NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

SAMIZDAT#1 | Il Lettore eccedente. Voci del dissenso | Incontro con Valentina Parisi | martedì 6 maggio ore 16:30

Posted in docenti, Events, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 30/04/2014

4 rivista Transponans

 

 

martedì 6 maggio ore 16:30

NABA – Nuova Accademia Belle Arti di Milano – aula E1.1

 

SAMIZDAT#1

Il Lettore eccedente. Voci del dissenso

Incontro con Valentina Parisi

 

 

Samizdat: si scrive da sé, ci si redige da sé, ci si

censura da sé, ci si pubblica da sé e ci si distribuisce

da sé e alla fine ci si ritrova in carcere,

soli con se stessi.

Vladimir Bukovskij

 

 

NABA – Nuova Accademia Belle Arti di Milano è lieta di presentare SAMIZDAT: un nuovo ciclo di incontri incentrato sul rapporto tra publishing, produzione editoriale e arte concettuale con il primo appuntamento dedicato a uno dei fenomeni più significativi del dissenso sovietico e dei paesi del blocco comunista: i «samizdat». Alla diffusione clandestina di scritti illegali, censurati dalle autorità o ritenuti ostili al regime, la ricercatrice Valentina Parisi ha dedicato un’ampia indagine e il volume Il lettore eccedente. Edizioni periodiche del samizdat sovietico, 1956-1990 (Il Mulino) che ricostruisce le forme di produzione e circolazione della letteratura non ufficiale in relazione alla scena artistica e culturale alternativa alla fine della Guerra Fredda.

 

Che cosa ha significato per generazioni di intellettuali sovietici leggere i frutti proibiti della letteratura degli anni Dieci e Venti in forma di effimeri dattiloscritti, talvolta appena intelligibili, dal momento che quei testi di poeti e scrittori caduti in disgrazia non venivano da tempo più ripubblicati nelle edizioni di Stato? E quali possibilità di sperimentazione e contaminazione con le ricerche precedenti dell’avanguardia del primo Novecento ha offerto agli artisti cosiddetti non ufficiali la prassi del samizdat (“autoedizione”), ossia la ricopiatura e diffusione di testi manoscritti, dattiloscritti, fotocopiati, fotografati e divulgati al di là dei canali editoriali ufficiali sottoposti a censura? Frutto di estensive ricerche d’archivio, Il lettore eccedente offre una interpretazione nuova del samizdat, riposizionandolo nel contesto transnazionale della storia del libro, e ricostruendo le pratiche di lettura elaborate in parallelo all’apparizione di questa forma di autoeditoria a partire dagli anni Cinquanta. L’analisi del corpus delle edizioni periodiche letterarie ed artistiche autoprodotte in un arco temporale che va dal 1956 al 1990 si accompagna a una più ampia rievocazione del retroterra socio-culturale d’origine, tra contestazione politica e dissenso estetico, appartamenti comunitari (kommunalki) e sporadiche incursioni nello spazio pubblico. Tra recital di poesia e mostre allestite tra le mura di abitazioni private emerge la fisionomia collettiva di un lettore eccedente rispetto alle funzioni in genere assegnate al destinatario del testo letterario, certamente assai pervicace nella sua volontà di contendere allo Stato l’appannaggio esclusivo dell’attività editoriale.

 

Il programma di appuntamenti di SAMIZDAT, sul rapporto tra editoria ed arte, riprenderà in autunno con il primo incontro di Maurizio Nannucci dedicato all’attività della casa editrice Exempla fondata a Firenze nel 1968 e la Zona Archives Edizioni, cui seguirà Nanni Balestrini.

 

 

Valentina Parisi (1976), dottore di ricerca in letterature slave, ha usufruito di una borsa biennale di postdottorato dell’Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) nel 2009-2011. Nel 2012-2013 è stata Junior Fellow EURIAS presso l’Institute for Advanced Studies, Central European University, Budapest. Traduttrice dal russo, dal polacco e dal tedesco, ha curato l’edizione dei taccuini di viaggio in Grecia di Lev Bakst, scenografo e costumista dei Ballets Russes (In Grecia con Serov, Excelsior 1881, 2012). Collabora con Alias, Alfabeta, Galatea e con le pagine culturali de il manifesto.

 

 

NABA

Sabrina Di Pietrantonio- sabrina.dipietrantonio@laureatedesign.it

 

Ufficio Stampa

Claudia Corradi – claudia.corradi@bm.com

Cristina Caricato – cristina.caricato@bm.com

Disobedience Archive (The Park) | April 22 – June 15 2014 | SALT Beyoğlu, İstanbul | Curated by Marco Scotini and Andris Brinkmanis

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 17/04/2014

disobedience

Disobedience Archive (The Park)

April 22–June 15, 2014

SALT Beyoğlu

İstiklal Caddesi 136

Beyoğlu 34430

İstanbul

 

saltonline.org

Curated by Marco Scotini and Andris Brinkmanis.

 

After Van Abbemuseum (Eindhoven), Nottingham Contemporary, Raven Row (London), the Massachusetts Institute of Technology (Boston), Bildmuseet (Umeå), Castello di Rivoli (Turin) and other locations, Disobedience Archivewill be presented at SALT Beyoğlu in a specially created architectural setting by Herkes için Mimarlık (Architecture for All) and will survey forms of disobedience from the 1970s Parco Lambro uprising in Italy to the Gezi Resistance in İstanbul.

 

The curatorial project dates back to 2005, when Marco Scotini planned a traveling exhibition of videos, graphic materials and ephemera whilst in Berlin. From there Disobedience became an ongoing, multi-phase video archive and platform of discussion that deals with the relationship between artistic practices and political action.

 

Planned as a heterogeneous, evolving archive of video images, the project aims to be a “user’s guide” to four decades of social disobedience seen through history and geography. From the Parco Lambro revolt in Italy in 1977 to the global protests before and after Seattle; from the recent insurrections in the Middle East and Arab world to the Gezi Resistance in İstanbul; from the historic videotapes of Alberto Grifi to videograms of Harun Farocki; from the performances of tactical media activists Critical Art Ensemble to those of the Russian collective Chto Delat?; and from the investigations of Hito Steyerl to those of Eyal Sivan, Mosireen and Videoccupy collectives, theDisobedience Archive has over the years gathered hundreds of documentary elements.

 

Disobedience Archive at SALT Beyoğlu will be hosted in a sustainable display structure designed by Herkes için Mimarlık, a group that seizes upon a collective way of thinking and promotes participatory design processes. On this occasion they proposed to re-engage the fragments of SALT’s inventory through the articulation of acts of recycling and constant disposal. While avoiding direct commentary on the recent İstanbul experience, their concept stresses the dichotomic nature of individualism and collectivism, the contradictions between dimensions of private and common or commons, and the difference between environments such as home and the urban space.

 

Disobedience Archive (The Park) at SALT Beyoğlu is a work in progress reflecting on international events as they unfold. Divided into several thematic areas: The Playground, The Park, The Street and The Square, ten of the archive’s sections will be presented in İstanbul: “1977 The Italian Exit,” “Protesting Capitalist Globalization,” “Reclaim the Streets,” “Bioresistence and Society of Control,” “Argentina Fabrica Social,” “Disobedience East,” “Disobedience University,” “Gender Politics,” “The Arab Dissent” and lastly “The Park,” which focuses on İstanbul with original contributions by Cem Dinlenmiş, Videoccupy and Herkes için Mimarlık.

 

The archive includes materials by 16 Beaver, Atelier d’Architecture Autogérée (AAA), Mitra Azar, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Petra Bauer, Franco Berardi Bifo, Pauline Boudry, Brigitta Kuster and Renate Lorenz, Bernadette Corporation, Black Audio Film Collective, Ursula Biemann, Copenhagen Free University, Critical Art Ensemble, Cem Dinlenmiş, Dodo Brothers, Marcelo Expósito, Harun Farocki and Andrei Ujica, Rene Gabri and Ayreen Anastas, Grupo de Arte Callejero, Etcétera, Piero Gilardi, Alberto Grifi, Herkes için Mimarlık, Ashley Hunt, Sara Ishaq, Kanal B, Khaled Jarrar, John Jordan and Isabelle Fremeaux, Laboratorio di Comunicazione Militante, Carla Lonzi, Silvia Maglioni and Graeme Thomson, Enzo Mari, Angela Melitopoulos, Mosireen, Carlos Motta, Toni Negri, Non Governamental Control Commission, Wael Noureddine, Margit Czencki/Park Fiction, R.E.P. Group, Oliver Ressler and Zanny Begg, Roy Samaha, Eyal Sivan, Hito Steyerl, Superflex, The Department of Space and Land Reclamation, Mariette Schiltz and Bert Theis, Ultra-red, Nomeda & Gediminas Urbonas, Trampolin House (Morten Goll and Tone O. Nielsen), Dmitry Vilensky, Videoccupy and Chto Delat?, and James Wentzy.

Camera in soggettiva e memoria collettiva, Il cinema di Clemens von Wedemeyer | Martedì 15 aprile ore 15:30 | Triennale di Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 08/04/2014

clemens

 

 

CAMERA IN SOGGETTIVA E MEMORIA COLLETTIVA

Il cinema di Clemens von Wedemeyer

 

 

Rassegna film e video in occasione della presentazione del libro

Politiche della Memoria. Documentario e Archivio.

 

Introduce: Edoardo Bonaspetti

Intervengono: Clemens von Wedemeyer, Barbara Casavecchia, Simone Menegoi e Marco Scotini.

Paolo Caffoni presenta la rassegna dei film.

 

 

Il modo in cui si entra nello sguardo di qualcun altro per osservare il mondo è qualcosa di essenziale nella pratica cinematografica, in quanto coincide con il principio per il quale uno spettatore in una sala cinematografica deve dimenticare il proprio “io” seduto al cinema, per accedere alla finzione di un altro sé. Qual è la visione soggettiva più radicale nel film?

Clemens von Wedemeyer

 

La Triennale e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano sono lieti di presentare, in collaborazione con DeriveApprodi, una rassegna della produzione cinematografica dell’artista e filmmaker tedesco Clemens von Wedemeyer. Celebre per le sue istallazioni che si situano nello spazio tra cinema e arte, von Wedemeyer è considerato tra i più interessanti video artisti del panorama contemporaneo.

L’evento, nato in occasione dell’uscita del volume Politiche della Memoria. Documentario e archivio (DeriveApprodi, 2014) a cura di Elisabetta Galasso e Marco Scotini, offrirà inoltre l’opportunità di un confronto diretto con l’artista. Il talk con Clemens von Wedemeyer – cui parteciperanno Barbara Casavecchia, Simone Menegoi e Marco Scotini – accompagnerà la proiezione di alcuni tra i suoi lavori più significativi, tra cui Muster/Rushes presentato a dOCUMENTA (13), il ciclo The Fourth Wall (2008-2010) e l’ultimo Procession creato, in collaborazione col Teatro Valle Occupato, per la sua recente personale al MAXXI di Roma.

 

Tra le rare pubblicazioni dedicate al tema, Politiche della memoria indaga il rapporto tra arte e pratiche del documentario, a partire dalla riflessione e sperimentazione di alcuni tra i maggiori artisti e filmmakers contemporanei. Al centro della riflessione c’è il tema dell’uso dell’immagine come documento e delle sue possibilità di manipolazione. Costruire la memoria attraverso l’archivio e raccontare la storia tramite il documentario non sono pratiche imparziali o esercizi di stile, ma traducono un punto di vista e contribuiscono a legittimare una visione della realtà. In opposizione al monopolio mediatico delle immagini, gli autori propongono una riscrittura visiva di questioni controverse come il postcolonialismo, il dopoguerra libanese, il conflitto mediorientale e i processi migratori su scala globale. Politiche della memoria mette sotto inchiesta i modi in cui i dati vengono registrati, accumulati, archiviati.

 

L’antologia raccoglie un ciclo di conferenze tenute in Naba tra il 2009 e il 2013 da filmmakers quali John Akomfrah, Eric Baudelaire, Ursula Biemann, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Khaled Jarrar, Lamia Joreige, Gintaras Makarevicius, Angela Melitopoulos, Deimantas Narkevicius, Lisl Ponger, Florian Schneider, Eyal Sivan, Hito Steyerl, Jean-Marie Teno, Trinh T. Minh-ha, Wendelien van Oldenborgh, Clemens von Wedemeyer, Mohanad Yaqubi.

 

Lo screening è stato realizzato con la collaborazione della collezione Enea Righi e di Open Care.

 

Clemens von Wedemeyer. Nato nel 1974 a Göttingen (Germania), vive e lavora a Berlino. Conosciuto per le sue istallazioni chesi situano nello spazio tra cinema e arte, i lavori cinematografici di vonWedemeyer, girati su film 35 mm o su video, sono accompagnati damateriale di ricerca, documentari o fotografie, che servono ad evidenziare i processi di produzione. Attraverso referenze che alludono tantoa classici del cinema quanto a temi critico-sociali o eventi storici, i suoi lavori sono meditazioni su mondi complessi. Installazioni filmicheche interrogano la distinzione incerta tra fatti efinzioni. Come The Fourth Wall (2009) suggerisce, Wedemeyer esplora la nozione di “quarto muro”, l’immaginaria divisione inteatro che induce la gente a credere che ciò che vede è reale, mentresimultaneamente permette agli attori di non tener conto della presenza delpubblico. Le sue opere sono state presentate in prestigiose mostre e rassegne internazionali tra cui dOCUMENTA (13), Kassel, (2012); Sydney Biennial (2010); Galleria Civica Trento, 2011, Museum of Contemporary Art Detroit (2010); Barbican Center, Londra, (2009); CGAC Santiago de Compostela (2008); 4th Biennale of Contemporary art Berlin, (2006); Skulptur Projekte Muenster07 (2007); PS1 MOMA, New York (2006); Moscow Biennale of Contemporary Art (2005). The Cast, il suo ultimo progetto cinematografico, è stato presentato al MAXXI di Roma.

The artist as a taxi driver | Lecture di Jeff Perkins con Johanna Viprey | 2 aprile, dalle 16 alle 18

Posted in docenti, Events, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 01/04/2014

Jeff_Perkins

 

Johanna viprey

Die young or STAY pretty

FOR SURE, MUTANTS WILL GET INTO THE CAVE OF FORGOTTEN DREAMS, AND ARCHIVES WILL TASTE DANGER

 

Nuovo ciclo tematico Artista Laureato

 

marzo – maggio 2014

 

Incontro #2

 

1 aprile, ore 18.30:

Open studio con Jeff Perkins e Johanna Viprey

Istituto Svizzero di Roma, Sede di Milano

Via Vecchio Politecnico 3 – 20121 Milano

T. +39 02 76 01 61 18

milano@istitutosvizzero.it

 

2 aprile, dalle 16 alle 18:

The artist as a taxi driver

Lecture di Jeff Perkins con Johanna Viprey e gli studenti del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

Aula G 0.4

Via Darwin 20 – 20143 Milano

Ingresso libero

 

Johanna Viprey (Besançon, Francia, 1979) è la prima di una serie di “artisti laureati” che a partire da quest’anno e con cadenza annuale l’Istituto Svizzero a Milano invita a realizzare un progetto nei suoi spazi.

Il ciclo Artista laureato ricerca modelli alternativi nel sistema di educazione attraverso un dialogo tra soggetti attivi — accademie e istituti d’arte — in Svizzera e a Milano; presenta il lavoro di artisti che hanno appena conseguito un Master in arti visive e indaga le posizioni di professionisti nel campo dell’educazione e dell’arte contemporanea nel corso di una serie di incontri, laboratori, seminari e eventi.

Il programma avvia un’analisi sulla formazione dell’artista laddove, a partire dalle avanguardie del Novecento, l’ambito accademico è considerato incapace di produrre innovazione.

 

Die Young or Stay Pretty è una ricerca in progress che Viprey ha sviluppato con l’Istituto Svizzero per un programma di quattro incontri che si svolgono da marzo a maggio 2014. Il progetto affronta alcuni temi specifici quali la questione dell’artista autodidatta, in relazione e a confronto con il sistema delle scuole d’arte contemporanea; l’artista come curatore; la ricerca d’archivio e la condivisione di un corpus di informazioni che si attiva mediante la sua diffusione.

 

 

Negli ultimi due anni, Viprey ha lavorato sull’archivio del performer painter e documentarista americano

Jeff Perkins. Nelle sue opere, performance e installazioni, Viprey non si limita a descriverne l’originale collezione: il suo è il racconto di un incontro, che l’ha portata a indagare la vicenda personale di un artista e la sua figura da un punto di vista antropologico.

Perkins ha lavorato come tassista a New York per vent’anni. Dal 1990 al 2000 ha registrato le sue conversazioni con i passeggeri, chiedendo il loro consenso. Perkins è un “outsider professionista”, come lo definisce Viprey, un autodidatta che per anni ha frequentato artisti come Yoko Ono, Sam Francis e Guy de Cointet ma che, in quella stessa scena, non ha mai trovato spazio per sé e per la sua pratica artistica.

Ma se il suo lavoro è nato fuori dal sistema dell’arte contemporanea, com’è possibile riportare questo materiale all’interno di quello stesso circuito? Perché e come mai un artista decide di presentare il lavoro di un altro artista e di riscoprire il suo archivio?

Die Young or Stay Pretty avvia una ricerca attraverso quattro incontri pubblici e condivisi, negli spazi dell’Istituto Svizzero a Milano, per rispondere a questi e ad altri quesiti sul ruolo dell’artista, a partire dalla sua formazione.

 

Prendendo spunto da Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog, il programma di Viprey affronta i temi della conservazione e della mutazione che “dovrebbero coesistere per conservare un sapere e mantenerlo in vita, ma anche lasciare che questo si trasformi a contatto con il passare del tempo”.

Concepiti come parte di un processo continuo di ricerca immediatamente condivisa con il pubblico, gli eventi e le performance che si svolgono a Milano da marzo a maggio 2014 rappresentano lo spunto per discutere sulle modalità di trasmissione del sapere e di un insieme di informazioni e sui temi dell’educazione e rappresentano anche il luogo per la sperimentazione e la diffusione di un archivio, fatto di suoni e di effetti.

 

 

 

 

 

 

Nelle sue performance e installazioni, Johanna Viprey porta avanti una ricerca sulle modalità di restituzione dell’esperienza e sui temi legati al concetto di soggettività, alla sua traduzione e mediazione attraverso forme e riferimenti interdisciplinari. Viprey (Besançon, Francia, 1979. Vive e lavora a Ginevra) si è laureata in Sociologia in Francia. Ha ottenuto un MA in Arti Visive alla Haute Ecole d’Art et de Design (HEAD) a Ginevra, con Lili Reynaud-Dewar.

Ha partecipato a eventi sulla performance e a mostre collettive in spazi pubblici e no-profit (Le Consortium, Dijon 2013; Forde, Ginevra 2012) e in gallerie private. Per la sua tesi di Master, Lʼartiste en chauffeur de taxi, Viprey ha raccolto testi, documenti e immagini in viaggio con Jeff Perkins, che ha presentato per la prima volta in occasione della cerimonia di diploma alla HEAD.

 

 

 

 

1 e 2 aprile

Incontro #2

 

ISR Milano

1 aprile ore 18.30:

 

Open studio con Jeff Perkins e Johanna Viprey

 

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Aula G 0.4

2 aprile, dalle 16 alle 18:

 

The artist as a taxi driver

Lecture di Jeff Perkins con Johanna Viprey e gli studenti del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali

 

 

Die Young or Stay Pretty è la ricerca in progress che Johanna Viprey ha sviluppato con l’Istituto Svizzero per un programma di quattro incontri, così denominati per rimarcarne il punto di partenza: un incontro con un altro artista, che da un livello di ricerca artistico e personale raggiunge un momento di condivisione con un pubblico.

 

Questo secondo evento è concepito come un proseguimento del viaggio iniziato da Viprey, a partire dall’archivio di Jeff Perkins. Le motivazioni sono le stesse che l’hanno spinta a incontrare Perkins in persona, all’inizio della sua ricerca. Intervenire su un tempo preciso e controllarlo, attraverso un momento di condivisione che, da un’esperienza personale si sposta su un piano collettivo: da New York a Milano, Viprey e Perkins svilupperanno un evento nello spazio dell’Istituto Svizzero e intorno alle installazioni Hovewer e Bear Dream (With Rabbit), presentate lo scorso 12 marzo con una performance.

Per il secondo incontro sarà presente anche Jeff Perkins che, in quanto oggetto della ricerca di Viprey, avrà la possibilità di attivare una reazione al lavoro sviluppato sul suo archivio, nell’ambito di un appuntamento aperto al pubblico.

 

Il 1° aprile gli artisti costruiranno una nuova proposta comune durante una presentazione pubblica, in presenza di visitatori, artisti, curatori, studenti e professionisti invitati a partecipare all’evento e a proporre nuovi argomenti per una discussione, per strutturare un secondo incontro i cui parametri saranno molto diversi dal primo evento. Una nuova valutazione della situazione, che permetterà a Viprey e Perkins di rivedere le proposte e di immaginare un lavoro sulla restituzione della loro esperienza, di includere nel processo di mutazione legato alla ricerca di Viprey sull’archivio una conversazione tra due soggetti, attraverso il tempo e le forme della trascrizione, personale o collettiva.

 

 

 

 

 

Interessata a elementi di antropologia, ai temi legati alla soggettività del ricercatore di fronte al suo soggetto e ai rapporti di potere tra soggetto rappresentato e rappresentante, Viprey elabora un dispositivo di comunicazione che permette lo scambio con Perkins, ma che lascia anche spazio al suo giudizio.

 

Il 2 aprile, Jeff Perkins presenterà il suo lavoro agli studenti della Nuova Accademia di Belle Arti, dopo un’introduzione di Johanna Viprey.

La partecipazione di NABA a questo ciclo di incontri si inserisce nell’ambito del ciclo tematico Artista Laureato all’ISR che, a partire da quest’anno e con cadenza annuale, si fa promotore di una ricerca sui modelli alternativi nel sistema di educazione attraverso un dialogo tra accademie e istituti d’arte in Svizzera e a Milano, per uno scambio sulla formazione dell’artista.

Per il primo appuntamento del ciclo Artista Laureato, l’ISR ha individuato in NABA un soggetto sul territorio con cui iniziare un dialogo sul tema dell’educazione e della formazione dell’artista contemporaneo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, è un’Accademia di formazione all’arte e al design: è la più grande Accademia privata italiana e la prima ad aver conseguito, nel 1980, il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Offre corsi di primo e secondo livello nel campo del design, del fashion design, della grafica, delle arti multimediali, delle arti visive, della scenografia, per i quali rilascia diplomi accademici equipollenti ai diplomi di laurea universitari. Nata per iniziativa privata a Milano nel 1980 per volontà di Ausonio Zappa, Guido Ballo e Gianni Colombo, ha avuto da sempre l’obiettivo di contestare la rigidità della tradizione accademica e di introdurre visioni e linguaggi più vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell’arte e delle professioni creative. Dal 2009, NABA è entrata a far parte di Laureate International Universities, un network internazionale di più di 75 istituzioni accreditate in 30 Paesi che offrono corsi di laurea di primo e secondo livello a 800.000 studenti in tutto il mondo.

 

 

 

 

Calendario degli eventi

 

12 marzo (fino al 2 aprile)

ISR Milano

Incontro #1

Bear Dream (with Rabbit)

ore 18.30: Performance (35 min. ca.)

Presentazione dell’installazione However, 2013

Proiezione del film Cave of Forgotten Dreams (2010) di Werner Herzog. Documentario, 95 min.

 

1 e 2 aprile

ISR Milano

Incontro #2

Open studio con Jeff Perkins e Johanna Viprey

1 aprile, ore 18.30

NABA – Dipartimento Arti Visive

Via Darwin 20, Milano

The artist as a taxi driver

2 aprile, ore 16.00-18.00:Lecture di Jeff Perkins con Johanna Viprey e gli studenti del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali

 

Next:

maggio

NABA – Dipartimento Arti Visive

Via  Darwin 20, Milano

Incontro #3

Tavola rotonda sul tema dell’educazione e della formazione dell’artista contemporaneo

 

ISR Milano

Incontro #4

BLANC alligators (Jean Wave e Johanna Viprey) live concert. Il concerto si basa su alcune delle registrazioni delle conversazioni di Jeff Perkins nel suo taxi ed è introdotto da una performance con un testo di Johanna Viprey.

Presentazione del libro Lʼartiste en chauffeur de taxi(ed. Nero)

Segue Party Jean Wave mix

 

In collaborazione con:

 

Ufficio stampa:

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