NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

ALIMJAN JOROBAEV_ I Miraggi del Comunismo

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 28/09/2012

 

ALIMJAN JOROBAEV

I MIRAGGI DEL COMUNISMO

A cura di Marco Scotini

Inaugurazione 3 ottobre 2012, ore 18.30

In mostra fino al 22.12.2012

sarà presente l’artista

Tra i maggiori esponenti dell’arte dell’Asia Centrale, il fotografo kirghiso Alimjan Jorobaev apre la nuova stagione espositiva della Galleria Laura Bulian, con la sua prima personale italiana. Già presente alla Biennale di Istanbul del 2009 e a molte altre esposizioni internazionali, Alimjan Jorobaev (classe 1962) arriva in Italia con una mostra dal titolo I miraggi del Comunismo, curata da Marco Scotini. La fotografia di Jorobaev, dalla caduta del Socialismo in poi, raccoglie segni e tracce di storie contaminate, mixando sopravvivenze arcaiche con conflitti del presente, resti del comunismo con forme di neonazionalismo, ritorno delle identità religiose con nuove modalità di sopravvivenza.

Questo atlante dell’incongruo che Jorobaev colleziona e cattura, così come le narrative che ciascuna immagine fotografica riesce ad attivare, non sono altro che uno specchio fedele del passaggio dei tempi, dei continui mutamenti economico-politici nell’area centro asiatica. Si tratta, di fatto, del presente kirghiso: quello dove le più diverse forme di coesistenza sono diventate possibili. L’immagine di masse di uomini in preghiera rivolti verso la Mecca nella piazza centrale di Biskek, sotto la statua di Lenin ancora innalzata, così come il commercio illegale di sigarette West, prodotti alcolici e altra merce, sotto una vecchia jurta sono contraddizioni evidenti ma, allo stesso tempo, rappresentazioni potenti.

Una nota foto di Jorobaev del 1995 mostra un interno domestico come una natura morta in bianco e nero. Una cucina a gas a quattro fuochi in mezzo ad una cassettiera e a un frigorifero ricoperto con carta da parati ornamentale: al di sopra, una serie accatastata di stoviglie da lavare ricopre il piano di cottura. Sullo stesso piano poggia anche una tela capovolta con un ritratto ufficiale di Lenin: un chiaro riferimento all’89 e al tema dell’iconoclastia nel blocco orientale. Ma qui non si tratta dell’immagine consueta della statua scardinata dal suo piedistallo. In maniera totalmente inedita, ciò su cui quest’immagine si interroga è il modo in cui le trame del simbolico attraversano il politico e il privato: spiate dove meno le si aspetta, nei segni muti, nei gesti comuni.

Ancora le relazioni di potere sono al centro di un’altra serie fotografica a colori del 2011 che si insinua all’interno del carcere di Moldovanovka. L’oggetto di questa ricerca è il gioco silenzioso di sguardi, di specchi e diaframmi che fanno sì che il soggetto fotografato non sia mai presente nello spazio occupato da colui che guarda. C’è tutta una distribuzione spaziale che differisce la sua entrata in scena: tanto il carceriere che il carcerato sono catturati ogni volta da un dispositivo che li inquadra. Latente, mai totalmente presente, il soggetto di queste foto (indipendentemente dal suo ruolo) è sempre l’oggetto di una sorveglianza normalizzata.  

Ma che cosa sono i Miraggi del comunismo da cui prende titolo la mostra milanese, oltre ad essere una serie fotografica sviluppata da Jorobaev tra il 1995 e il 2005? Qual è qui il rapporto tra fenomeno ottico e realtà? Quello che infatti il realismo fotografico di Alimjan Jorobaev mostra non è la prospettiva socialista. È piuttosto il presente che ha fatto seguito al suo fallimento del ‘91. Dalla insurrezione civile del 2010, che riuscì a destituire il presidente Bakiyev, fino alla Riforma del sistema penitenziario della Repubblica Kirghisa, ogni fenomeno è indagato senza essere giudicato: esso è la semplice apparizione di un segno (non importa se nuovo o vecchio) in un contesto estraneo, inappropriato.

Un bianco e nero straordinario mostra la prospettiva all’infinito di un asse stradale asfaltato in mezzo ad un superficie ampia e vuota che ricorda la steppa. Di fianco a sinistra l’insegna isolata, in cemento e a caratteri cirillici, della parola COMUNISMO che possiamo leggere solo rovesciata. Il rapporto tra le parole e le cose (potremmo dire) è qui un miraggio: l’effetto della differente rifrazione dei raggi luminosi. L’orizzonte su cui l’immagine si apre è, di fatto,  quello naturale e immenso della catena del Tien-Shan.

 
LAURA BULIAN GALLERY
Via Montevideo 11, 20144 Milano
Orario:
Martedì – Sabato, 15.00 – 19.00
Mattine su appuntamento
www.laurabuliangallery.com

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