NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

Camera in soggettiva e memoria collettiva, Il cinema di Clemens von Wedemeyer | Martedì 15 aprile ore 15:30 | Triennale di Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 08/04/2014

clemens

 

 

CAMERA IN SOGGETTIVA E MEMORIA COLLETTIVA

Il cinema di Clemens von Wedemeyer

 

 

Rassegna film e video in occasione della presentazione del libro

Politiche della Memoria. Documentario e Archivio.

 

Introduce: Edoardo Bonaspetti

Intervengono: Clemens von Wedemeyer, Barbara Casavecchia, Simone Menegoi e Marco Scotini.

Paolo Caffoni presenta la rassegna dei film.

 

 

Il modo in cui si entra nello sguardo di qualcun altro per osservare il mondo è qualcosa di essenziale nella pratica cinematografica, in quanto coincide con il principio per il quale uno spettatore in una sala cinematografica deve dimenticare il proprio “io” seduto al cinema, per accedere alla finzione di un altro sé. Qual è la visione soggettiva più radicale nel film?

Clemens von Wedemeyer

 

La Triennale e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano sono lieti di presentare, in collaborazione con DeriveApprodi, una rassegna della produzione cinematografica dell’artista e filmmaker tedesco Clemens von Wedemeyer. Celebre per le sue istallazioni che si situano nello spazio tra cinema e arte, von Wedemeyer è considerato tra i più interessanti video artisti del panorama contemporaneo.

L’evento, nato in occasione dell’uscita del volume Politiche della Memoria. Documentario e archivio (DeriveApprodi, 2014) a cura di Elisabetta Galasso e Marco Scotini, offrirà inoltre l’opportunità di un confronto diretto con l’artista. Il talk con Clemens von Wedemeyer – cui parteciperanno Barbara Casavecchia, Simone Menegoi e Marco Scotini – accompagnerà la proiezione di alcuni tra i suoi lavori più significativi, tra cui Muster/Rushes presentato a dOCUMENTA (13), il ciclo The Fourth Wall (2008-2010) e l’ultimo Procession creato, in collaborazione col Teatro Valle Occupato, per la sua recente personale al MAXXI di Roma.

 

Tra le rare pubblicazioni dedicate al tema, Politiche della memoria indaga il rapporto tra arte e pratiche del documentario, a partire dalla riflessione e sperimentazione di alcuni tra i maggiori artisti e filmmakers contemporanei. Al centro della riflessione c’è il tema dell’uso dell’immagine come documento e delle sue possibilità di manipolazione. Costruire la memoria attraverso l’archivio e raccontare la storia tramite il documentario non sono pratiche imparziali o esercizi di stile, ma traducono un punto di vista e contribuiscono a legittimare una visione della realtà. In opposizione al monopolio mediatico delle immagini, gli autori propongono una riscrittura visiva di questioni controverse come il postcolonialismo, il dopoguerra libanese, il conflitto mediorientale e i processi migratori su scala globale. Politiche della memoria mette sotto inchiesta i modi in cui i dati vengono registrati, accumulati, archiviati.

 

L’antologia raccoglie un ciclo di conferenze tenute in Naba tra il 2009 e il 2013 da filmmakers quali John Akomfrah, Eric Baudelaire, Ursula Biemann, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Khaled Jarrar, Lamia Joreige, Gintaras Makarevicius, Angela Melitopoulos, Deimantas Narkevicius, Lisl Ponger, Florian Schneider, Eyal Sivan, Hito Steyerl, Jean-Marie Teno, Trinh T. Minh-ha, Wendelien van Oldenborgh, Clemens von Wedemeyer, Mohanad Yaqubi.

 

Lo screening è stato realizzato con la collaborazione della collezione Enea Righi e di Open Care.

 

Clemens von Wedemeyer. Nato nel 1974 a Göttingen (Germania), vive e lavora a Berlino. Conosciuto per le sue istallazioni chesi situano nello spazio tra cinema e arte, i lavori cinematografici di vonWedemeyer, girati su film 35 mm o su video, sono accompagnati damateriale di ricerca, documentari o fotografie, che servono ad evidenziare i processi di produzione. Attraverso referenze che alludono tantoa classici del cinema quanto a temi critico-sociali o eventi storici, i suoi lavori sono meditazioni su mondi complessi. Installazioni filmicheche interrogano la distinzione incerta tra fatti efinzioni. Come The Fourth Wall (2009) suggerisce, Wedemeyer esplora la nozione di “quarto muro”, l’immaginaria divisione inteatro che induce la gente a credere che ciò che vede è reale, mentresimultaneamente permette agli attori di non tener conto della presenza delpubblico. Le sue opere sono state presentate in prestigiose mostre e rassegne internazionali tra cui dOCUMENTA (13), Kassel, (2012); Sydney Biennial (2010); Galleria Civica Trento, 2011, Museum of Contemporary Art Detroit (2010); Barbican Center, Londra, (2009); CGAC Santiago de Compostela (2008); 4th Biennale of Contemporary art Berlin, (2006); Skulptur Projekte Muenster07 (2007); PS1 MOMA, New York (2006); Moscow Biennale of Contemporary Art (2005). The Cast, il suo ultimo progetto cinematografico, è stato presentato al MAXXI di Roma.

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