NABA Painting and Visual Arts/What's going on?

Presentazione 2a BIENNALE DI YINCHUAN | a cura di Marco Scotini | Martedì 12 dicembre 2017, ore 18 | FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in Senza categoria by NABA Painting and Visual Arts on 11/12/2017

 

PRESENTAZIONE

2a BIENNALE DI YINCHUAN
a cura di Marco Scotini

Martedì 12 dicembre 2017, ore 18
FM Centro per l’Arte Contemporanea
Sala Carroponte
via Piranesi, 10 Milano

 

Martedì 12 dicembre FM Centro per l’Arte Contemporanea ospiterà la presentazione ufficiale e conferenza stampa internazionale della 2° edizione della Biennale di Yinchuan, promossa da MOCA – Museo d’Arte Contemporanea di Yinchuan. La Biennale, giunta alla sua seconda edizione, si terrà da giugno a settembre 2018, e sarà curata da Marco Scotini, direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea, del PAV Parco Arte Vivente di Torino e direttore del Dipartimento Arti Visive di NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

Per l’occasione Marco Scotini, insieme a Suchen Hsieh, direttore artistico MOCA Yinchuan, e Edoardo Bonaspetti, direttore Mousse, presenterà in anteprima il titolo, il concept e la visual identity della Biennale.

La mostra si svolgerà non solo nei 15.000 metri quadrati del Museo d’Arte Contemporanea, ma coinvolgerà anche l’eco-parco Hui Nongqu e l’International Artist Village. Il MOCA Yinchuan, situato all’interno di una grande piantagione biologica, è il primo museo d’arte contemporanea nella Cina nord-occidentale. Situato sull’antica via della Seta, presso le rive del Fiume Giallo, è anche il primo museo dedicato all’arte contemporanea cinese e islamica.

 

PRESENTATION

2nd YINCHUAN BIENNALE
curated by Marco Scotini

Tuesday December 12th, 2017 – 6 pm
FM Centre for Contemporary Art
Carroponte Hall
via Piranesi, 10 Milan

Tuesday, December 12 FM Center for Contemporary Art will host the official presentation and international press conference for the 2nd edition of the Yinchuan Biennale, promoted by MOCA – Yinchuan Museum of Contemporary Art. The Biennale will be held from June to September 2018, and will be curated by Marco Scotini, artistic director of FM Center for Contemporary Art, PAV – Parco Arte Vivente in Turin and director of the Visual Arts Department of NABA Academy of Milan.

For the occasion Marco Scotini, together with Suchen Hsieh, artistic director MOCA Yinchuan, and Edoardo Bonaspetti, director of Mousse, will present a preview of the Biennale title, concept and visual identity.

The exhibition will take place in the 15,000 square meters of the Museum of Contemporary Art, and will also involve the eco-park Hui Nongqu and the International Artist Village. The MOCA Yinchuan, located within a large organic plantation, is the first contemporary art museum in northwestern China. Located on the ancient Silk Road, at the banks of the Yellow River, it is also the first museum dedicated to contemporary Chinese and Islamic art.

www.moca-yinchuan.com

photo: MOCA Yinchuan west exterior (Photo credit ©NAARO)

info:press@fmcca.it
tel. +39 02 73983280
mob. +39 338 7833389

FM Centre for Contemporary Art
Via Piranesi 10
20137 Milano
info@fmcca.it
www.fmcca.it

 

Annunci

UTOPIAN DISPLAY: Props&Tools | A cura di Marco Scotini | 29 novembre ore 10.00 | FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 28/11/2017

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 novembre 2017, ore 10 – 18

FM Centro per l’Arte Contemporanea

Via G.B. Piranesi, 10

Can Altay, Céline Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova,

Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

A cura di Marco Scotini

 

http://theutopiandisplay.com/

 

 

Mercoledì 29 novembre NABA (Dipartimento di Arti Visive) e FM Centro per l’Arte Contemporanea promuovono e organizzano presso la sala Carroponte del Centro di Via Piranesi un seminario internazionale dedicato alle pratiche artistiche che hanno fatto del display il proprio oggetto di riflessione e produzione. Dopo quindici anni dalla sua comparsa in NABA come piattaforma di dibattito curatoriale, il ciclo annuale di incontri Utopian Display riprende la propria attività con un format totalmente rinnovato.

 

É vero che l’uscita nel 1998 del libro miliare The Power of Display di Mary Anne Staniszewski ha segnato una svolta radicale nel campo dei Museum Studies, riportando in primo piano “i modi di presentazione”, in termini di rimosso o di amnesia dell’esposizione. Altrettanto vero è che The Power of Display (assieme ai contributi di Altshuler) disciplinava teoreticamente (riportandolo a strumento d’indagine) quello che in precedenza avevano messo a fuoco artisti come Group Material, Antoni Muntadas, Artist Placement Group, Brian O’Doherty, Daniel Buren e Marcel Broodthaers, tra gli altri. Di fatto, negli ultimi quindici anni è emersa tutta una nuova generazione artistica a scala internazionale che ha messo in discussione, problematizzato e innovato le tattiche e le condizioni dell’esposizione. Fino a far diventare lo stesso display (o i supporti dell’esposizione) l’oggetto della propria produzione.

 

Utopian Display: Props & Tools intende riunire alcuni degli esponenti principali di questa tendenza, cercando di farli dialogare assieme e articolare il discorso attorno ad esperienze concrete e a nodi speculativi: quali il rapporto attuale tra sistemi d’esposizione e forme di controllo o di empowerment, la relazione tra strutture di produzione e di presentazione, il retaggio della institutional critique sulla attuale generazione, ecc. Il seminario vuole essere anche l’occasione per analizzare i singoli approcci al tema e le esperienze singolari (o condivise) del mettere in mostra non solo i propri ma anche i manufatti degli altri. Può diventare il display uno strumento di lettura? Che genere di utopie ha raccolto nella storia? Qual è la sua relazione con la curatela? Con le forme di gerarchizzazione? Con i modi di discriminazione? Quali sono i regimi di visibilità e invisibilità che esso informa? Che cosa potrebbe mai essere un contro-display?

 

Provenienti da differenti esperienze e geografie (dalla Cina alla Turchia, dall’ex Est Europa al Brasile) gli artisti di Utopian Display si confronteranno sul più generale terreno delle politiche espositive delle biennali, dei quartieri museo e dell’esportazione dei brand museali, quali effetti della globalizzazione. Molti sono i contributi di questi artisti alla riflessione sulle tecniche d’esposizione e ciò per che per anni è rimasto invisibile e inosservato diventa il dispositivo al centro della loro pratica.

Dal ciclo Support Structure di Céline Condorelli alla sezione Sistemi Individuali di Josef Dabernig e Igor Zabel alla 50° Biennale di Venezia, dagli spazi di lettura di Luca Frei ai modelli per spazi socio-economico-politici di Can Altay, per citarne solo alcuni. Piuttosto che con le figure dei curatori, la ripresa di Utopian Display, dopo otto anni di interruzione, intende ripartire dalle più ampie ed estese componenti dell’exhibition making contemporaneo: il display, i pubblici, le forme comunicative.

 

Relatori: Can Altay, Céline Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova, Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

Moderatori: Andris Brinkmanis, Marco Scotini, Elvira Vannini

 

 

The Utopian Display Platform, ideato da Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive di NABA,  e Maurizio Bortolotti, nasce nel 2003. Dal 2003 al 2007 ha ospitato tra gli altri Catherine David, Carlos Basualdo, Roger M. Buergel, WHW, Vasif Kortun, Charles Esche, Hou Hanru, Maria Lind, Raimundas Malašauskas, Jens Hoffmann. 

NABA, Nuova Accademia di Belle Arti Milano, è la più grande Accademia privata italiana e dal 1980 è legalmente riconosciuta dal sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), parte del comparto universitario italiano che fa capo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).

www.naba.it

FM Centro per l’Arte Contemporanea è un nuovo polo promosso da Open Care che raccoglie in un unico contesto tutti i soggetti e le funzioni relative alla conservazione e alla valorizzazione delle collezioni d’arte. Situato all’interno del complesso dei Frigoriferi Milanesi, include un’area espositiva e uno spazio per gallerie d’arte contemporanea. Inoltre il centro organizza un programma di residenze per artisti e curatori, cicli di incontri con i collezionisti e screening program.

www.fmcca.it

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

 

Programma

 

 

10.00 – Introduzione di Marco Scotini

 

modera Elvira Vannini

 

10.30- Céline CondorelliMaking things public

11.00 – Luca FreiWe do not work alone

11.30 – Josef DabernigExhibition display as a sculptural tool

12.00 – Petra FeriancovaI cannot help myself to manipulate my own work but I can do it for the others

 

12.30 – 13.15 Dibattito e domande

 

13.15 – 14.45 Pausa pranzo

 

modera Andris Brinkmanis  

15.00 – Falke PisanoRe-presentation and cultural reproduction

15.30 – Can AltaySetting a setting

16.00 – Marko TadićA step back, closer to understanding

16.30- Liu DingExhibition as exhibition: a few thoughts on the Intertextuality between Artworks and Archival Materials in Exhibitions

 

17.00- 18.00 Dibattito e domande

 

English version

 

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

Can Altay, Celine Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova,

Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić

 

Curated by Marco Scotini

 

http://theutopiandisplay.com/

On Wednesday 29th November, Visual Arts Department of NABA and the FM Centre for Contemporary Art are staging an international seminar dedicated to those artistic practices that have rendered the display the main object of their reflection and production in the Carroponte hall at the FM Centre. After fifteen years since its first appearance as a NABA platform for curatorial debate, the annual cycle of meetings entitled The Utopian Display sets out once again with a totally renewed format.

While it is true that the 1998 release of the milestone book The Power of Display by Mary Anne Staniszewski marked a radical turning point in the field of Museum Studies, showcasing ‘the forms of presentation’, in terms of the removal or amnesia of the display,  it is also true that her contribution (along with those of Altshuler’s) disciplined in theoretical terms what had previously been addressed by artists such as Group Material, Antoni Muntadas, the Artist Placement Group, Brian O’Doherty, Daniel Buren and Marcel Broodthaers among others, thus making it a tool of investigation once more. In fact, over the last fifteen years, a whole new artistic generation on an international scale has emerged which has begun to question, problematise and innovate the tactics and conditions of the exhibition, to the point of turning the display itself into the object of their production.

Utopian Display: Props & Tools sets out to bring together some of the main exponents of this trend, trying to make them dialogue with one another and articulate the discourse around concrete experiences and speculative nodes, such as the current relationship between the display systems and forms of control or empowerment; the relationship between production and presentation structures, and the burden of institutional critique on the current generation, etc. The seminar also aims to provide the opportunity to analyse the single approaches to the theme and the individual (or shared) experiences of putting on view not only one’s own but also other people’s artefacts. Can the display become a tool of learning? What kind of utopias has it reflected over history? What sort of relationship does it have with curating? With forms of hierarchisation? With forms of discrimination? What regimes of visibility and invisibility does it foster? What might a counter-display ever possibly be?

Coming from various different experiences and geographical areas (from China to Turkey, from the ex-Eastern Bloc to Brazil) the artists in ‘Utopian Display’ will meet face to face on the more general terrain of the exhibition policies of the Biennials, of museum neighbourhoods and the exporting of museum brands as consequences of globalisation. There are many contributions from these artists to the reflections made on display techniques, and that which for years has remained invisible and unobserved now becomes the device at the very heart of their practices.

From the ‘Support Structure’ cycle by Céline Condorelli to the ‘Individual Systems’ section by Josef Dabernig and Igor Zabel at the 50th Venice Biennale, from the reading spaces of Luca Frei to the models for socioeconomic-political spaces of Can Altay, to name but a few. Rather than with the figures of the curators, after a break of eight years, the revival of ‘Utopian Display’ means to start out from the broadest and most widespread components of contemporary exhibition making: the display, audiences and means of communication.

Speakers: Can Altay, Celine Condorelli, Josef Dabernig, Liu Ding, Petra Feriancova, Luca Frei, Falke Pisano, Marko Tadić 

Moderated by: Andris Brinkmanis, Marco Scotini and Elvira Vannini

The Utopian Display Platform, ideated by Marco Scotini (Director of the Department of Visual Arts of the NABA) and Maurizio Bortolotti, first appeared in 2003. From 2003 to 2007, it hosted Catherine David, Carlos Basualdo, Roger M. Buergel, WHW, Vasif Kortun, Charles Esche, Hou Hanru, Maria Lind, Raimundas Malašauskas and Jens Hoffmann among others.

Founded in 1980, NABA is an internationally renowned innovative arts and design academy based in the heart of Milan. NABA is the largest private educational academy in Italy offering BA and MA courses, all recognized by the Italian Ministry of Education, University and Research (MIUR).

www.naba.it

 

FM Centre for Contemporary Art is a new centre promoted by Open Care that brings together all the subjects and functions relating to the conservation and valorization of art collections in a single context. Located in the complex of Frigoriferi Milanesi, it includes an exhibition area and a space for contemporary art galleries. Furthermore, the centre organizes a residency program for artists and curators, talks, seminars and film screenings.

www.fmcca.it

 

UTOPIAN DISPLAY: Props & Tools

29 November 2017, 10 am – 6 pm

FM Centre for Contemporary Art

Via G.B. Piranesi, 10, Milan, Italy

 

Program

 

 

10.00 am- Introduction by Marco Scotini

10.20 am- Introduction by moderator Elvira Vannini

 

10.30- Céline CondorelliMaking things public

11.00 – Luca FreiWe do not work alone

11.30 – Josef DabernigExhibition display as a sculptural tool

12.00- Petra FeriancovaI cannot help myself to manipulate my own work but I can do it for the others

 

12.30 – 13.15 Discussion and Q&A

 

13.15 – 14.45 Lunch Break

 

14.45 – Introduction of the second part by Marco Scotini

14.55- Introduction by moderator Andris Brinkmanis  

15.00- Falke PisanoRe-presentation and cultural reproduction

15.30 – Can AltaySetting a setting

16.00 – Marko TadićA step back, closer to understanding

16.30- Liu DingExhibition as exhibition: a few thoughts on the Intertextuality between Artworks and Archival Materials in Exhibitions

 

17.00- 18.00 Discussion and Q&A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PERCHÉ NON SONO RIUSCITO MAI A NUOTARE HO DECISO DI VOLARE | 10-11 novembre

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 06/11/2017

 

PERCHÉ NON SONO RIUSCITO MAI A NUOTARE HO DECISO DI VOLARE.

PER BERT THEIS

Per mantenere viva e approfondire l’eredità artistica di Bert Theis, 

Isola Art Center in collaborazione con FM Centro per l’Arte Contemporanea e Naba – Nuova Accademia di Belle Arti 

organizza una serie di eventi che nell’arco di due giorni vedranno incontri con approfondimenti teorici, 

esposizioni e possibilità di incontro coinvolgendo tutti coloro che hanno conosciuto Bert.

 

 

Per l’occasione si terranno lectures da parte di studiosi, curatori e direttori delle più importanti esposizioni internazionali e istituzioni museali che hanno avuto la possibilità di collaborare a stretto contatto con Bert nel corso della genesi e realizzazione di alcune delle sue opere più note (Potemkin Lock, 1995, Biennale di Venezia / Philosophical Platform, 1997, Skulpture.Projekte Münster / Dialectical Leap, 1998, Manifesta 2 Luxembourg-Treviri / European Pentagon. Safe & Sorry Pavilion, 2007, Place de l’Europe Lussemburgo).
Le lectures affronteranno gli elementi teorici e critici più rilevanti delle opere di Bert, nonché la loro importante rilevanza per l’attualità, sottolineando il profondo legame alla base del suo lavoro tra un approccio filosofico rigoroso e una pratica artistica capace di confrontarsi con i temi politici e sociali del suo tempo. Così come il suo impegno attivo, sempre attraverso l’arte, nel coltivare utopie concrete in contesti reali quali, ad esempio, Isola Art Center, Isola Pepe Verde e RiMaflow.
Sarà approfondito anche il profondo rapporto tra Bert e le nuove generazioni di artisti che con lui hanno potuto collaborare nell’ambito di esperienze come quella di Isola Art Center, ed anche il suo approccio all’insegnamento e il rapporto con i suoi studenti.
Una serie di eventi più informali saranno invece mirati a ricordare la figura di Bert attraverso una serie di interventi e testimonianze di chi lo ha conosciuto, ma anche per discutere, confrontarsi e riflettere insieme su come far germogliare i semi da lui piantati mantenendo viva la sua importante eredità.

 

 

 

VENERDÌ 10 NOVEMBRE

ORE 14.00 / 17.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Giornata di studi con la partecipazione di

Christian Bernard / Piero Gilardi / Enrico Lunghi / Gerald Raunig / Marco Scotini / Tiziana Villani

 

L’incontro sarà preceduto da un focus a cura di Elvira Vannini su OperaViva

Magazine con approfondimenti a corredo di tutto l’evento.

 

ORE 19.00

 FEDERICO BIANCHI CONTEMPORARY ART

via Carlo Imbonati 12, 20159 Milano

Mostra a cura di Angelo Castucci per Isola Art Center con lavori di artisti delle

nuove generazioni che hanno interagito con Bert Theis nell’ambito dell’esperienza di IAC.

Barbara Barberis / Fabrizio Bellomo / Kristina Borg / Paolo Caffoni / Serio Collective / Marco Colombaioni / Irene Coppola / 

Giuseppe Fanizza / Edna Gee / Valentina Maggi Summo / Sara Marchesi / Renk Ozer Sarp / Pierfabrizio Paradiso / Edith Poirier / 

Luca Pozzi / Matteo Rubbi / Mirko Smerdel / Camilla Topuntoli / santomatteo / Fernanda Uribe

 

 

SABATO 11 NOVEMBRE

ORE 11.00 / 13.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Seconda parte e chiusura della giornata di studi con

 Hou Hanru / Evelyne Jouanno / Marco Senaldi 

 

ORE 13.00 / 17.00

FM CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA / SALA CARROPONTE

Pranzo a cura di Isola Pepe Verde con talk, proiezioni, testi e altri contributi di

artisti, amici, attivisti, curatori, studiosi e studenti

 

ORE 18.00 

RIMAFLOW / Fabbrica Recuperata

via Boccaccio 1, 20090 Trezzano sul Naviglio

Evento conclusivo con inaugurazione della nuova sala conferenze dedicata a

Bert Theis presso la fabbrica recuperata RiMaflow.

 

Inaugurazione Sala Utopia con lavori nati dalla collaborazione tra IAC e RiMaflow

di Edith Poirier, Barbara Barberis, Serio Collective e Nikolay Oleynikov

Brindisi e visite guidate a cura di RiMaflow

Spaghettata e  DJ-set

 

 

 

Isola Art Center e FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano

in collaborazione con NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

 

PRIMA CHE LE PIANTE AVESSERO UN NOME | Uriel Orlow | a cura di Marco Scotini | 4 novembre, PAV Torino

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 31/10/2017

 

 

 

 

PRIMA CHE LE PIANTE AVESSERO UN NOME

Uriel Orlow

a cura di Marco Scotini

5 novembre 2017 – 18 marzo 2018

 

Sabato 4 Novembre alle ore 18, nella cornice di Artissima, il PAV Parco Arte Vivente presenta Prima che le Piante Avessero un Nome, mostra personale di Uriel Orlow. Curata da Marco Scotini, la mostra riporta l’artista in Italia dopo la personale Made / Unmade, tenutasi nel 2015 al Castello di Rivoli.

 

Il progetto si colloca nella linea di ricerca che il PAV dedica ai meccanismi di oppressione occidentale e alle strategie di resistenza indigene nel contesto coloniale, con tutta una serie di effetti nell’attuale capitalismo delle multinazionali. Un solco tracciato da Vegetation As a Political Agent (2014) a La Macchina Estrattiva (2017), nel quale il lavoro di Uriel Orlow s’inserisce con un’indagine a lungo termine sullo scenario sudafricano.
Come afferma Michel Foucault “la teoria della storia naturale non può essere dissociata da quella del linguaggio”. La conoscenza degli esseri non è scorporabile dalla possibilità di rappresentarli in un sistema di nomi. In qualsiasi cultura, dare un nome alle cose significa dominarle, così come, nel diritto, l’atto giuridico del nominare è una prerogativa esclusiva del soggetto che ne ha il potere. Se l’attribuzione di un nome, che non è mai un gesto neutrale, cela degli aspetti endemicamente coercitivi, questi risultano tanto più evidenti nei casi in cui l’oggetto della denominazione sia già in possesso di un nome. Il nome originale diventa così un campo di battaglia, un terreno di scontro tra la cultura che l’ha generato e gli agenti che intendono cancellarlo dalla storia.

Il colonialismo europeo veniva sia preceduto che fiancheggiato da importanti spedizioni botaniche. L’intento era quello di esplorare e classificare i nuovi territori e le loro risorse naturali, spianando così la strada a occupazione e sfruttamento. Il titolo di questa mostra cita l’installazione sonora What Plants Were Called Before They Had a Name, un glossario orale della vegetazione autoctona che ne elenca i nomi indigeni in diverse lingue africane, riscattando i meccanismi con cui i colonialisti avevano rinominato la flora locale, assimilandola al sistema di Linneo.

 

Nel suo complesso, il corpus delle opere esposte prende forma dalla ricerca svolta da Uriel Orlow tra Europa e Sud Africa; attraverso film, fotografie, installazioni e progetti sonori, l’artista delinea uno scenario che ha al centro l’idea del mondo botanico come palcoscenico di complesse e articolate dinamiche politiche.

Come nel caso di Unmade Film, Orlow propone nuovamente una sorta di narrazione esplosa, i cui frammenti, pur nella loro autonomia, gravitano attorno ad un nucleo centrale che ci rivela il complesso reticolo delle relazioni tra i diversi elementi della mostra. Per comprenderlo, nel video The Crown Against Mafavuke, Orlow ci conduce all’interno delle aule del Palazzo di Giustizia di Pretoria, dove nel 1940 si tiene il processo a carico di Mafavuke Ngcobo, guaritore tradizionale (inyanga) accusato dall’establishment bianco di “condotta non tradizionale”: i rimedi muthi di Mafavuke contenevano erbe locali, alcuni rimedi indiani e – qui si crea la controversia – elementi chimici e medicine occidentali. Il film esplora il confronto ideologico e commerciale tra due tradizioni mediche, diverse ma interconnesse, e il loro utilizzo delle piante, toccando le questioni del genere e del pregiudizio razziale. E mettendo in discussione le nozioni di purezza e origine in quanto tali.

 

Nel complesso mosaico delineato da Orlow, la narrazione del passato trova un’esatta controparte nella contemporaneità e nelle dinamiche che delineano la fase post-coloniale. Nella seconda parte dell’installazione video, intitolata Imbizo ka Mafavuke, si fa luce sulle strategie di spoliazione dei territori tipiche delle aziende multinazionali, denunciando come l’economia contemporanea porti avanti senza soluzione di continuità lo sfruttamento delle risorse naturali inaugurato in epoca coloniale.

 

All’interno delle iniziative previste per l’approfondimento della mostra Prima che le Piante Avessero un Nome le Attività Educative e Formative del PAV propongono PATCHWALKING che mette in luce la specificità dei diversi territori. Lo stesso territorio del PAV con le sue stratificazioni, da cascina agricola a sito industriale e poi parco d’arte, conserva la memoria del tempo e degli individui che l’hanno attraversato. Le migrazioni e gli spostamenti producono una continua contaminazione tra locale e globale, per cui le geografie e le culture si ridistribuiscono e mutano secondo criteri di ibridazione, adattabilità e incontro. In laboratorio, a partire dal valore simbolico della terra, che ciascuno è invitato a portare dal proprio luogo di appartenenza, e attraverso l’utilizzo di pigmenti colorati, viene prodotto un elaborato collettivo in cui l’esperienza materica con la terra dà vita a una mappatura organica fatta di tracce e traiettorie.

 

Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione:

011 3182235 – lab@parcoartevivente.it

 

 

Uriel Orlow vive e lavora tra Londra e Lisbona. La ricerca, la processualità e multidisciplinarietà sono elementi centrali nei suoi lavori, che includono video, fotografie, disegni e installazioni sonore. è conosciuto per i suoi film, performance-lecture e le sue installazioni modulari e multi-disciplinari pensati a partire da luoghi specifici e micro-storie che portano a convergere regimi d’immagine e modalità narrative talvolta molto diversi. Il suo lavoro è stato esposto in diversi contesti internazionali. Tra le mostre personali, ricordiamo quelle ospitate da Park Saint Léger, Pougues-les-Eaux; The Showroom, Londra; Castello di Rivoli, Torino; Depo, Instanbul; mentre le più importanti mostre collettive e manifestazioni alle quali ha preso parte includono contesti come la 54 Biennale di Venezia, Sharjah Biennal 13, Manifesta 9, 7th Moscow Biennial, Tate Britain, Whitechapel Gallery, ICA e Gasworks (Londra); Palais de Tokyo, Maison Popolare, Bétonsalon (Parigi), Kunsthaus Zürich, Charles Scott Gallery e molti altri. Orlow è professore associato presso l’Università di Westminster (Londra) e insegna alla University of the Arts, Zurigo.

 

 

 

La mostra, patrocinata dalla Città di Torino, è realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo, della Fondazione CRT e della Regione Piemonte.

 

 

 

Marco Scotini: Theatricality of Exhibitions: starting from Anren | Xi’An Academy of Fine Arts  | 20 ottobre 2017

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 18/10/2017

 

Il 20 ottobre 2017 Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive NABA, terrà la conferenza Theatricality of Exhibitions: starting from Anren presso Xi’An Academy of Fine Arts (Shaanxi) in collaborazione con L-Art University. In questa occasione Scotini metterà a fuoco alcune componenti teatrali e drammaturgiche che presiedono le forme dell’exhibition making. Il concetto di esposizione verrà analizzato in quanto possibile stage dove le opere mettono in scena narrative di oggetti anziché attori. La performance, il video, gli audio pieces e gli archivi documentali dell’arte contemporanea hanno infatti trasformato il carattere dell’esposizione al pari degli spazi discorsivi che si aprono al suo interno, quali ad esempio i luoghi di dibattito e di reading performance. Pertanto, senza essere teatro nell’accezione classica del termine, l’esposizione diventa sempre più una piattaforma time-based.

La conferenza partirà da The Szechwan Tale. Teatro e Storia, la sezione che Scotini curerà per la prima edizione della Biennale di Anren. Avendo come riferimento L’Anima buona del Sezuan, opera teatrale di Bertolt Brecht, la sezione è appunto concepita come meta-teatro che decostruisce le forme classiche della rappresentazione separando il sipario dal backstage, e lo stage dall’audience, al fine di illuminare i caratteri con cui ogni mostra è costruita. Nel caso particolare Scotini si soffermerà sul rapporto tra Mei Lanfang, il grande e leggendario maestro dell’Opera di Pechino, e Bertolt Brecht.

Infine, Scotini approfondirà i temi della propria ricerca curatoriale più recente attraverso Too early Too late: Middle-East and Modernity (Bologna, 2015), Non aligned modernity(Milano/Budapest, 2016), The white hunter: African memories and representation (Milano, 2017), tutte mostre sul tema del rapporto con le culture non-occidentali.

Io, Luca Vitone | a cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo | 12.10.2017 | Pac, Milano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 10/10/2017

 

Io, Luca Vitone

a cura di Luca Lo Pinto e Diego Sileo

INAUGURAZIONE  giovedì  12 ottobre ore 19.00 (su invito)

APERTURA AL PUBBLICO venerdì 13 ottobre – domenica 3 dicembre 2017

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Museo del Novecento
Chiostri di Sant’Eustorgio

In occasione della Tredicesima Giornata del Contemporaneo dedicata all’arte italiana, il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta Io, Luca Vitonela prima ampia antologica dedicata all’intensa e varia produzione dell’artista italiano nato a Genova nel 1964 e oggi di stanza a Berlino.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC di Milano con Silvana Editoriale in collaborazione con i Chiostri di Sant’Eustorgio e con il Museo del Novecento, la mostra è curata da Luca Lo Pinto e Diego Sileo e apre in occasione della Tredicesima Giornata del Contemporaneo, indetta per sabato 14 ottobre 2017 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani di cui il PAC è socio fondatore dal 2003.

Partendo dall’architettura, fisica e storica, dei luoghi, Luca Vitone analizza una dimensione personale costruita attraverso la stratificazione di diversi linguaggi legati all’identità e alle radici del luogo stesso, sfidando le convenzioni della memoria labile e sbiadita. Come un viaggiatore curioso e instancabile, con uno spirito a metà tra l’anarchico e il nomade, il suo lavoro esplora i modi in cui i luoghi costruiscono la loro identità attraverso la cultura: arte, musica, architettura, politica e minoranze etniche.

Il progetto si estenderà inoltre alla città di Milano su due direttrici: una selezione di opere dell’artista, curata da Giovanni Iovine,  sarà installata all’interno dell’affascinante complesso museale dei Chiostri di Sant’Eustorgio – una delle basiliche più antiche di Milano fondata nel IV secolo – mentre l’installazione Wide City (1998), acquisita dal Comune di Milano nel 2004, verrà allestita per la prima volta al Museo del Novecento.

Ugo La Pietra | TEXTURED FIELD Signs and the Urban 1964/1972 | curated by Marco Scotini | 10 October | Studio Dabbeni, Lugano

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 09/10/2017

 

 

 

 

Ugo La Pietra TEXTURED FIELD Signs and the Urban

1964/1972

 

 

Curator Marco Scotini

 

 

From 11 October to 9 December 2017

Opening Tuesday, 10 October, from 6 to 8 p.m.

 

Ugo La Pietra,* after the sign-related  experiences developed within the Gruppo del Cenobio (1962/1963) and the Lepre Lunare (1964/65), from the mid-1960s has been using his own sign to explore the relations between  “disturbing  elements  within  a programmed  base”,  in  a series  of  pictorial  works  (canvases  and drawings), and in transparent methacrylate that is shaped by heating and etched when cold.

As  early  as  the  mid-1960s  Gillo  Dorfles  referred  to  these  works  as  “randomic”:  the  programming  of structural  areas  in  the  works  of  Ugo  La  Pietra  of  the  randomic  type,  that  is,  with  a  high  quotient  of randomness, haphazardness.…”.

These  visual  studies  can  clearly  be  referred  to  the  theory  of  the  Traducibilità  dei  nessi  intercorrenti

all’interno di una struttura urbana in visualizzazioni spaziali   (The Translatability of Interconnecting Links within an Urban Structure in Spatial Visualizations) (ed. ARES, 1969), where the artist uses many examples to describe how it is possible to read the urban structure by using the technique of macro scale visualizations “via formal elements reduced to small elements: points”.

This research would initially be presented in 1966 accompanied  by a catalogue at the Flaviana gallery in

Locarno.

Such studies, charaterized by a strong significant component, with respect to the rupture of the “programmed system”, would lead La Pietra, in the second half of the 1960s to develop his “theory of the unbalancing system”, a theory that would use disturbing elements to decipher the social and environmental rigidities of the  urban  structure  via  audio-visual  spaces,  installations,  and  performances.  A  theory  that  still  today represents one of the most original contributions to Conceptual art and Radical architecture.

 

The exhibition will present fifty works made between 1964 and 1972 (mixed media on canvas and paper, Indian ink on paper, methacrylate sheets, photomontages) and it will be accompanied by the publication of Ugo La Pietra, Campo tissurato, I segni e l’urbano, a cura di Marco Scotini,   Archive Books, Berlin, 280 pages, 19 x 26 cm.

 

We thank the Archives Ugo La Pietra, Simona Cesana, Lucio La Pietra

 

 

 

*Born in 1938 in Bussi sul Tirino (Pe) Lives and works in Milan

 

 

STUDIO DABBENI CORSO PESTALOZZI 1

CH-6901 LUGANO TEL 091 923 29 80

FAX 091 923 12 11

e-mail: studio.dabbeni@span.ch www.studiodabbeni.ch

 

Mercoledì – Venerdì

10.30 – 12.30 15.00 – 18.30

Sabato

10.30 – 12.00 15.00 – 17.00

Lunedì – Martedì su appuntamento

Non-aligned Modernities: Curatorship and Multiplicity of the Local Cultures | Marco Scotini | Tsinghua University, Beijing | 25.09.2017

Posted in Senza categoria by NABA Painting and Visual Arts on 20/09/2017

 

Il 25 Settembre 2017, Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive di Naba, terrà la conferenza “Non-aligned Modernities: Curatorship and Multiplicity of the Local Cultures”, su invito di Su Dan (direttore di Accademia delle belle arti di Tsinghua University, Pechino) e di Chen Anying (direttore del dipartimento di storia dell’arte).

Durante l’incontro si affronterà il rapporto tra egemonia occidentale nell’arte contemporanea e le altre culture su scala globale all’interno della pratica dell’exhibition making attuale. Scotini si soffermerà inoltre sulla sua ricerca curatoriale personale attraverso le mostre Too early Too late: Middle-East and Modernity (Bologna, 2015), Non aligned modernity(Milano/Budapest, 2016), The white hunter: African memories and representation (Milano, 2017).

Marco Scotini darà anche un’anticipazione della mostra concepita per la prima biennale di Anren: The Sechwan Tale: Theatre and History che aprirà il 27 ottobre. Quindi si focalizzerà sulla forma di presentazione e di auto-rappresentazione culturale del Middleast, dell’Africa, della Cina e dell’ex blocco sovietico.

Questa per l’università di Pechino è la prima di una serie di conferenze che Scotini terrà in diverse istituzioni cinesi tra 2017 e 2018 quali Accademia di Xi’an, Università di Yinchuan, Accademia di Sichuan a Chongqing.

 

On September 25th 2017, Marco Scotini, head of Naba’s Visual Arts department, will hold the conference “Non-aligned Modernities: Curatorship and Multiplicity of the Local cultures”, on invitation of Su Dan (director of the Academy of Fine Arts of Tsinghua University, Beijing) and Chen Anying (director of the Department of Art History).

During the meeting, he will face the relationship between Western hegemony in contemporary art and other cultures on a global scale within the practice of the current exhibition making. Scotini will focus also on his personal curatorial research through the exhibitions too early too late: Too early Too late: Middle-East and Modernity (Bologne, 2015), Non aligned modernity (Milan/Budapest, 2016), The white hunter: African memories and representation (Milan, 2017).

Marco Scotini will also give an insight of the exhibition conceived for the first Anren Biennale: The Sechwan Tale: Theatre and History that opens on October 27th. Thus, he will focus on the form of presentation and self-representation of the Middleast, Africa, China and the former Soviet union.

This is the first of a series of conferences at the University of Beijing that Scotini will hold in several Chinese institutions between 2017 and 2018 such as Academy of Xi’an, University of Yinchuan, Sichuan Academy in Chongqing.

Anren Biennale | Today’s Yesterday | October 28, 2017–February 28, 2018

Posted in docenti, Events, Exhibition, Screening by NABA Painting and Visual Arts on 04/09/2017

 

The 1st Anren Biennale will take place from October 28, 2017 until February 28, 2018 in the well preserved town of Anren, Chengdu. Under the general title Today’s Yesterday, with the artistic direction by Lu Peng, the Anren Biennale brings together four different exhibition projects by Chinese and international curators with more than 120 participating artists.

The Szechwan Tale: Theatre and History curated by Marco Scotini

The Szechwan Tale. Theatre and History, focuses on the relationship between theater (as the space of masks) and history (as a plot in the making). There are two topics underlying the choice of this section. The first is the location Sichuan, as the fictional background of The Good Person of Szechwan by Bertolt Brecht (1940). The other is the Rent Collection Courtyard (1964) sculptural piece hosted in the city of Anren. They concern the ongoing dialogue, between the East and the West, between the past and the present, around finding in theatrical play a series of references, contaminations, exchanges and fictional or real projections.

Artists: Cornelius Cardew, Céline Condorelli, Chto Delat/What is to be done?, Peter Friedl, Stano Filko, Yervant Gianikian and Angela Ricci Lucchi, Piero Gilardi, Lisl Ponger, Dan Graham, Joan Jonas, Ilya & Emilia Kabakov, William Kentridge, Julius Koller, Mao Tongqiang, Michelangelo Pistoletto, Qiu Zhijie, Rithy Panh, Pedro Reyes, Santiago Sierra, Sun Xun, Wael Shawky, Jean-Marie Straub & Danièle Huillet, Marko Tadić, Ulla Von Brandenburg, Clemens Von Wedemeyer & Maya Schweizer, Wei Minglun, Yang Yuanyuan, Mei Lanfang and the Russian Proletarian Theatre (research curator Andris Brinkmanis)

Crossroads curated by Liu Ding, Carol Lu Yinghua

intends to reiterate an irresolvable dilemma. It is not impossible to gain emotional comfort by returning to the past, or to predict the future by detecting signs of historical circles. Neither is moving forward a horizon to count on. Crossroads is skepticism towards escapes, solutions and the long-termed objectives. This exhibition aims to recognize and provide a gaze at a situation of confusion and of being in the center yet having no way out.

ArtistsDaniel García Andújar, Adam Avikainen, Paul Chan, Yorkson (Yimin Chen), Paul Drissen, Karsten Födinger, Marina Gioi, Jos de Gruyter & Harald Thys, Lukáš Jasanský and Martin Polák, Jia Chun, Stanya Kahn, Inmi Lee, Simon Leung, Lin Gang, Lin Yilin, Lu Zhiqiang, Tomáš Rafa, Grace Schwindt, Yuan Yunsheng, The Phantom Modern (curated by Yongwoo Lee; participated by artists including Jae Oon Rho, SoYoung Kim/Kim Jeong, Jane Jin Kaisen, Kyung-man Kim)

A Future That Never Returns curated by Liu Jie, Lu Jing

The section designs s a virtual perspective of future, and takes a gesture of memory-hunting, clinging to and writing down the maze of contemporary history. Based on the humanity history and the site-specificity of Anren, following the time-and-space nodes which are closely connected with the modernization in China—such as rise of Western Learning Spreading to the East, this exhibition unfolds the contemporary art’s discussion on “time.”

Artists: Chen Qiulin, Chen Zhe, Feng Li, Li Lang, Li Qing, Liang Shaoji, Liao Fei, Liu Chuanhong, Na Yingyu, Ma Haijiao, Mr.d.mouse (Zhou Hang), Qiu Anxiong, Qiu Hongfeng, Wang Chuan, Wu Ding, Xu Bacheng, Zhang Tianjun

The Rthetoric of Family Tree curated by Lan Qingwei, Du Xiyun

The focus of the exhibition is to demonstrate the cultural family tree based on the perception of different individuals and the unique methodology and aestheticisms of the artists,discussing the historical cause of the current situation and foresee the possible problems in the future by an artistic method and perspective.

Artists: Art Education Group (Zhang Bin,Ye Hongtu), Chen Xi, Fang Lijun, Fengfeng, Gao Brothers (Gao Zhen, Gao Qiang), Guo Wei, He Dan, He Duoling, He Gong, Huang Rui, Hong Lei, Li Bo, Li Luming, Li Yongzheng, Li Zhanyang, Ma Jun, Meng Baishen, Meng Huang, Mu Huan, Jiang Jie, Jing Kewen, Shen Xiaotong, Shu Qun, Sui Jianguo, Wang Guangyi, Wang Jianwei, Wang Yigang, Xie Xiaoze, Xu Bing, Yang Mian, Ye Yongqing, Yue Minjun, Zhan Wang, Zhang Dali, Zhang Xiaotao, Zhang Wenrong, Zhang Wanxin, Zhang Xiaogang, Zhang Zhaoying, Zhou Chunya, Zhu Jia, Zhu Xi

Marco Scotini nominato curatore alla Anren Biennale

Posted in docenti, Events, Exhibition by NABA Painting and Visual Arts on 19/07/2017

 

Marco Scotini, Direttore del Dipartimento di Arti Visive NABA, è tra i curatori di Today’s Yesterday, la I edizione di Anren Biennale, diretta da Lü Peng, che si terrà da ottobre 2017 a febbraio 2018 in Cina, nell’antica città di Anren. La sezione curata da Scotini, The Szechwan Tale – Theatre and History, si focalizza sul rapporto tra il teatro (come spazio della maschera) e la storia (nel suo farsi concreto). Due motivi sono all’origine della scelta tematica della sezione. Il primo è il luogo stesso della biennale, il Sichuan, come sfondo fittizio di una delle opere più popolari e mature della drammaturgia di Bertolt Brecht: L’anima buona del Sezuan del 1940.  L’altro è il famoso complesso plastico in creta di 114 figure in scala reale ospitato nella città di Anren e dal titolo Rent Collection Courtyard del 1964. In entrambi i casi, e pur nelle differenze, si tratta di un dialogo tra Oriente e Occidente, tra passato e presente che non ha cessato, e non cessa, di trovare nello stesso gioco teatrale (di maschere e smascheramenti) una serie di rimandi, contaminazioni, scambi e proiezioni fittizie o reali. Come è noto, il grande drammaturgo tedesco, pur non essendo mai stato in Cina, ha proiettato molte delle sue parabole sceniche e testi poetici in ambiente cinese, da Linea di condotta (1930) a Il cerchio di gesso del Caucaso (1943-45), a Legend of the origin of the book tao-te-ching on lao-tsu’s road into exile. Oltre a ciò Brecht ha attribuito la sua tecnica dell’“estraniamento” del suo teatro didattico all’arte scenica tradizionale cinese. Dall’altro lato l’opera dell’Accademia di Sichuan, Rent Collection Courtyard, con tutte le sue figure a dimensione naturale e la sua articolazione per scene narrative, unisce procedure plastiche locali con il realismo scultoreo occidentale. Non è un caso che proprio un artista come Cai Guo-Qiang nella Biennale di Venezia del 1999, curata da Harald Szeemann, abbia ricondotto tutto il complesso di Rent Collection Courtyard in Occidente, lasciandolo incompiuto.

Un altro dei motivi, e forse il più importante, che collega L’anima buona del Sezuan con Rent Collection Courtyard, e che costituisce il cuore dell’esposizione curata da Scotini, fa riferimento diretto al contenuto dei due lavori e al gioco dei ruoli che le maschere mettono in scena. Nel caso del dramma brechtiano la protagonista per adempiere alla propria missione di affermazione del bene sociale è costretta ad assumere due ruoli nello stesso personaggio, a scegliere il male per praticare il bene, a passare continuamente da donna a uomo, cambiando maschera in tempo reale, come nella tradizione dell’opera di Sichuan che prende nome Bian Lian. Dall’altra parte il gruppo scultoreo Rent Collection Courtyard è stato una sorta di manifesto della lotta di classe, un diorama della vecchia società che rifletteva lo sfruttamento e la lotta di classe nella campagna cinese, il re-enactment di una serie di scene in cui si passa dalla sottomissione dei contadini miserabili che pagavano le tasse al feudatario fino all’eroica sequenza finale di resistenza e insorgenza.

 

L’esposizione tratterà tutti questi argomenti all’interno di una sorta di meta-teatro in cui una serie di artisti internazionali e cinesi forniranno una decostruzione degli strumenti della macchina teatrale, quali il pubblico, il sipario, l’attore (l’automa, il puppet, il teatro delle ombre), i costumi e la scenografia (ambiente mutabile e immutabile), il testo e la musica, come metafora di altrettanti fenomeni sociali e del loro carattere storico.

Il curatore si servirà di tecniche teatrali per mettere in scena l’esposizione facendo ricorso a uno dei principali assunti di Brecht per cui il mondo può diventare oggetto della rappresentazione a patto di essere presentato come qualcosa che può essere cambiato.

 

Inoltre sarà presente una sezione dedicata al rapporto tra teatro costruttivista russo e Mei Lanfang a cura di Andris Brinkmanis.

 

La lista degli artisti sarà ufficializzata a inizio settembre.