NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

VIR Open Studio

Posted in Senza categoria by NABA Painting and Visual Arts on 31/10/2012

Cecilie Hjelvik Andersen, Heivannet, video, colore, 06’57”, 2012.

VIR Open Studio
Cristobal Gracia, Graziano Folata, Cecilie Hjelvik Andersen, Simone Longaretti, Francesc Ruiz

inaugurazione: mercoledì 31 ottobre, ore 18.30
sede: VIR Viafarini-in-residence, via Carlo Farini 35, Milano
per informazioni: viafarini@viafarini.org | 0266804473


Il primo Open Studio della nuova stagione della residenza VIR Viafarini-in-residence presenta la ricerca di cinque artisti: Cecilie Hjelvik Andersen, Graziano Folata e Simone Longaretti sono stati selezionati tra gli artisti partecipanti alle prime tre mostre collettive del ciclo Academy Awards. L’invito rivolto all’artista messicano Cristobal Gracia nasce invece dalla collaborazione istituita da Viafarini con l’organizzazione SOMA, fondata a Città del Messico nel 2009. Infine Viafarini ha invitato l’artista spagnolo Francesc Ruiz che ha condotto a Milano una parte della sua ricerca sul fumetto erotico underground che lo porterà a esporre presso Matadero a Madrid.
VIR Viafarini-in-residence è sviluppato in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee. Con il contributo di Fondazione Cariplo e di Gemmo spa, partner istituzionale di Viafarini
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Al centro della grande sala di VIR una porzione di territorio gelido e disertato si dipana nello spazio. Questo è il risultato della minuziosa attività di Cecilie Hjelvik Andersen che, strato dopo strato, ha dato vita ad un paesaggio mentale, riferito solo analogicamente alle caratteristiche visive dell’Antartide. La posta in gioco dell’istallazione, integrata alla superficialità del suolo, è un ossimoro: una tensione ed un’antitesi tra l’aspetto estetico dell’opera ed il segreto della sua produzione. Sciogliendo candele di cera bianca e filtrandole con fitte maglie di metallo, Hjelvik Andersen crea l’impressione di una materialità fredda ottenuta però con un metodo intuitivo di fusione a caldo. Se la prima versione di questo lavoro si concentrava sulla magica liquidità del suono della cera colata che pioveva sul pavimento, la seconda versione presentata a VIR propone la formulazione di un immaginario geografico nuovo e mutevole. Il candore di questo paesaggio glaciale è una soluzione transitoria, non risolutiva ed aperta alla riconfigurazione: attraversare questo territorio, incrinarlo, manipolarlo o addirittura distruggerlo è per Hjelvik Andersen una nuova possibilità di lettura.

“Il mondo si dà come fenomeno estetico”. Ecco il sottotesto nietzscheano che sostiene e motiva il lavoro scultoreo di Graziano Folata: al suolo ed appoggiati alle pareti, una schiera di sottili moduli materici ed insistite ripetizioni d’equilibri che cercano di trattenere nel campo della visione l’emersione istantanea di un nucleo poetico. I vari agglomerati “migranti” che Folata presenta – ognuno segnato da un tono di temporalità diverso – chiedono agli elementi di partenza di smettere d’essere oggetti, per accedere a un nuovo significato simbolico e a una nuova finalità interna. Nella coazione e nell’attrito di fattori diversi si gioca per Folata l’insorgenza dell’immagine, il modo in cui essa resiste al tempo e transita, esitante, in un luogo fisico. L’apertura dello studio rivela una serie d’intuizioni scultoree che hanno preso corpo, in modo istantaneo e puntuale, sullo sfondo di una riflessione lenta e continua.

I due mesi di residenza in VIR hanno rappresentato per Simone Longaretti un vero e proprio ritorno, per un periodo limitato ed in condizioni stranianti, alla ceramica artigianale. Due mesi in cui la volontà di piegare un mezzo e la sua operatività a fini installativi si è misurata con un sistema di resistenze, adeguazioni ed aggiustamenti continui. L’oggetto scultoreo “Momentanea permanenza” è dunque il distillato di una riflessione sull’operare artistico e sulla sua processualità: una serie di cotture bianche in terraglia raccontano l’esplicazione di un gesto – la reiterazione della filettatura a pennello – e la sua esecuzione sempre imperfetta e mai “consona”. La difficoltà di controllare la goccia con mano ferma, il difficile equilibrio nella densità dell’inchiostro, l’incertezza della centratura del segno testimoniano dell’emersione del dubbio nella reiterazione di un’azione semplice e dell’impossibile precisione della serialità automatizzata. Un piccolo breviario sulla condanna alle ossessioni e sull’impossibilità di sottrarsi al lavoro che prolungano la riflessione di Longaretti sui rapporti entropici.

Sul crocevia dei transiti culturali tra Los Angeles e Mexico City ed affascinato dal sottotesto concettuale (e non solo dall’esito formale) del lavoro di Paul McCarthy, Mike Kelly e Raymond Pettibond, Cristobal Gracia illustra il black dream insito nella mitologia americana “pompata” dalla cultura dei media. Il suo posizionamento critico si fa con una grande onestà nei confronti del materiale utilizzato, a cui lascia spazio per esplodere e con il quale glossa, in modo molto diretto, i contrasti dell’economia sociale attuale. Con una scultura su piedistallo vandalizzata, Gracia cerca di sbarazzarsi dell’idea monolitica ed ideologica del monumento e dell’alone di purezza che le è connessa. Una seconda installazione diventa il terreno di gioco per il remake di un’azione passata, una sorta di scena del crimine dall’artificialismo estremo, dove il falso è talmente evidente che rischia di diventare vero. Nonostante, ad un’osservazione più attenta, emerga una ricostruzione che non segue la logica della situazione che sta cercando di ricostruire. Un’attività di disegno eterogenea, disseminata nella sala espositiva, assolve la funzione di propedeutica al lavoro, mentre una pittura viscerale sostituisce alla tela una versione trash delle insegne medievali, simbolo d’onore ed insieme di decadenza.

Nell’occasione dell’open studio, l’artista spagnolo Francesc Ruiz, attualmente ospite in VIR per una mese di ricerca finalizzato alla realizzazione di un progetto presso Matadero di Madrid, presenterà i risultati intermedi della sua indagine milanese sul fumetto erotico Sukia. Ispezionando le butades sessiste ed omofobiche presenti nel sottotesto della grafica main stream degli anni Settanta, Ruiz riattiva un simbolo della sottocultura italiana creato da Renzo Barbieri 35 anni fa e poi tradotto e distribuito in Olanda, Francia, Spagna ed America Latina.

VIR Viafarini-in-residence
via carlo farini 35, 20159 milano

p/f +39 02 66804473
p +39 02 45471153

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Jaan Toomik – Johannes Saar: Jaan Toomik e l’arte estone degli ultimi vent’anni

Posted in docenti, Events, Lecture by NABA Painting and Visual Arts on 26/10/2012

Jaan Toomik – Johannes Saar

 

Jaan Toomik e l’arte estone degli ultimi vent’anni

 

Moderano Marco Scotini e Andris Brinkmanis

 

Martedì 30 ottobre, ore 18.00

NABA, Spazio Elastico (Edificio G.)

A partire dalla ricerca di Jaan Toomik, il maggiore rappresentante della scena artistica estone degli ultimi vent’anni, la conferenza si concentrerà sullo stato dell’arte nella più nordica delle repubbliche baltiche in rapporto a un passato traumatico e alle nuove generazioni emergenti.

Il rapporto di Jaan Toomink con videoarte, pittura, performance e installazione sarà il punto partenza della conferenza (ore 18.00, Spazio Elastico, Edificio G.) presso NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, tra Johannes Saar (Center for Contemporary Arts, Estonia), Marco Scotini (Direttore del Dipartimento di Arti Visive, Performative e Multimediali NABA) e Andris Brinkmanis (Curatore e docente di Storia dell’arte Contemporanea).

Come Johannes Saar afferma nel suo intervento, “Painted death as a physical fact. Jaan Toomik`s case”: “I am tempted to say that his paintings are cosmogonical, they tell the story of birth of psychological universe, rather repulsive and depressive than inviting. This universe is built out the body tissue, we witness torn limbs stretching over the space, blood dripping from the raided human planets hovering in immense void. This is dystopia where martyrium itself stands for an end, with no  salvation the day after…”

Jaan Toomik e Johannes Saar saranno a Milano in occasione dell’inaugurazione della mostra “Run”, a cura di Marco Scotini, che si terrà il 29 ottobre alle 18.30 presso la Galleria Artra. “Run” è la prima retrospettiva italiana del più importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell’Estonia di Tallin. Presente in Italia in più occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una personale interamente dedicata a molti anni del suo lavoro. La mostra “Run” presenta un’ampia esposizione che, attraverso video, film e opere su tela, intende proporre il percorso artistico di Toomik in maniera esaustiva al pubblico italiano. L’omonima pubblicazione, prodotta in occasione della mostra e pubblicata da Archive Books di Berlino, raccoglie i testi di Jaan Toomik, Marco Scotini, Andris Brinkmanis e Hanno Soans.

Jaan Toomik

Nato nel 1961 a Tartu, in Estonia. Vive e lavora a Tallinn dove insegna alla Estonian Academy of Arts. Tra gli artisti più conosciuti nella scena artistica estone e internazionale ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in gallerie, musei e istituzioni tra cui: Ostalgia, New Museum, New York (2011), Rencontres Internationales, Pompidou Centre, Parigi (2010), Gender Check, MUMOK, Vienna, Austria (2009), Youprison, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2008), Progressive Nostalgia, Prato (2007), 4th Biennale di Berlino (2006), Instant Europe, Villa Manin e Dream Island, Riga (2004), Now What, BAK, Utrecht, 50° Biennale di Venezia, Fondazione Sandretto Re Rebandengo Torino (2003), L’autre moitie de l’Europe, Galerie nationale du Jeu de Paume, Parigi (2000), After the Wall, Moderna Museet, Stockholm, Ludwig Museum, Budapest; Hamburger Bahnhof, Berlin (1999-2000) 47° Biennale di Venezia, Site Santa Fe Biennial (1997), Manifesta 1, Rotterdam (1996), 22nd International di São Paulo (1994).

Johannes Saar

Nato nel 1965 a Viljandi, in Estonia, dal 2005 è direttore del Center for Contemporary Art, Estonia. È stato editor of visual art affairs al “Eesti Päevaleht” (2001 – 2005); editor of visual art affairs al “Postimees” (1997 – 1999); storico dell’arte presso il Center for Contemporary art, Tallinn (1994 – 2001); storico dell’arte presso la Tallinn Art Hall (1992 – 1994);  storico dell’arte presso il Tartu Art Museum (1989 – 1991).

NABA

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, è un’Accademia di formazione all’arte e al design: è la più grande e la più innovativa Accademia privata italiana e la prima ad aver conseguito, nel 1980, il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Offre corsi di primo e secondo livello nel campo del design, del fashion design, della grafica, delle arti multimediali, delle arti visive, della scenografia, per i quali rilascia diplomi accademici equipollenti ai diplomi di laurea universitari. Nata per iniziativa privata a Milano nel 1980 per volontà di Ausonio Zappa, Guido Ballo e Gianni Colombo, ha avuto da sempre l’obiettivo di contestare la rigidità della tradizione accademica e di introdurre visioni e linguaggi più vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell’arte e delle professioni creative. Dal 2009, NABA è entrata a far parte di Laureate International Universities, un network internazionale di oltre 60 istituzioni accreditate che offrono corsi di laurea di primo e secondo livello a più di 675.000 studenti in tutto il mondo.

 

Per informazioni:

Ufficio Comunicazione NABA:

Sabrina Di Pietrantonio, sabrina.dipietrantonio@laureatedesign.it

Francesca Zocchi, francesca.zocchi@naba.it

Ufficio stampa: SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali,

Chiara Flores d’Arcais, darcais@secrp.it 349 0813201

Giulia Bertolini bertolini@secrp.it 333 7891567

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MELTING POT 3.0 di STEFANO BOCCALINI

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 26/10/2012

Martedì 30 ottobre alle ore 17:30 verrà inaugurata l’installazione Melting Pot dell’artista e docente NABA Stefano Boccalini. L’opera concepita originariamente per l’Hangar Bicocca ora collocata in modo permanente negli spazi del Campus.

Così scrive Chiara Bertola, direttrice dell’Hangar Bicocca:

“Sono molto felice che Melting Pot abbia trovato una giusta collocazione in NABA perché attraverso l’energia che circola in questa scuola, l’opera di Stefano Boccalini potrà rivivere e aprirsi a nuovi dialoghi e a nuove direzioni di senso. Questo lavoro era nato, infatti, dalla volontà di creare un legame tra l’Hangar Bicocca e il territorio che lo circondava, attraverso la costruzione di un luogo, una specie di piazza, che fosse capace di dare spazio alle energie positive che quest’ultimo esprimeva ed esigeva. Il lavoro prende forma da una struttura che vede come elemento architettonico ripetuto la colonna, privata di ornamenti caratterizzanti, ma proveniente da culture diverse.

Le colonne fanno da sostegno a una serie di travi che s’intrecciano e che vanno a comporre una sorta di lungo pergolato, un ambiente di accoglienza, un luogo dell’ospitalità dove costruire nuove identità condivise; in questo modo si origina un ritmo metaforico scandito dai sostegni, che conservano la propria peculiarità ma che ben si prestano all’edificazione di uno spazio comune.

Questo spazio non è altro che una sorta di piattaforma, un palco, all’interno del quale si possono attivare piccole funzioni legate alle dinamiche di un quartiere, di una comunità, aprendo una porta verso la città e il modo esterno. L’opera di Stefano Boccalini è una rappresentazione simbolica di uno spazio aperto ma convergente, in grado di diventare luogo di scambio tra realtà diverse. Una piazza spalancata a una moltitudine di attività, che tutti sono invitati ad attraversare, sperimentando particolari esperienze costruite grazie al coinvolgimento delle comunità locali.

Con Melting Pot volevamo creare un polo magnetico che attraesse le persone, esponendole a una combinazione di sollecitazioni che difficilmente avrebbero potuto sperimentare in qualsiasi altro luogo della città. L’idea era quella di una piattaforma in cui ospitare attività accuratamente selezionate, dai laboratori di giardinaggio agli intimi concerti di musica dal vivo, dai piccoli mercati alle fragili performance. Un progetto multiforme e forse follemente ambizioso, ma soprattutto senza limiti di tempo e di luogo; un progetto per la città e un’esperienza dinamica aperta a tutti.

In origine l’opera è stata pensata per il quartiere della Bicocca e in relazione alla programmazione dell’Hangar; essa, però, ha da sempre una natura versatile, “provocatoria”, vivendo e realizzandosi nel momento in cui la si attiva e la si cura. Per installarla non occorrono solo buoni falegnami e buoni politici, che la edifichino e la sostengano, è necessario amarla, e per questo ci vuole la forza di una comunità che le trasmetta energia.

All’Hangar erano venute meno le condizioni affinché rimanesse in vita. È invece grazie all’energia incontrata alla NABA che Melting Pot sta rinascendo.

Questo progetto si attiverà ogni volta che gli si darà spazio e sarà sempre un punto di partenza per ampliare l’orizzonte delle comunità che lo accoglieranno”. (Chiara Bertola)

Jaan Toomik, Run (a retrospective), Galleria Artra Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 10/10/2012

 

Jaan Toomik
Run

a cura di marco scotini

29 ottobre – 13 gennaio 2013

Galleria Artra, Milano

La Galleria Artra è lieta di annunciare l’apertura della nuova stagione espositiva con la mostra RUN di Jaan Toomik, prima retrospettiva italiana del più importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell’Estonia di Tallin. Presente in Italia in più occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una mostra interamente dedicata a molti anni del suo lavoro.

Dopo aver partecipato alla collettiva “Ottobre” del 2007 presso Artra, Jaan Toomik (1961) sarà presente ora con un’ampia esposizione che, raccogliendo video, film e opere su tela a partire dal 1995, intende proporre il suo percorso artistico in maniera esaustiva al pubblico italiano. La mostraRUN, che prende il titolo dal suo ultimo video del 2011, vuole concentrare la propria attenzione sulla biografia personale di Jaan Toomik come momento della costruzione di una soggettività post-socialista e, più ampiamente, precaria, plurale e contemporanea.

Contrariamente alle letture che hanno riproposto un rapporto antagonistico tra storia e naturalismo o quelle che si sono concentrate sullo psicologismo, tutto il lavoro di Toomik ci pare rivolto ad affermare un’arte della presenzacome dimensione non tanto esistenziale quanto politico-sociale. Il carattere performativo (sempre esibito in prima persona) è al centro dell’opera di Toomik ma ciò che esso mette in scena non è mai un’identità (che è sempre declinata), né un’appartenenza (mai realizzata). C’è in Toomik una sorta di vita naturale, antropogenetica, che è restituita al centro della polis: una forma di vita transindividuale, fisica, enigmatica e comune. La sua opera 15-31 Maggio 1992 (con referenza alla Merda d’artista di Manzoni) è, in questo senso, una radicale anticipazione del suo lavoro recente.

Toomik mette sempre in scena un teatro di atti unici, senza scopo apparente e senza prodotto: una gestualità allo stato puro, come esibizione di un’impossibilità di parlare. Ripetuti e singolari allo stesso tempo, i gesti espongono una corporeità comune al qui e ora determinato dell’azione: frustrata dalle restrizioni fisiche, nuda, atletica. C’è sempre una coreografia specifica, un ambiente differente (il mare ghiacciato, una cascata, l’interno di una piscina) che la comprende, una voce o una traccia sonora che attiva il carattere potenziale del gesto o lo arresta, lo sospende. Questa oscillazione tra fissità e movimento, tra tela e fotogramma, tra  è al cuore dell’intero suo lavoro. Al grande gesto dell’ideologia socialista Jaan Toomik risponde con l’essere qualunque dell’istante.

I 50 secondi del video Jaan del 2001 sono un esempio fondamentale di questo stato del tempo così come lo è il suo straordinario film di fiction Oleg(2010) attorno al quale ruota la mostra.

Nell’ultimo video RUN (2011), che dà il titolo all’esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel ’95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che là era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui è ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c’è più alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l’associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che lì veniva ad istaurarsi. C’è piuttosto un’eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all’altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell’interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di una fine.

Artra Gallery is pleased to announce the opening of the new season with the exhibition RUN by Jaan Toomik (1961), the first Italian retrospective of this foremost Estonian artist, produced in collaboration with the Estonian Centre for Contemporary Arts in Tallinn. Jaan Toomik’s work has been exhibited in Italy on several earlier occasions: Venice Biennale 2003, Sandretto Re Rebaudengo Foundation (2003 and 2008), Instant Europe at the Villa Manin and Progressive Nostalgia at the Pecci Museum. Toomik now returns to Italy with an exhibition entirely devoted to his many years of work.

Toomik took part in the collective exhibition October held at Artra in 2007, but on show this time is a wide range of works from 1995 to the present day, which include film, video and works on canvas, providing the Italian public with a comprehensive overview of Toomik’s artistic career to date. The exhibition RUN, which is also the title of Toomik’s most recent video from 2011, focuses on the artist’s own personal biography as a moment of the construction of a post-socialist subjectivity or, more broadly, of a precarious, multiple and contemporary subjectivity.

Contrary to interpretations that have proposed an antagonistic relationship between history and naturalism, or those that have focused on psychologism, all of Toomik’s work seems to be directed towards affirming an “art of presence” as a dimension that is not so much existential as political and social. The performative approach is central to the work (and always carried out by Toomik himself), but what it depicts is never an identity (which is always declined), nor a form of belonging (never fulfilled). There is in Toomik a natural, anthropogenic, sort of life, which is restored to the centre of the polis: a transindividual, physical form of life, both enigmatic and common. The work 15-31 May 1992 (which refers to Manzoni’s Artist’s Shit) is, in this sense, a radical anticipation of his recent work.

Toomik always stages one-acters, with no apparent purpose or product: a gestuality in its pure state as the demonstration of an inability to speak. Repeated yet at the same time unique, the gestures display a corporeity common to the here and now determined by the action: frustrated by physical restrictions, naked and athletic. There is always a specific choreography, with a different environment (the frozen sea, a waterfall, the inside of a swimming pool) to encompass it, and a voice or sound track that triggers the potential nature of the gesture or stops or suspends it. This oscillation between stillness and motion, between canvas and still frame, is at the core of his entire work. Jaan Toomik responds to the grand gesture of socialist ideology by being “whatever” in any given moment.

The 50 seconds of video Jaan from 2001 are a prime example of this condition of time, as is his extraordinary fiction film Oleg (2010), which provides the pivot for the exhibition.

In the latest video RUN (2011), which provides the title for this current Milan exhibition, something seems to occur in opposition to the work Dancing Home, which brought Toomik fame in 1995. The continuous, low frequency noise in Dancing Home – the engine of a ship on the Baltic Sea – has been reduced in RUN to the silence of an empty and abandoned aerodrome. In this kind of theatrical arena there is no longer any ritual dance that is able to adapt to the association between noise and the rhythmic heartbeat that establishes itself there. Instead, there is a dull echo of feet that at first beat the ground, then of steps, which from one moment to the next tend to accelerate into a run, only to fade away in the interior of the dark tunnel of a hangar: brusquely, almost like the prelude to an end.

The exhibition opens on Monday, 29 October 2012 at 18:30

Galleria Artra is open Tuesday to Saturday 11:00 / 13:00; 15:00 / 19:00

Jaan Toomik

Born in 1961 in Tartu, Estonia, Toomik lives and works in Tallinn where he teaches at the Estonian Academy of Arts. One of the most well known artists in the Estonian and international art scene, he has participated in numerous solo and group exhibitions in galleries, museums and institutions, among them: Ostalgia, New Museum, New York (2011), Rencontres Internationales, Centre Pompidou, Paris (2010), Gender Check, MUMOK, Vienna (2009), YouPrison, Sandretto Re Rebaudengo Foundation, Turin (2008), Progressive Nostalgia, Prato (2007), 4th Berlin Biennale (2006), Instant Europe, Villa Manin and Dream Island, Riga (2004), Now What, BAK, Utrecht, 50th Venice Biennale, Sandretto Re Rebandengo Foundation Turin (2003), L’autre moitie de l’Europe, Galerie nationale du Jeu de Paume, Paris (2000), After the Wall, Moderna Museet, Stockholm, Ludwig Museum, Budapest, Hamburger Bahnhof, Berlin (1999-2000), 47th Venice Biennale, Site Santa Fe Biennial (1997), Manifesta 1, Rotterdam (1996), 22nd International of São Paulo (1994).

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DISOBEDIENCE ARCHIVE (THE TEMPORARY OFFICE) & CRISIS MIRROR

Posted in docenti, Events by NABA Painting and Visual Arts on 05/10/2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Revolution Happened Because Everybody Refused to Go Home

6/10 – 17/11 2012
Opening Saturday 6. October 4–7pm
 
 
DISOBEDIENCE ARCHIVE (THE TEMPORARY OFFICE) & CRISIS MIRROR 

An exhibition project on protests, forms of resistance and civil disobedience. Current and historical conflicts are explored through the meeting between art and activism in order to imagine how the world can be organised differently.

REVOLUTION HAPPENED BECAUSE EVERYBODY REFUSED TO GO HOME

DISOBEDIENCE ARCHIVE (THE TEMPORARY OFFICE) & CRISIS MIRROR

bureau publik opens 6th of October with Revolution Happened Because Everybody Refused to Go Home, an exhibition project about the fight against capitalism and inequality. A number of current and historical conflicts will be explored through art and activism in order to develop new ways of imagining the world otherwise.

The project is centred around a presentation of the curator Marco Scotini’s Disobedience Archive (The Temporary Office), an ongoing video archive of art activist and political works. The archive contains an extensive collection of video material exploring different resistance tactics from activist direct action through the production of counter information to different kinds of bio-resistance. As a collection of heterogeneous images the archive can be seen as a user’s guide to the history of civil disobedience: from the Italian social struggles of 1977 to global protests before and after Seattle through to the current insurrections in the Middle East and the Arab world. This history will be presented at bureau publik in the form of six weekly chapters. The titles of these chapters are: 1977 the Italian ExitProtesting Capitalist GlobalizationReclaim the StreetsBio-Resistance and Society of ControlDisobedience East and The Arab Dissent.

The Copenhagen based group Crisis Mirror will throughout the exhibition map four aspects of the crisis that became a reality with the financial collapse in 2008. The group will thus investigate the economical, the environmental, the social and the political aspect of the crisis and during the exhibition accumulate various representations creating an image of the complexity of the crisis. Crisis Mirror is an interdisciplinary group working with the production and distribution of information about the current state of capitalism. During the exhibition the group will use the space as a meeting place and organise talks and discussions. For more information on events visit www.bureaupublik.dk or www.crisismirror.info.

The project is realised with support from Københavns billedkunstudvalg and The Danish Arts Council.

bureau publik is a place for artistic and discursive activities aimed at understanding the current situation where the protests taking place in USA, North Africa, the Middle East and Europe have created new forms of resistance making possible a new critique of capitalism. bureau publik is a space where the imaginative powers of art point towards another way of shaping the world.

 
PROGRAMME

9/10 7pm Lecture: Jodi Dean Occupy Wall Street: Forcing Division

23/10 7.30pm Reading: Lars Skinnebach Den Artificielle Have (in Danish)
1/11 7pm Presentation: Mosireen Collective
7/11 7.30pm Reading: Majse Aymo-Boot Ødelæggelsen 1-11 (in Danish)
14/11 7pm Reading, lecture and discussion: Rasmus Graff Folkets prosa og andre tekster & Mikkel Bolt Krise, sammenbrud og revolution (in Danish)
5/12 7pm Lecture: Franco Bifo Berardi The Financial Devastation of Europe and the Precarization of Life

 

OMAR AMIRALAY

ATELIER D’ARCHITECTURE AUTOGéRéE (AAA) d’Architecture Autogérée

MITRA AZAR

GIANFRANCO BARUCHELLO

BERNADETTE CORPORATION

BLACK AUDIO FILM COLLECTIVE

CRITICAL ART ENSEMBLE

DODO BROTHERS

MARCELO EXPóSITO

HARUN FAROCKI & ANDREI UJICA

RENE GABRI & AYREEN ANASTAS

ALBERTO GRIFI

ASHLEY HUNT

SARA ISHAQ

KHALED JARRAR

MOSIREEN COLLECTIVE

WAEL NOUREDDINE

MARGIT CZENCKI/PARK FICTION

OLIVER RESSLER & ZANNY BEGG

ROY SAMAHA

EYAL SIVAN

HITO STEYERL

THE DEPARTMENT OF SPACE AND LAND RECLAMATION

MARIETTE SCHILTZ & BERT THEIS

NOMEDA & GEDIMINAS URBONAS

DMITRY VILENSKY & CHTO DELAT?

JAMES WENTZY

STRACREPACCIO PARADISE

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 02/10/2012

STRACREPACCIO PARADISE
curated by Marcello Maloberti

Mercoledì 3 ottobre, dalle 19 alle 22/Wednesday, October 3th, from 7pm to 10pm

via Lazzaro Palazzi 19, Milano

Al Crepaccio venticinque artisti sono invitati ad allestire il loro lavoro nell’arco di una serata. Una corsa contro il tempo, scandita da allestimenti e rimpiazzi, in cui il contributo di ogni artista è in fuga alla ricerca del suo spazio. C’è il fare e il disfare, c’è chi costruisce, c’è chi chiacchera e se ne va, chi legge, c’è a chi non piace, c’è chi è ancora abbronzato, c’è chi è innamorato, chi non è venuto e chi s’è svegliato poco fa, c’è chi mangia, piange un po’ e c’è anche quello che ride troppo forte. Una moltitudine palpitante, sensibilità, generazioni e attitudini diverse che si  esprimono e dissolvono dentro una piccola teca, un ecosistema caotico, esotico, e brulicante che inaspettatamente, si realizza davanti ai nostri occhi fino a che non è troppo buio, poi la saracinesca va giù,  e chi s’è visto s’è visto.***

At Il Crepaccio twenty-five artists are invited to stage their work throughout one single evening. A race against the clock, marked by set ups and replacements, in which the contribution of each artist is on the run in search of its own space. There are people doing stuff and people undoing stuff, those who create, those who have a little chat and then just leave, those who read, those who don’t like it and those who are still tanned, those who are in love, those who didn’t come and those who just woke up, those who eat, those who cry and even those people who laugh way too loud. A pulsating multitude, sensibility, generations and different attitudes who express themselves and then dissolve inside a small showcase, a chaotic, exotic and alive ecosystem that unexpectedly appears in front of us until it’s too dark, the shutter goes down and lucky those who’ve been there!

Fight-Specific Isola

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 01/10/2012

 

Fight-Specific Isola

 

2 ottobre 2012, ore 19.00-23.00, Opening della mostra
Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10, Milano

con AAA (Atelier d’Architecture Autogérée), Paola Di Bello, Stefano Boccalini, Dafne Boggeri, Danilo Borelli, Emanuele Braga, Antonio Brizioli, Daria Carmi, Angelo Castucci, Loris Cecchini, Marco Colombaioni, Gabriele Di Matteo, Grupo Etcetera, Giuseppe Fanizza e Andrea Kunkl, Maddalena Fragnito, Elena Mantoni e Naima Faraò, David Michel Fayek, Kings (Federica Perazzoli, Daniele Innamorato), Fuori Dal Vaso, Valentina Maggi, out-Office for Urban Transformation (Angelo Castucci, Alessandro Di Giampietro, Carmelo Mutalipassi, Lorenzo Ronzoni, e altri), Luca Pancrazzi, Maria Papadimitriou, Park Fiction, Pierfabrizio Paradiso, Camilla Pin, Edith Poirier, Rha Ze (Maddalena Fragnito, Emanuele Braga), Andrea Sala, Mariette Schiltz, Marco Scotini, Mirko Smerdel, Bert Theis, Stefano Topuntoli, Elvira Vannini, Daniele Vitale (Archivio Politecnico).

L’esperienza di Isola Art Center, raccontata attraverso una working-group exhibition che occuperà una pluralità di spazi dislocati tra Frigoriferi Milanesi, quartiere Isola e Macao, si è sviluppata intorno al rapporto tra pratiche artistiche e istanze attiviste, insieme al quartiere e i suoi abitanti, configurandosi come un laboratorio, un centro d’arte, uno spazio community-based che ha elaborato una lettura antagonista delle condizioni politico-economiche che stanno cambiando la città. La governance finanziaria controlla lo sviluppo urbano, le sue trasformazioni e i suoi squilibri, dentro ogni aspetto del tempo del lavoro e della vita, nell’espropriazione di soggettività, resistenza e dimensione del comune. Quale ruolo può assumere l’arte dentro al contesto urbano e come può contribuire alla creazione di uno spazio politico costituente e radicalmente alternativo?

Il progetto espositivo, oltre alla pubblicazione del libro, di prossima uscita, Fight-Specific Isola. Arte Architettura, Attivismo e il Futuro della Città, intende rileggere, da una prospettiva di analisi storica, questo esperimento di alleanza tra produzione artistica e di conflitto, e sarà strutturato attraverso tre diversi livelli di indagine: quello documentario con i materiali dell’archivio del Politecnico di Daniele Vitale e le foto aeree di Stefano Topuntoli che registrano le trasformazioni urbane e i nuovi assetti architettonici del quartiere a partire dagli anni Settanta, quello legato all’attività artistica e curatoriale recente, con tutta una serie di opere realizzate nel contesto di un quartiere in lotta, e infine gli ultimi sviluppi incentrati sugli effetti del processo di gentrificazione e la progettazione di uno spazio verde, comunitario e dal basso, come l’esperienza, tuttora in corso, di Isola Pepe Verde.

Programma:

 

Martedì 2 ottobre, dalle 19.00-23.00:

Inaugurazione Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10 con una performance di Steve Piccolo e Gak Sato.

Re-installazione del neon New Museum di Kings da Macao in via Molise 68.

 

Mercoledì 3 ottobre, alle 19.00:

Inaugurazione di diversi progetti all’Isola con Pierfabrizio Paradiso, Edith Poirier, David Michel Fayek, Maddalena Fragnito, Mirko Smerdel.

Appuntamento da Libreria Isola Libri, via Pollaiuolo 5. Aperitivo di Isola Pepe Verde.

Giovedì 4 ottobre, alle 19.00:

Frigoriferi Milanesi, Fight-Specific Isola. Arte, Architettura, Attivismo e il Futuro della Città: discussione intorno ad alcuni dei temi del libro, di prossima uscita, con Chiara Figone (Archive Books), Andrea Scarabelli (Agenzia X) e alcuni degli autori. Special guests: Grupo Etcetera (Argentina) e Gerald Raunig (Austria).

Fight-Specific Isola

Dal 2 al 14 ottobre 2012, lunedì-venerdì: 16.00-19.00.

Sabato: 16.00-21.00. Mattina su appuntamento. Domenica chiuso.

Frigoriferi Milanesi, via Piranesi 10, quartiere Isola e Isola Libri, via Pollaiuolo 5, Macao, via Molise 68, Milano

www.isolartcenter.org  /  tel: 339 6057 111 /  facebook Isola Art Center

Evento in corso: FUNDING FOR ISOLA

Click or Clash? Strategie di collaborazione. Quarta tappa. A cura di Julia Draganović e Federica Patti – LaRete Art Projects. 20 settembre 2012 – 12 gennaio 2013. GALLERIA BIANCONI, Via Lecco 20 Milano