NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

DisUmanesimi | Biagiotti Progetto Arte | Opening 30 Ottobre, ore 18:00

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 30/10/2013

disUmanesimiNUOVA

biagiotti

DisUmanesimi

Coordinamento progetto: Marco Scotini

a cura di: Eleonora Castagna, Claudia Castaneda, Roberta Garieri,

Giulia Mengozzi, Vittoria Pavesi, Giulia Polenta, Gaia Valentino

display: Filippo Bisagni, Lilia Di Bella,

Giulia Mengozzi, Giulia Polenta

progetto grafico: Lilia Di Bella

Opening 30 Ottobre, ore 18:00

La Fondazione Biagiotti Progetto Arte presenta disUmanesimi una mostra concepita dagli studenti

del Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali durante il secondo anno del corso nella Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

disUmanesimi palesa le dinamiche secondo cui la storia costruisce e ricostruisce il senso dell’Umanesimo e la sua negazione, superando la dialettica che due termini opposti strutturano. Attualizzare un discorso, filosofico per sua natura e formazione, non significa infatti negarlo quanto piuttosto contestualizzarlo e connetterlo ad una pratica, quella artistica.

Volendo sviluppare un’esposizione prettamente legata al luogo che la ospita, i curatori e gli artisti, durante la fase embrionale del percorso di ricerca, si sono interessati al lavoro di Lara-Vinca Masini, in particolare alla mostra da lei organizzata e inaugurata nel capoluogo toscano il 20 settembre del 1980, intitolata Umanesimo, Disumanesimo nell’Arte Europea 1890 /1980. Integrando una prospettiva storica ad interventi contemporanei installati nel tessuto urbano, l’esposizione si proponeva di “essere allo stesso tempo un test, un’ipotesi di lettura per componenti multiple di una storia che ritrova, nel presente, termini di confronto indiretti e ambigui, ma capaci, credo, a loro volta, di provocare e stimolare reazioni e far emergere relazioni”.

Lara-Vinca Masini approccia la rappresentazione del disumanesimo in maniera onnicomprensiva, oltrepassando l’ambito della produzione artistica, includendo nel catalogo un’ampia rosa di estratti di testi filosofici in grado di fornire un’ulteriore chiave di lettura a questo concetto difficilmente semplificabile ad un unico punto di vista. Leggendoli, traspare anzi come questa stessa irriducibilità sia un dato costitutivo del discorso sul disumanesimo.

“Si è talmente pieni di logicità, che, tutto ciò ch’è contro l’abituale poltroneria dell’opinare, vien subito riguardato come il contrario da rigettare. Si butta tutto ciò che non è conforme a quel positivo noto e amato, nella fossa già preparata della semplice negazione, nella quale tutto è negato, e però tutto finisce nel niente, e conchiude così nel nichilismo: tutto finisce in un nichilismo che essi stessi hanno inventato con l’aiuto della logica”. Queste parole di Martin Heidegger (citate nel catalogo) potrebbero non di meno aiutarci a comprendere una frazione fondamentale della pulsione che sottende la necessità di collocarsi al di fuori del discorso umanista, la critica ad una metafisica che appare sempre più disonesta e fallace.

La mostra fiorentina della Masini ha colpito l’attenzione degli studenti non solo per la portata e l’estensione del progetto (una settantina d’artisti che coprono quattro generazioni, dislocati in undici luoghi della città) quanto più per l’assenza di una compiuta documentazione visiva, posteriore all’evento, al di là di quella ufficiale del catalogo. Di, qui, la volontà di svelare la mancanza di una memoria storica.

Dopo trentatré anni, la mostra realizzata dai curatori, deriva da quest’assenza e con essa interagisce, inserendosi nella prospettiva delle possibili reazioni e relazioni auspicate da Lara- Vinca Masini.

Le tematiche che scaturiscono da queste logiche vengono incorporate nelle riflessioni dei diciotto artisti in mostra: vi è un superamento dell’uomo al centro del terreno culturale, tradotto ora in un territorio di spazio vissuto. Qui, le gerarchie estetiche e il controllo razionale dell’uomo sulle sue manifestazioni vengono sovvertiti e annullati, a favore della creazione e ricostruzione di immaginari e nuove immagini, attraverso gli strumenti della memoria e della decodificazione di linguaggi costituiti.

Presentano le loro opere:

Claudia Antelli, Emre Baloglu, Chiara Balsamo, Ruth Beraha, Filippo Bisagni,

Claudia Caldara, Marco Ceroni, Irene Coppola, Gaetano Cunsolo, David Michel Fauyek,

Roberta Garieri/Marco Ornella/Gaia Valentino, Cecilie Hjelvik Andersen, John Quintana,

Daniele Marzorati, Orestis Mavroudis, Jacopo Rinaldi, Stefano Serretta, Camilla Topuntoli

DisUmanesimi

Coordinator: Marco Scotini

A project curated by: Eleonora Castagna, Claudia Castaneda,

Roberta Garieri, Giulia Mengozzi, Vittoria Pavesi, Giulia Polenta, Gaia Valentino

display: Filippo Bisagni, Lilia Di Bella,

Giulia Mengozzi, Giulia Polenta

Graphics: Lilia Di Bella

Opening October 30, 6.00 pm

Biagiotti Progetto Arte Foundation presents disUmanesimi, an exhibition realized by the second year students of the Masters in Visual Arts and Curatorial Studies at the Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

disUmanesimi reveals the dynamics according to which history constructs and reconstructs the meaning of Humanism and its negation, overcoming the dialectic structured by two opposing terms. Realizing a discourse, which is philosophical by nature and formation, it does not mean to deny it, but rather to contextualize and connect it to a practice, an artistic one.

In order to develop an exhibition purely linked to its host city, the curators and artists, during the embryonic stage of the research, focused on the work of Lara-Vinca Masini, particularly her exhibition organized and inaugurated in the capital city of Tuscany on September 20, 1980, entitled Umanesimo, Disumanesimo nell’Arte Europea 1890/1980. By integrating a historical perspective with contemporary works installed in

the urban fabric, the exhibition “aims at being both a test and a hypothesis for the key in which to read the multiple components of a history which finds indirect and ambiguous terms of comparison in the present, though capable, I believe, of provoking and stimulating reaction and of bringing out those relationships.”

Lara-Vinca Masini approaches the representation of ‘in-humanismus’ in a comprehensive way, going beyond the scope of artistic production, by including in the catalog a broad range of extracts of philosophical texts which provide a further key to understanding this concept, which can hardly be simplified to a single point of view. Reading them, it shines even as this same irreducibility is a constitutive elements of the discourse on ‘in-humanismus’.

“We are so filled with ‘logic’ that anything that disturbs the habitual somnolence of prevailing opinion is automatically registered as a desbicable contradiction. We pitch everything that does not stay close to the familiar and beloved positive into the previously excavated pit of pure negation, which negates everything, ends in nothing, and so consummates nihilism. Following this logical course we let everything expire in a nihilism we invented for ourselves with the aid of logic. “

These words of Martin Heidegger (four in the catalog) nevertheless help us to understand a fraction of the fundamental impulse that underlies the need to place themselves outside of the humanist discourse, the critique of metaphysics that appears more and more dishonest and deceptive.

It is not the scope and extent of Masini’s Florentine show (which included seventy artists spanning four generations, located in eleven places in the city) which has grabbed the attention the curators and artists, but rather the total absence of visual documentation, after the event, apart from the show’s official catalog. Hence, the desire to reveal the lack of a historical memory.

After thirty-three years, the exhibition proposed by the curators, comes from this absence and interacts with it, inserting itself in the perspective of the possible reactions and relationships advocated by Lara-Vinca Masini.

The issues arising from this reasoning are incorporated in the reflections of the eighteen artists in the exhibition: there is an overcoming of mankind at the center of the cultural terrain, translated in un a territory of lived space. Here, the aesthetic hierarchies and rational control of man over his manifestations are subverted and canceled in favor of the creation and reconstruction of imaginary and new images, using the tools of memory and the decoding of found languages.

Works presented by:

Claudia Antelli, Emre Baloglu, Chiara Balsamo, Ruth Beraha, Filippo Bisagni,

Claudia Caldara, Marco Ceroni, Irene Coppola, Gaetano Cunsolo, David Michel Fauyek,

Roberta Garieri/Marco Ornella/Gaia Valentino, Cecilie Hjelvik Andersen, John Quintana,

Daniele Marzorati, Orestis Mavroudis, Jacopo Rinaldi, Stefano Serretta, Camilla Topuntoli

Biagiotti Progetto Arte

Via delle Belle Donne 39/r – 50123 Firenze

055214757

galleria@florenceartbiagiotti.comhttp://www.artbiagiotti.com

Curate Award | Giovedì 10 ottobre, ore 18.30 | Building L, Aula L 0.2 – NABA

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 07/10/2013

prada

NABA è lieta di ospitare la presentazione del premio Curate, concorso internazionale promosso da Qatar Museums Authority e Fondazione Prada, che si propone di individuare nuovi talenti in campo curatoriale.

La presentazione si terrà giovedì 10 ottobre alle ore 18.30 presso l’aula magna di NABA. Parteciperanno all’incontro Astrid Welter, Project Director della Fondazione Prada, Abdellah Karroum, Direttore del Mathaf – Arab Museum of Modern Art, Doha e Marco Scotini, Direttore del dipartimento di Arti Visive, Performative e Multimediali di NABA. La serata sarà introdotta da Marc Ledermann, CEO Laureate Italian Art & Design Education.

NABA è punto di riferimento in Italia per gli studi curatoriali grazie alla sua offerta formativa d’avanguardia. L’incontro è organizzato in cooperazione con il Biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali e con il Corso Avanzato in Contemporary Art Markets.

Curate Award

Giovedì 10 ottobre, ore 18.30

Building L, Aula L 0.2 – NABA

Via Darwin 20, Milano

www.curateaward.org

www.qma.com.qa

www.fondazioneprada.org

——

NABA is glad to host the presentation of Curate award, a global competition organized by Qatar Museums Authority and Prada Foundation to find new curating talent.

The presentation will be held on Thursday 10th October at 6.30 pm at NABA homeroom.  Astrid Welter, Prada Foundation Project Director, Abdellah Karroum, Mathaf director – Arab Museum of Modern Art, Doha and Marco Scotini, NABA Visual, Performative and Multimedial Arts director will all take part in the meeting. The evening will be introduced by Marc Ledermann, CEO Laureate Italian Art and Design Education.

NABA is a reference in Italy for curatorial studies thanks to its cutting edge academic programs. The meeting is organized in collaboration with NABA MA in Visual Arts and Curatorial Studies and the advanced course in Contemporary Arts Markets.

Curate Award

Thursday, October 10th, 6.30 pm

Building L, room L 0.2 – NABA

Via Darwin 20, Milan

www.curateaward.org

www.qma.com.qa

www.fondazioneprada.org

Adrian Paci. Vite in transito | PAC, Milano | 5 Ottobre 2013

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 04/10/2013

Adrian Paci. Vite in transito

5 Ottobre 2013
                                    007

ADRIAN PACI
Vite in transito
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano 5 ottobre 2013 – 6 gennaio 2014

Conferenza stampa 3 ottobre 2013 alle ore 12.00 5 ottobre dalle 18.00 alle 24.00 inaugurazione aperta al pubblico in occasione della 9° Giornata del Contemporaneo

Il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta ADRIAN PACI. Vite in transito, una grande retrospettiva dedicata all’artista albanese che, sin dal 1997, ha scelto Milano come sua città d’adozione.

Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, PAC e CIVITA, la mostra inaugura in occasione della 9a Giornata del Contemporaneo indetta per sabato 5 ottobre 2013 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiana, di cui il Padiglione milanese è socio fondatore: come da tradizione il PAC aprirà gratuitamente al pubblico dalle 18.00 alle 24.00.

A cura di Paola Nicolin e Alessandro Rabottini, la mostra al PAC presenta un’ampia selezione di opere realizzate a partire dalla metà degli anni Novanta fino alla produzione più recente, la nuova opera The Column (2013), in un percorso che esprime la varietà di linguaggi che Adrian Paci utilizza nel suo lavoro, spaziando dal disegno alla fotografia, dalla pittura al video fino alla scultura.

“Prosegue la collaborazione del Comune di Milano con i più prestigiosi musei e istituti culturali di tutto il mondo per proporre la personale di un grande artista contemporaneo, Adrian Paci, che proviene da un Paese che ha un pezzo di storia in comune con l’Italia e con Milano e con il quale condividiamo un passato difficile, di emigrazione e di fuga; ma anche un presente simile, fatto di riflessione sui grandi temi universali che attraversano la storia di qualunque Uomo – ha detto l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Perché Vite in transito non sono solo quelle di chi parte, emigra o fugge, ma sono quelle di tutti noi, che dobbiamo affrontare sempre, e dovunque ci troviamo, l’idea della vita come ‘viaggio’. Il Comune di Milano è felice di poter offrire questa straordinaria esperienza di narrazione visiva insieme alla conoscenza di un artista sensibile e versatile, capace di declinare con efficacia la propria espressività con diversi strumenti e linguaggi – dalle foto agli acrilici, dal video all’acquerello – restando un attento testimone dei nostri tempi”. Sin dalla metà degli anni Novanta il lavoro di Adrian Paci (1969, Scutari, Albania) ha attirato l’attenzione della critica internazionale per la capacità di coniugare narrazione, rigore formale e riflessione sociale, offrendo una visione insieme poetica e problematica delle trasformazioni politiche e umane cui sono andati incontro i paesi dell’ex blocco sovietico dopo la caduta del Muro di Berlino. Agli esordi della sua carriera, Paci ha prodotto un corpus di lavori influenzato dal clima culturale di quegli anni e all’interno del quale il tema dell’immigrazione si unisce alla riflessione sul ruolo delle immagini nel racconto delle nostre esistenze. A partire da questo nucleo tematico – in cui autobiografia e cultura si sovrappongono – l’artista ha poi negli anni ampliato i confini reali e metaforici del proprio lavoro, giungendo a un’esplorazione di carattere universale sui temi della perdita, del movimento delle persone nello spazio e nel tempo, della ricerca di un altrove umano e geografico.

In questo contesto tematico si inserisce la nuova opera filmica The Column, esposta per la prima volta in un’ istituzione italiana e prodotta con il contributo di importanti istituzioni quali lo Jeu de Paume di Parigi, il PAC di Milano, il Röda Sten Konsthall di Göteborg e il Trondheim Kunstmuseum di Trondheim insieme ad altri sostenitori. Il film è un racconto visionario che descrive l’estrazione di un blocco di marmo da una cava cinese e la sua successiva lavorazione nella forma di una colonna in stile classico. Questa lavorazione avviene in mare, per mano di operai che formano un tutt’uno con la scultura, con la quale viaggiano all’interno di una nave-officina la cui destinazione è incerta. The Column è una potente metafora che unisce l’estrema attualità di temi come la de-localizzazione del lavoro, la trasformazione delle tradizioni e il confronto tra le culture, ad un linguaggio visivo di enigmatica bellezza. Accanto al film, al PAC sarà esposta la colonna di marmo di cinque metri come elemento scultoreo e insieme elemento narrativo.

Il titolo della mostra Vite in transito chiarisce la centralità di alcuni temi all’interno della produzione artistica di Paci: la figura umana occupa un ruolo primario nel suo lavoro– sia esso pittorico, fotografico o cinematografico – e diventa nucleo originario di narrazione, immaginazione e speranza, insieme con il motivo del movimento costante, sia esso quello dei popoli attraverso le frontiere geo-politiche o quello della memoria personale, tra la dimensione del vissuto e quella della cultura e della storia. In questo universo di significati si collocano le storie e i personaggi protagonisti delle opere video esposte: dai disoccupati silenziosi di Turn On (2004) agli uomini in marcia verso un aereo pronto a decollare in Centro di Permanenza Temporanea (2007); dai volti estatici dei fedeli raccolti di fronte all’icona sacra di pilgrIMAGE (2005) ai lamenti della prefica che celebra il passaggio dalla morte alla vita in Vajtojca (2002); dall’artista stesso che entra in contatto con il pubblico stringendo le mani dei presenti in The Encounter (2011) alla simbiosi tra uomo e animale di Inside the Circle (2011), metafora di libertà e accoglienza.

In molti casi il racconto dell’esperienza quotidiana è definito dal ricorso a immagini e atmosfere che fanno riferimento alla tradizione pittorica e alle cinematografie di autori come Pier Paolo Pasolini, del quale troviamo echi nell’opera Electric Blue ( 2010), ma anche Antonioni e Bela Tarr.

La libertà espressiva che contraddistingue il lavoro di Adrian Paci rende possibile anche una continua osmosi tra media e linguaggi differenti: se i video e i film possiedono spesso la sintesi visiva propria della pittura, quest’ultima assume l’andamento narrativo proprio del cinema, attraverso il frequente ricorso al formato del fotogramma e alla struttura in serie. Al PAC saranno esposti gli acquerelli di The Wedding, la serie di disegni su carta Passages e la serie pittorica Secondo Pasolini con le gouaches montate su tela (Decameron, 2006) e gli acrilici su bobina di legno (I Racconti di Canterbury, 2010), omaggio alle affinità tra i film del regista italiano e la pittura. Nei suoi dipinti Paci cerca di rispondere alle immagini che già esistono all’interno di una dimensione filmica fissando in qualche modo il flusso continuo del video.

La mostra è arricchita da un contributo di Giovanni De Lazzari (Lecco, 1977), artista formatosi con Adrian Paci durante gli anni del suo insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. De Lazzari ha concepito un intervento artistico di natura installativa – visibile al primo piano del PAC – realizzato attraverso la selezione e inclusione di materiali, per lo più inediti, provenienti da una collezione privata di Milano. Essi raccontano gli esordi della carriera di Paci e approfondiscono la dimensione delle fonti e il loro montaggio all’interno del discorso espositivo.

L’esposizione è accompagnata da Adrian Paci – Transit, una pubblicazione realizzata in coproduzione con il Jeu de Paume e il Musée d’Art Contemporain di Montréal e pubblicato da Mousse Publishing.
La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva annuale del PAC, e con il supporto di Vulcano. La mostra sarà inoltre accompagnata da un Public Program sui temi della dislocazione e dell’ economia espansa curato da Gabi Scardi e realizzato con il sostegno di nctm e l’arte. Tra gli ospiti l’artista Anri Sala martedì 8 ottobre, Umberto Galimberti martedì 26 novembre e Federico Rahola martedì 3 dicembre.

Come di consueto il PAC ha in programma visite guidate e laboratori gratuiti, ideati e organizzati da MARTE e realizzate con il contributo del Gruppo COOP Lombardia, per avvicinare grandi e piccoli alle opere dell’artista.

In occasione della mostra e grazie ad una collaborazione del PAC con that’s contemporary, un approfondimento delle opere esposte in mostra con contenuti speciali sarà disponibile in esclusiva su That’s App. L’App, disponibile per piattaforme IOS e Android, sarà scaricabile da tutti i visitatori senza alcun costo tramite il Wi-Fi gratuito del Padiglione e consultabile durante la visita.

Riferimenti

Ufficio Stampa Mostra
Civita
Barbara Izzo-Arianna Diana | Tel. 06692050220-258| izzo@civita.it
Ombretta Roverselli | Tel. 0243353527| roverselli@civita.it http://www.civita.it

Ufficio Stampa Comune di Milano Elena Conenna | tel. 02 88453314 | elenamaria.conenna@comune.milano.it

I GENI DELL’ARTE | 04 Ottobre, Acquario Civico di Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 03/10/2013

assobiotec

“I GENI DELL’ARTE”

04 Ottobre_ Acquario Civico di Milano

Orario 9-18

Nomeda e Gediminas Urbonas con la partecipazione del

Dipartimento di Arti Visive NABA

In occasione della European Biotech Week 2013 (30 settembre – 4 ottobre), il Dipartimento di Arti Visive NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, è lieto di collaborare con Assobiotec – Associazione Nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie.

Gli stud­enti del Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali propongono, con il team artistico di docenti MIT, Nomeda e Gediminas Urbonas, un laboratorio aperto e collettivo presso gli spazi suggestivi dell’Acquario Civico di Milano.

Dal 2006 visiting professors presso NABA, Urbonas sono noti per i loro progetti interdisciplinari tra arte e tecnologia, già presentati in importanti rassegne come Manifesta 4, Documenta 11 e Biennale di Venezia, II e IV Biennale di Mosca, IX Biennale di Lione, VI Biennale di Gwangju e MACBA di Barcellona.

Il tema de “I geni dell’arte”, è l’acqua, elemento che non solo identifica l’Acquario, ma è anche strumento per trasportare e diffondere informazioni. Evidenziando i continui processi di trasformazione della materia come presupposto delle biotecnologie, il laboratorio intende proporre anche rapporti possibili con le colture idroponiche, approfondendo così uno degli aspetti principali dell’Expo 2015: come nutrire e dare vita al pianeta.

La nostra comunicazione diviene tanto più convincente quanto più essa è calata nella vita quotidiana, e quanto più permette ai giovani di comprendere il mondo che li circonda. Così nel piano interrato dell’Acquario, verrà ricreato un vero e proprio laboratorio, dinamico e in continua trasformazione, che permetterà ai giovani spettatori, di interagire ed essere i reali protagonisti del processo. All’ingresso, bisognerà attraversare una nube prodotta mediante un macchinario che genera stati fisici in trasformazione, facendo passare l’acqua dal livello gassoso, al liquido, al solido. Dalle 9 alle 18, verranno  proposte attività ludico-formative incentrate sulla consapevolezza dell’uso delle risorse idriche e dei potenziali nella ricerca scientifica, per favorire, attraverso l’arte, nuovi approcci alle biotecnologie.

Con il fine di catalizzare la partecipazione all’evento, lo stesso giorno, il 4 ottobre, intorno alle ore 12, nelle zone di piazza Cadorna, Piazza Duomo e in prossimità dell’acquario, avrà luogo un flashmob.

“Un esperimento “intrigante “ è intrinsecamente più valido di venti formule estratte dalla nostra mente.” A. Einstein

 

In collaborazione con:

Acquario e Civica Stazione Idrobiologica Milano

Assobiotec – Associazione Nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano

Per informazioni_Ufficio Comunicazione:

Sabrina Di Pietrantonio, sabrina.dipietrantonio@laureatedesign.it