità economica.

 

Le indagini sui quartieri Lingotto, Nizza Millefonti, Filadelfia, dove il PAV si trova, piccole città nella Città di Torino, potranno contribuire a un nuovo modo di intendere il territorio, oltre alla capacità di elaborare interconnessioni con il Centro sperimentale d’arte contemporanea. A sei anni dall’inaugurazione del PAV, e in occasione del quarantesimo workshop condotto dagli artisti, Wild energies sarà l’occasione per coinvolgere i membri delle comunità, al di là di divisioni sociali e culturali, unite per lo sviluppo di un progetto specifico del luogo di appartenenza.

 

La Permacultura ha molte analogie con il disegno del paesaggio che Gilles Clément ha realizzato al PAV, nella progettazione di insediamenti umani e nei sistemi agricoli dove viene utilizzato ciò che è marginale, riconoscendo che vi è più biodiversità in ambienti che si incontrano, si sovrappongono. Il workshop intende includere ed espandere questo approccio di progettazione del Terzo Paesaggio insieme ad alcuni dei punti di Clément per una Nouvelle Gouvernance, come la progettazione per il bene comune, gli ecosistemi emergenti e l’autosufficienza.

 

 

 

PAV | PARCO ARTE VIVENTE

Il Parco Arte Vivente s’inserisce nel sistema museale cittadino dell’arte contemporanea, già ricco e articolato, con una sua specificità: l’analisi e la sperimentazione dell’Arte del vivente. Sorto su un’area urbana ex industriale, il PAV si delinea quale luogo di scambio, d’incontro, di ricerca sulle istanze artistiche contemporanee. Il Centro si sviluppa in uno spazio espositivo, concepito secondo i principi dell’architettura bioclimatica, posto all’interno di 23.000 mq di parco con installazioni artistico-ambientali. I programmi si sviluppano in proposte artistiche, culturali e laboratoriali caratterizzate dalla partecipazione attiva dei cittadini alla vita culturale, sensibilizzando ai temi ambientali attraverso lo studio e la sperimentazione dei linguaggi espressivi della contemporaneità.

La ricerca in campo etico-estetico della relazione tra la natura e i suoi abitanti attiva spunti concreti e meccanismi di consapevolezza che possono preludere a una reale trasformazione dei comportamenti e delle attitudini. Il riflesso di queste azioni partecipative si manifesta in programmi svolti in collaborazione con la cittadinanza e con enti territoriali come scuole, biblioteche civiche, Centri diurni, Associazioni, ASL. Ai pubblici con disabilità o disagio psichico sono dedicati percorsi accessibili, dalla visita alle mostre, ai programmi in atelier. Laboratori, workshop, percorsi, incontri pubblici sono concepiti come approfondimenti delle opere esposte, con il fine di facilitarne la comprensione e la contestualizzazione, e possono essere vissuti come vere e proprie esperienze sociali.

 

AEF | ATTIVITÁ EDUCATIVE E FORMATIVE

Le attività rivolte alle scuole e al pubblico interessato a un apprendimento continuo e permanente, sono strutturate in specifici e pluridisciplinari campi d’indagine: Biologia Creativa, Microsguardi, Ibridazioni e Paesaggi, quattro ambiti d’approfondimento che permettono di sperimentare i processi adottati dagli artisti presenti nelle esposizioni permanenti e temporanee. Tutte le proposte laboratoriali in programma sono declinate in base alle differenti fasce d’età e sono accessibili alle persone con disabilità.

 

WORKSHOP – Art Program

Le attività di workshop condotte dagli artisti prevedono un coinvolgimento attivo del pubblico adulto e sono rivolte a giovani artisti, operatori culturali, educatori e docenti, studenti universitari e a quanti siano interessati a vivere un’immersione concreta in eventi artistici, laboratoriali, dove la dimensione individuale dei singoli si proietta all’interno di un contesto sociale collettivo. I workshop, previsti per gruppi di circa 20 persone e della durata di uno o più giorni, possono generare processi aperti di indagine individuale o portare alla realizzazione di veri e propri esiti partecipativi con la conseguente esposizione dell’opera prodotta.

 

 

Informazioni e prenotazioni PAV | PARCO ARTE VIVENTE | Centro sperimentale d’arte contemporanea Tel. 011.3182235 | lab@parcoartevivente.it

Arte ri-programmata: un manifesto aperto | 12 marzo ore 18.30 | Istituto Svizzero di Roma – sede di Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 11/03/2015

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Arte ri-programmata: un manifesto aperto

con opere di Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia

Varisco, Thibault Brevet, Fabio Franchino, Martin Fröhlich, Giorgio Olivero, Yvonne Weber

Istituto Svizzero di Roma – sede di Milano

Via Vecchio Politecnico 3 (Centro Svizzero) – Milano

Inaugurazione: giovedì 5 marzo 2015

Periodo mostra: 6 marzo – 28 marzo 2015

Orario: lunedì–venerdì 11–18; sabato 14–18; domenica e festivi chiuso

L’introduzione delle pratiche di produzione e progettazione peer-to-peer e dell’open design,

e la loro diffusione in ambito artistico per studiare e conservare opere che combinano arte,

design e tecnologia sono il tema del progetto Arte ri-programmata: un manifesto aperto.

Thibault Brevet, Martin Fröhlich, Yvonne Weber e Todo sono stati invitati a realizzare nuovi

lavori a partire dalle opere programmate e cinetiche del Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide

Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco) attraverso l’uso di tecnologie

hardware e software open source, e a rilasciare una documentazione in Creative Commons

per supportare la riproducibilità e l’estensione delle opere ri-programmate da parte di altre

persone.

La definizione ‘Arte programmata’ fu usata per la prima volta da Bruno Munari per l’Almanacco

Letterario Bompiani 1962, e divenne il titolo della mostra dello stesso anno, curata dall’artista

e designer milanese nel negozio Olivetti di Milano. In mostra con Munari espone il Gruppo T

che, tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta, ha prefigurato la nostra realtà mobile,

iperconnessa, variabile e metamorfica realizzando opere e ambienti che interagiscono con il

corpo dello spettatore. Questi pionieri di un’arte partecipata e algoritmica realizzarono oggetti

attraverso l’applicazione di processi analoghi a quelli della ricerca tecnologica e di design,

ovvero creando prototipi poi riprodotti come serie di artefatti varianti, per realizzare un’arte di

tutti.

La mostra all’Istituto Svizzero di Roma – sede di Milano presenta i risultati di una ricerca-azione

iniziata durante un workshop organizzato nel settembre 2014 alla SUPSI di Lugano. Insieme alle

opere di artisti e designer coinvolti nel progetto, vengono esposte opere originali del Gruppo

T e i multipli della riedizione Alessi. Su questi lavori si è basata la costruzione delle nuove

opere riprogrammate presenti in mostra, accompagnate da una documentazione aperta –

disponibile sulla piattaforma

http://www.reprogrammed-art.cc – per favorirne la riproduzione da

parte di chiunque.

La mostra è realizzata nell’ambito del progetto “Arte riprogrammata: un manifesto aperto”,

coordinato da Serena Cangiano e Davide Fornari, in collaborazione con Azalea Seratoni,

promosso dal Laboratorio cultura visiva della Scuola universitaria professionale della Svizzera

italiana, in partenariato con Museo Alessi, Archivio Gabriele Devecchi, Archivio Gianni Colombo,

Arduino, ECAV – Ecole cantonale d’art du Valais, SGMK – Società svizzera di arte meccatronica,

Wemake.

Il progetto è stato realizzato nell’ambito di «Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia», un programma

di scambi binazionali promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e realizzato in partenariato

con i cantoni Ticino e Vallese, la città di Zurigo, la Fondazione Ernst Göhner e con il patrocinio degli Assessorati

alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano.

http://www.viavai-cultura.net

Il progetto ha ricevuto il supporto del Percento culturale Migros

.

Re-programmed Art: an open manifesto

with works by Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia

Varisco, Thibault Brevet, Fabio Franchino, Martin Fröhlich, Giorgio Olivero, Yvonne Weber

Istituto Svizzero di Roma – sede di Milano

Via Vecchio Politecnico 3 (Centro Svizzero) – Milan

Opening: Thursday 5 March 2015

Exhibition period: 6 – 28 March 2015

Hourse: Monday–Friday 11–18; Saturday 14–18; Sunday and holidays closed

The introduction of peer to peer and open design practices of production and design, and their

diffusion in the arts field for the study and conservation of works that combine art, design, and

technology, are at the center of the project Re-programmed Art: an open manifesto. Thibault

Brevet, Martin Fröhlich, Yvonne Weber and Todo were invited to produce new works starting

from the programmed and kinetic artworks by Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani,

Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco) through the use of open source hardware

and software technologies, and to release them under Creative Commons licenses with a

documentation supporting further reproducibility and expansion of these re-programmed

work by other people.

The definition ‘Programmed Art” was used for the first time by Bruno Munari for the Almanacco

Letterario Bompiani 1962, and it became the title of the exhibition in the same year, curated

by the same artist and designer at the Olivetti show-room in Milan. Together with Munari, the

exhibition featured Gruppo T who, between the end of the 1950s and the 1960s, prefigured

our mobile, hyper-connected, variable and metamorphic reality, by producing artworks and

environments that interact with the body of the viewer. These pioneers of a participated and

algorithmic art created objects through the application of processes similar to technological

and design research, that is, by producing prototypes, which could be then reproduced as a

series of variable artifacts, with the purpose of an art for all.

The exhibition at the Swiss Institute in Milan showcases the results of an action-research

started with a workshop organized in September 2014 at SUPSI University of Applied Sciences

and Arts of Southern Switzerland in Lugano. Together with the works by artists and designers

involved in the project, the original works by Gruppo T and the multiples of the Alessi new

edition are equally on show. On these original pieces, the artists and designers based the

production of the re-programmed artworks on show, accompanied by an open documentation

available on line on the platform

http://www.reprogrammed-art.cc in order to favor the reproduction

of the works by anyone.

The exhibition is organized as part of the project “Re-programmed Art: an open manifesto”,

coordinated by Serena Cangiano and Davide Fornari, in collaboration with Azalea Seratoni,

promoted by the Laboratory of visual culture at SUPSI University of Applied Sciences and Arts

of Southern Switzerland, in partnership with Museo Alessi, Archivio Gabriele Devecchi, Archivio

Gianni Colombo, Arduino, ECAV – Ecole cantonale d’art du Valais, SGMK – Swiss Mechatronic

Art Society, Wemake.

The project was developed in the context of “Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia”, a program

of binational exchanges, promoted by the Swiss Arts Council Pro Helvetia and realized in partnership with the

Cantons Ticino and Wallis, the City of Zurich, the Ernst Göhner Foundation and under the patronage of the Arts

Councillorships of the Region Lombardy and of the Municipality of Milan.

http://www.viavai-cultura.net

The project is supported by Migros culture Percentage

BERT THEIS | Aggloville | 6 March, 6:00pm | PAV, Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 03/03/2015

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BERT THEIS

Aggloville

 

PAV

6 March – 31 May 2015

Opening: Friday, 6 March, 6:00pm

Curated by Marco Scotini

 

Themes such as sustainable urbanization, ecological policies and gentrification are the core of Bert Theis’s artistic research. Since many years, he tries to fight a neo-liberal model of urban development in various geopolitical contexts, from Europe to Eastern Asia. This very same research is now presented at PAV of Turin in the context of a major solo exhibition featuring maquettes, projects, videos and digital prints on canvas, elaborated through twenty years of fervid activity – starting with the Potemkin Lock Pavilion designed for Venice Biennale in 1995. The Aggloville project, is the first show of the new series of exhibitions that Marco Scotini will curate for the PAV contemporary art centre.

The basic elements, with which Bert Theis operates upon densely populated areas and conflictual social situations, are common structures that could be found in public parks, such as platforms and pavilions. The peculiarity of these structures is that they delimit empty spaces. Therefore, they are able to create undefined, provisional spaces suspending the rigid organization of modern cities. At the same time, they also open a space free from impositions, which is constantly re-defined by whomever. Every stage is a puzzle, challenging the viewer to the game of interpreting sense and function. The premise from which this research starts is that the sense is not the natural conclusion of an absolute logic, but the product of social consensus

As Hou Hanru affirmed: “While our urban spaces are gradually privatized or semi-privatized due to the introduction of both global capital and new technology, Bert Theis seeks to propose alternatives to balance out such a tendency and hence revitalize urban life itself”. For those who are involved in the conflicts that urban metamorphosis brought about and in the fight for the right to the city [?], the main questions are: ‘Is another city still possible?’; ‘Is another life possible in our cities?’. Aggloville tries to make those questions visible, by associating clashing elements – landscapes covered with wildlife, such as those of Congo-Brazzaville; isolated suburbs such as those of Alphaville by Godard; imaginary streets such as those of Lars Von Trier’s Dogville

Considering Bert Theis’s thirteen years of activism within the long-term project of the Isola Art Centre in Milan, his whole work could be seen more distinctively political, from his interventions in the green-parks of Strasbourg to those of Shenzen; from the Domaine of Chamarande to the Parc de la Butte du Chapeau Rouge in Paris. As Gerald Raunig remarked about the Milan project: “instead of the shiny promises of the Isola Creativa, what emerges here in the melee is the wild transversal character of Isola industria, which refuses obedience, cooperation and self-domestication in the incubators of the creative industry”.

Bert Theis (Luxembourg 1952) is a member of a group of artists that became recognized in 1990s for creating new possibilities for public space. He works as an artist, activist and curator. His works have philosophical, social and political implications. Although Theis’s is generally associated to many important exhibitions that have featured his work, (Venice Biennale, Manifesta 2, Gwangju Biennial 2002, Sculpture Projects, Münster, 1997), most of his works are created to be [urban installations in situ]. Over the last ten years, he has organized/directed two long-term projects – Isola Art Center and out-Office for Urban Transformation – around the conflict opposing the inhabitants of the Isola district, Milan city government and an American multinational company.

 

PAV

Via Giordano Bruno 31

10134 Turin Italy

Hours: Friday 3–5pm, Saturday–Sunday noon–7pm

T +39 011 3182235

www.parcoartevivente.it

Contact
: press@parcoartevivente.it