Italian Conversations – Art in the age of Berlusconi I Fucking Good Art
martedì 27 marzo, ore 18.30
sala incontri del MAXXI B.A.S.E. – ingresso libero, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, via Guido Reni, 4 A, Roma
Interviene: Vincenzo Latronico (scrittore e critico d’arte). Introducono: Cecilia Canziani, Ilaria Gianni (direttrici artistiche di Nomas Foundation) e Klaus de Rijk ( Consigliere dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma).
Il volume Italian Conversations – Art in the age of Berlusconi, è il risultato di una residenza itinerante nelle città di Roma, Bologna, Milano, Torino, Napoli, Palermo e Lecce del duo olandese Fucking Good Art (Rob Hamelijnck e Nienke Terpsma) che si è posto come ascoltatore della complessità del panorama culturale italiano nel contesto economico e politico attuale.
La pubblicazione, partendo da una ricognizione sul territorio, attraverso un’esperienza di viaggio e studio, fornisce una mappatura delle realtà culturale italiana, ponendosi come una originale ricerca critica.
I due artisti olandesi, condotti nelle loro indagini dai partner che hanno preso parte al progetto, in luoghi, spazi e situazioni locali, si sono confrontati direttamente con intellettuali artisti, operatori culturali e voci di rilievo, vivendo nel contempo in maniera diretta i fatti che quotidianamente nell’ultimo anno, hanno portato a indebolire il già precario ruolo delle istituzioni nell’ambito.
Attraverso una serie di interviste, racconti, ritagli di giornale, testimonianze, Italian Conversations ci restituisce un ritratto del nostro panorama culturale e sociale nel contesto di una generale ridefinizione delle politiche economiche culturali europee come un mosaico di progetti indipendenti, di forme di auto-organizzazione rese possibili da finanziamenti misti tra pubblico e privato.
Italian Conversation – Art in the age of Berlusconi, il ventinovesimo numero di Fucking Good Art, contiene 26 conversazioni con artisti, curatori, critici e galleristi che hanno un ruolo attivo nel panorama dell’arte contemporanea italiana, 7 bellissimi contributi di artisti e 9 testi, e una lista di iniziative private no-profit indipendenti di artisti, curatori, collezionisti e altri, compilata in collaborazione con i partner provenienti dai sette diversi territori coinvolti in questo progetto.
Un progetto di Fucking Good Art commissionato da Nomas Foundation, pubblicato da NERO, Roma e Post-Editions, Rotterdam. Con il supporto di Fonds BKVB, Mondriaan Foundation, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi (Roma), Parc Saint Leger-Centre d’Art Contemporain in France. In collaborazione con Careof – con O’, Milano; Nosadella.due, Bologna; Progetto Diogene, Torino; ArchiviAzioni, Lecce; Fondazione Morra Greco, Napoli; Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo.
Nicoletta Dalfino Spinelli – Mostra personale – OTTO ZOO – Milano
Mostra personale di Nicoletta Dalfino Spinelli
a cura di Michela Rossetti
Inaugurazione: mercoledì 28 marzo 2012, h. 18.30
Fino al 12 maggio
martedì – sabato, 14.00 -19.00
OTTO ZOO, Via Vigevano 8 – Milano
La project room di Nicoletta Dalfino Spinelli, a cura di Michela Rossetti, presenta una selezione di lavori incentrati sulla decostruzione di immagini provenienti da manuali, riviste e album fotografici finalizzata alla creazione di un proprio universo narrativo. In bilico tra un approccio minimale, archivistico e una componente più emotiva e intimista, le opere esplorano il tema della migrazione e dello spostamento, della mutazione dei nuclei famigliari e della riconfigurazione della storia – personale e collettiva.
Nicoletta Dalfino Spinelli (Bari, 1987; vive e lavora a Milano) studia Visual Arts and Curatorial Studies alla NABA di Milano e ha frequentato la University for the Creative Arts di Farnham (UK). Ha preso parte alle mostre collettive Mi abitano, che io abito (Spazio Sottobosco, Milano, 2009) e Cemento Armato_Cantiere #2, a cura di Marco Scotini e Marcello Maloberti (Galleria Artra, Milano, 2009).
Michela Rossetti (Milano, 1976; vive e lavora tra Milano e Parigi) studia Visual Arts and Curatorial Studies alla NABA di Milano, frequenta il seminario Peuples exposés (politique de l’imagination) a cura di Georges Didi-Huberman presso l’École des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi ed è laureata in Disegno Industriale con specializzazione in Comunicazione Visiva presso Il Politecnico di Milano. Dal 2001 svolge attività di graphic designer in Italia, Svizzera e Francia per Dolce&Gabbana, Husmann-Benincasa e Nascent Design. A Parigi ha lavorato presso lo studio Ldesign per il Musèe du Louvre, la Citè de la Musique e la Maison de la Culture de Grenoble. Attualmente è freelance indipendente e collabora con lo studio Fontegrafica di Parigi. Dal 2006 al 2009 è stata docente di Comunicazione visiva presso la Facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano.
More info: ottozoo.com
Cartabianca_milano – Museo d’Arte Contemporane di Villa Croce di Genova
Cartabianca_milano
a cura di Francesca Guerisoli, Cecilia Guida e Gabi Scardi
Artisti: Alterazioni Video, Stefano Boccalini, Angelo Castucci, Emma Ciceri, Gabriele Di Matteo, Anna Franceschini, Valentina Maggi, Marcello Maloberti, Motel Lucie, Alessandro Nassiri Tabibzadeh, NoiSeGrup, Steve Piccolo, Matteo Rubbi, Y Liver.
Inaugurazione: 24 marzo, dalle ore 18
Fino al 21 aprile 2012
Museo d’Arte Contemporane di Villa Croce di Genova, Via J. Ruffini, 3 Genova
I lavori in mostra consistono in: pratiche relazionali attivate attraverso dispositivi diversi, sia all’interno del Museo sia nel parco adiacente; interventi pubblici realizzati appositamente per cartabianca nella città di Genova o documentati nello spazio espositivo; risignificazione degli spazi museali normalmente accessori rispetto all’attività espositiva attraverso installazioni audio e video. Opere che, attraverso diversi linguaggi, attivano processi di lettura, condivisione e compartecipazione del Museo in relazione alla città.
Cartabianca è un progetto d’arte, temporanea e compartecipata, che si propone di interagire con gli spazi collaterali e i servizi offerti dal Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce per innescare dinamiche relazionali, che vadano a coinvolgere la città che lo ospita, intessendo relazioni con le principali città italiane, attraverso un ciclo di mostre volte a descrivere l’emergente e vitale nell’ambito dell’arte contemporanea. Sarà dedicata una mostra, ad ogni città invitata, della durata di un mese in cui i curatori proporranno una loro visione di ciò che li circonda, intesa come curatela di opere o di progetti di artisti, in modo da fornire un’immagine personale e al contempo globale, quasi un’istantanea della città in cui si trovano ad operare. Ad ogni tappa saranno legate conferenze dedicate alla città focalizzata e al percorso dei suoi artisti negli ultimi anni, oltre a tavoli di lavoro tra artisti curatori, critici ed operatori del contemporaneo per la progettazione di workshop, opere in site specific, residenze d’artista. Questi incontri ospiteranno interventi anche indiretti e inattesi di critici e artisti, oltre a quelli esposti, allo scopo di divulgarne l’opera, ma soprattutto di innescare una discussione tra i vari ambiti delle arti, portando confronto, scambio e la possibilità di avvicinare e connettere le università e accademie. La Biblioteca d’Arte Contemporanea Villa croce in collaborazione con la sezione didattica, ospiteranno e svilupperanno parte dei progetti, sottolineando il ruolo del museo come luogo che accoglie, stimola e legittima la ricerca in ambito culturale, punto di formazione e riferimento.
More info: cartabiancaitalia.com
Écosophie – Esthétique Des Projects Engagés – Convegno – 30/31 marzo, Versailles
Écosophie – Esthétique
Des Projects Engagés
NABA partecipa al convegno su “Arte e Ecosofia” organizzato in collaborazione con École des beaux-Arts di Versailles, EA 4010/Département d’Arts plastiques/Université de Paris 8 e Università di Roma La Sapienza.
Venerdì 30 e Sabato 31 marzo
Versailles – Parigi
Paola di Bello – Ottakringer Straße – 21 Marzo, h. 18.30 – Federico Bianchi Contemporary Art
Paola di Bello – Ottakringer Straße
a cura di Marco Scotini
Inaugurazione: 21 marzo 2012 ore 18.30
fino all’ 11 maggio 2012
Federico Bianchi Contemporay Art, via Imbonati 12, Milano
orari: mar. – ven. 15.00 – 19.00 sab. su appuntamento
Al suo secondo appuntamento con la Galleria Federico Bianchi, Paola Di Bello presenta ora il suo nuovo progetto fotografico “Ottakringerstrasse”. La mostra, che apre mercoledì 21 marzo, raccoglie opere storiche e recenti dell’artista che fanno da contesto a questo nuovo lavoro. Commissionata dal Comune di Vienna, la serie Ottakringerstrasse prende il nome dal rilievo fotografico di una delle arterie più lunghe della capitale austriaca che collega il Gürtel con i distretti periferici.
Comunicato stampa ITA
Comunicato Stampa ENG
More info: federicobianchigallery.com
Deimantas Narkevicius – Multisala Centrale – Milano – 19 marzo h18.30
Galleria Artra presenta:
Lunedì 19 marzo ore 18:30
Restricted Sensation
un film di Deimantas Narkevičius
MULTISALA CENTRALE, Milano, via Torino 30
La Galleria Artra è lieta di annunciare la première italiana di Restricted Sensation, ultima opera filmica di Deimantas Narkevičius, tra i maggiori artisti della scena lituana contemporanea e internazionale. Il film già selezionato per l’ultima edizione della Berlinale e del Rotterdam Film Festival, sarà presentato in doppia proiezione lunedì 19 marzo presso la Multisala Centrale di Milano.
Al termine della prima proiezione seguirà una discussione tra l’artista Deimantas Narkevičius e il curatore Marco Scotini.
Dopo aver realizzato importanti film dedicati alla storia politica dell’ex blocco socialista, ormai ritenuti unanimamente dei capolavori come Once in the XX Century (2004), Narkevičius torna ora al cinema con un’opera completamente nuova. Nonostante la storia e la memoria siano ancora il centro tematico dell’interesse dell’artista (in questo caso quella della condizione gay sotto il regime sovietico) in Restricted Sensation non compaiono documenti o found footage ma il film fa ricorso alla sceneggiatura e al registro della fiction.
Nonostante tutto la fiction di Restricted Sensation va considerata non tanto una scelta stilistica quanto, ancora una volta, un documento: quello dell’assenza di testimonianze dirette o materiali originali sull’identità sessuale che, per veto o timore, continuano ad essere sottratti all’opinione pubblica lituana. Protagonista è qui un giovane aspirante direttore di teatro a Vilnius che viene allontanato dall’incarico a causa del sospetto sul suo orientamento sessuale.
Lituania 1970. Restricted Sensation racconta la profonda e sistematica omofobia del regime sovietico attraverso l’esperienza di un singolo personaggio ma il film intende fare riferimento al più vasto sistema di controllo e di normalizzazione che il regime esercitava sulla libertà individuale ad ogni livello, per cui era possibile screditare chiunque e creare condotte sociali basate sulla falsità. Non è un caso che il protagonista voglia cambiare alcune regole teatrali e che si assista alla costruzione di un teatro nel teatro con la recitazione di Cechov in sottofondo.
La legge 122 del codice penale sovietico che puniva le relazioni omosessuali o la sorta di processo entro cui si trova intrappolato il protagonista sospettato di essere gay sono solo alcuni degli elementi attraverso cui viene narrata questa storia degli anni ’70. Un’attenzione particolare agli elementi di design, una certa estetica vintage, una certa qualità del suono fanno il resto.
Come in molti dei suoi lavori – tra cui Once in the XX Century (2004), Disappearance of a Tribe (2005), The Dud Effect (2008), Into the Unknown (2009) – a causa della temporalità sospesa e della narrativa come metodo di indagine della storia, non sappiamo se si tratti di avvenimenti realmente accaduti o appartenuti a un immaginario di propaganda. Narkevicius crea sempre una “zona di indeterminatezza” tra il reale e il possibile, sia nella forma che nel contenuto. Questa zona d’indecidibilità usa la memoria, individuale e collettiva, come punto di partenza, senza mai fornire certezze.
Deimantas Narkevičius, nato nel 1964 in Utena (Lituania), vive e lavora a Vilnius. Formatosi inizialmente come scultore, si è poi concentrato soprattutto sulla narrazione attraverso video e film. Al centro del suo lavoro, l’investigazione su come la storia è
percepita e i meccanismi che la trasformano, a partire da differenti utopie e ideologie. Narkevičius esplora il passato degli stati dell’ex-blocco sovietico usando found footage e narrative autobiografiche. I suoi film si strutturano intorno a riflessioni su fatti specifici e curiosità storiche, spesso legate alle recenti vicende della Lituania e al passato socialista dei paesi sotto il regime sovietico. Tra gli artisti lituani più importanti e ampiamente riconosciuti nella scena dell’arte contemporanea, è emerso a notorietà internazionale nel 2001 quando ha rappresentato la sua nazione alla 49° Biennale di Venezia. Ha partecipato a Manifesta 2 (1998), alla 50° Biennale di Venezia (2003), alla Istanbul Biennial (2009), alla Baltic Triennial (2009), alla Biennale di Sao Paulo (2010). La mostra The Unanimous Life che rappresenta la più ampia retrospettiva sull’opera di Deimantas Narkevičius si è svolta in alcune importanti istituzioni dal Museo Reina Sofia, al Van Abbemuseum e alla Kunsthalle di Berna.
Deimantas Narkevičius ritorna a Milano ad un anno dalla sua ampia retrospettiva presso la Galleria Artra. Lo screening programme è organizzato dalla Galleria Artra in collaborazione con NABA – Nuova Accademia Belle Arti Milano.
Lunedì 19 marzo ore 18:30
Restricted Sensation
un film di Deimantas Narkevičius
MULTISALA CENTRALE, Milano, via Torino 30
per informazioni:
Galleria Artra,
via Burlamacchi, 1
20135 MILANO
+39.02.5457373
info@artragallery.com
info@artragallery.com
Jean-Marie Teno, Politiche della memoria # 4, 15 Marzo ore 18:00.
Giovedì 15 marzo ore 18:00
Aula Spazio Elastico – Edificio Amaranto
NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano presenta:
Politiche della Memoria # 4
incontro con Jean-Marie Teno
Giovedì 15 marzo 2012 alle ore 18:00 NABA è lieta di ospitare, per il suo terzo appuntamento all’interno del ciclo Politiche della Memoria #4, il grande documentarista africano Jean-Marie Teno, che incontra il pubblico italiano dopo le sue partecipazioni al Festival del Cinema Africano di Milano.
Tra i più interessanti filmmaker della generazione dei “giovani” cineasti africani degli anni ’90, il suo lavoro si focalizza sull’eredità post-coloniale nelle società africane, in particolare nel nativo Camerun.
Muovendosi tra cortometraggi, film narrativi e format documentari, Teno esprime le contraddizioni e i problemi del retaggio coloniale, i processi di migrazione, la dittatura e l’abuso di potere in Africa. Il cinema di Teno “costruisce il paesaggio africano come un luogo di perdita e il soggetto africano come diviso tra ciò che è e ciò che non è mai stato”. Nel corso degli anni è diventato uno dei principali registi di documentari sull’Africa e le forme del potere coloniale.
Durante l’incontro sarà proiettato uno dei suoi primi film-saggio, Homage del 1985, premiato al Festival Vues d´Afrique di Montréal. Autobiografico, politico e magico, Homage rovista attraverso le glorie ordinarie del piccolo villaggio di Bafoussam, dove Teno è cresciuto. L’autore infatti, dopo lunghi anni di studio all’estero, ritorna nel Camerun per i funerali di suo padre. È allora che due vecchi amici si incontrano e rievocano l’infanzia e la vita del villaggio, ma le loro prospettive sulla grande città, i cambiamenti sociali e le tradizioni sono ora profondamente cambiate.
Jean-Marie Teno, nato nel 1954 a Famleng (Camerun), vive a Issy les Moulineaux (Francia). Ha studiato comunicazione laureandosi presso l’Università di Valenciennes nel 1981 con una tesi sulle tecniche audiovisive, seguita da un Master in Audiovisual Media Studies. Teno ha lavorato come critico cinematografico per Bwana Magazine e come film editor per France 3 Television. Ha prodotto e diretto film per più di venticinque anni. I suoi lavori sono stati premiati nei festival di tutto il mondo: Berlino, Toronto, Yamagata, Cinéma du Réel, Visions du Réel, Amsterdam, Rotterdam, Lipsia, San Francisco e Londra. Teno è stato ospite del Flaherty Seminar, artista in residenza presso il Pacific Film Archive della University of California, Berkeley e ha tenuto conferenze presso numerose Università.
Nel 2009 è stato visiting professor presso Hampshire College in Amherst MA, USA. Teno è conosciuto soprattutto per il suo film Afrique, je te plumerai (Africa, I will fleece you) del 1992. Lieux Saints (Sacred Places), del 2009, è il suo ultimo lavoro.
Il prossimo appuntamento con Politiche della memoria sarà il 29 maggio con la filmmaker vietnamita Trinh T. Minh-ha, docente alla Berkeley University, California, tra le maggiori studiose del discorso post-colonialista e femminista a partire dagli anni Ottanta.
Giovedì 15 marzo ore 18:00
Aula Spazio Elastico – Edificio Amaranto
NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano presenta:
Politiche della Memoria # 4
incontro con Jean-Marie Teno
Oliver Ressler – After the Crisis is before the Crisis – Milano
English text below
Oliver Ressler
After the Crisis is before the Crisis
a cura di Marco Scotini
Inaugurazione 28 febbraio 2012 ore 18.30
Fino al 15 aprile 2012
ARTRA, Via Burlamacchi 1, Milano
dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Al suo terzo appuntamento con la Galleria Artra, Oliver Ressler torna a Milano con un’esaustiva personale dal titolo After the Crisis is before the Crisis. La mostra, che si apre martedì 28 febbraio, è il secondo step di un progetto appena iniziato presso Basis a Francoforte e destinato a svilupparsi in più tappe. Dopo la proiezione di quattordici metri dell’ultima mostra (chi non la ricorda?), l’artista viennese presenta ora una serie di lavori nati negli ultimi due anni.
Come sempre in presa diretta con il presente, anche questo nuovo progetto di Oliver Ressler ha al suo centro uno dei temi più delicati e urgenti di oggi quale la crisi del capitalismo finanziario. Ma nel caso di Ressler la questione non è nuova. Potremmo addirittura considerare il suo intero lavoro come una sorta di anticipazione critica, se non una vera e propria premessa, dell’attuale situazione così come delle forme e dei soggetti che l’accompagnano. E non solo considerando la sua ricerca semiotica sotto il profilo della pratica artistica ma anche per il carattere d’azione politica a cui essa si conforma: attraverso modalità di controinformazione e movimento. La pratica multidisciplinare di Ressler riconduce sempre ad una zona di indecidibilità tra estetica e politica.
Uno dei suoi primi progetti, The Global 500, presentato nel ’99 in Austria e in Canada, è un esame critico delle forme di comunicazione e autolegittimazione delle principali imprese dell’ordine economico neoliberista imposto dagli anni’80 in poi: dalla McDonalds alla Phillips Petroleum Company, dalla Eastman Kodak alla Goodyear. Come ha scritto allora Georg Schöllhammer “il particolare merito di Oliver Ressler è quello di aver analizzato, nel suo lavoro, le politiche simboliche che si celano dietro le forme di autorappresentazione dei global players nel mondo economico”.
Ma se The Global 500 è stato il primo episodio di una lunga serie, ciò per cui Ressler si è imposto in seguito è il grande progetto Alternative Economics, Alternative Societies dedicato invece alla definizione di un contro-modello possibile al capitalismo dopo il collasso del socialismo. E, come ha sottolineato Brian Holmes, Ressler non si è limitato ad indicare alcune prospettive, attraverso la registrazione dei contributi teorici di Holloway, Dalotel, Burnicki, etc.: ha piuttosto cercato una risposta più profonda andando direttamente a documentare in Venezuela from below le fabbriche occupate e le cooperative di lavoratori sotto Chávez. Non è allora un caso che il progetto, iniziato nel 2003, si chiuda proprio nel 2008, con la crisi bancaria contemporanea.
In After the Crisis is before the Crisis Ressler presenta wall texts, foto, video e installazioni in cui il carattere documentario della sua attività sempre più sembra far posto alla fiction. Ne sono un esempio il film appena ultimato The Bull Laid Bear, seconda collaborazione con l’artista e attivista australiana Zanny Begg, che impiega l’animazione e una soundtrack tratta da Billie Holiday per illustrare non tanto la crisi bancaria quanto l’immagine che i governi ne hanno dato, facendola passare come crisi di bilancio e debito pubblico. L’altro esempio è il trittico fotografico di carattere teatrale We Have a Situation Here, in cui cumuli di manager, caschi blu e militari giacciono a terra come marionette dopo la fine di una rappresentazione. Quella, cioè, del grande burattinaio del mercato che manovra nell’ombra attraverso il principio smithiano della mano invisibile.
È innegabile che in questa situazione totalmente rovesciata dove un sistema economico è in grado di capovolgere il politicamente impossibile in politicamente inevitabile, si debba mostrare il falso, il carattere fittizio, come momento del vero. Come ha spiegato un esperto del capitalismo finanziario come Christian Marazzi non si tratta più della menzogna del feticcio per cui la merce nasconde la verità dei rapporti sociali di produzione. Oggi è nel linguaggio, nella comunicazione stessa che si annidano i rapporti sociali che l’agire menzognero pretende di mascherare. Per questo Ressler non solo ricorre alla fiction ma ad altre pratiche di ribaltamento semantico.
Nel breve film Robbery (2012) Ressler articola e contrappone il saccheggio illegale dei negozi da parte di giovani disoccupati, nei giorni delle sommosse a Londra dell’agosto scorso, al saccheggio legale e ordinario della presa a carico da parte degli Stati del salvataggio delle banche. Resist to Exist (2011), progetto concepito originariamente per Copenhagen, è la documentazione di un’azione simbolica. Si tratta di un intervento di riappropriazione di strutture metalliche di recinzione che circondavano un deposito dei container danesi Maersk, restituite all’uso domestico e sociale. L’imponente wall text Too Big To Fail (2011) è ancora un détournement. Tipica espressione dei nostri giorni per scongiurare il fallimento delle banche e del capitalismo finanziario, il lettering nasconde al suo interno un altro senso. Avvicinandoci ci accorgiamo che i caratteri sono ritagliati sopra una foto in bianco e nero della grande manifestazione di massa del 28 marzo del 2009. Non c’è dubbio che quel 99% della popolazione indebitata ed espropriata possa trasformarsi in reale opposizione.
English text
Oliver Ressler
After the Crisis is Before the Crisis
curated by Marco Scotini
Opening Feb.28, 6 pm
Till 15th April, 2012
ARTRAGallery, via Burlamacchi, 1, 20135 MILANO
Oliver Ressler has returned to Milan for his third solo show at Galleria Artra, entitled After the Crisis is Before the Crisis. The exhibition, opening on Tuesday, Feb. 28, 2012, is the second stage of a new project that started at Basis in Frankfurt, and is meant to develop as a series of exhibitions. Following a 14-metre wide slide projection with sound featured in his last show, the Vienna based artist is now presenting a series of works realized over the past two years.
Directly engaged as usual with the here and now, Oliver Ressler’s new project focuses on one of today’s most complex and urgent issues: the crisis of financial capitalism. For Ressler, however, the theme is not new. Indeed, his entire body of work might be seen as a kind of a critical anticipation, if not an actual premise, for the current situation and for the forms and subjects that go with it – not only with regard to his semiotic investigations as an artist, but also due to the political activism performed in his art, by using counter-information and movement’s methods. Ressler’s multidisciplinary approach always leads back to a zone of undecidability lying between aesthetics and politics.
One of his first projects, The Global 500, presented in 1999 in Austria and Canada, was a critical examination of the forms of communication and self-legitimisation employed from the 1980s onwards by prominent firms of a neoliberal economic structure: from McDonalds to the Phillips Petroleum Company, Eastman Kodak and Goodyear. As Georg Schöllhammer wrote at the time: “It is Oliver Ressler’s merit that his work analyses the symbol politics behind the self-presentations of the global players in economic life.”
Whereas The Global 500 was the first episode in a long series, Ressler’s next exhibition project was the large-scale Alternative Economics, Alternative Societies, which focused on defining a possible counter-model to capitalism after the collapse of socialism. And, as Brian Holmes pointed out, Ressler did not confine himself to offering perspectives through recordings of theoretical contributions by Holloway, Dalotel, Burnicki, etc., but also sought a profound answer by personally documenting in the work Venezuela from Below the occupied factories and workers’ cooperatives created under Chávez. Hence it is no coincidence that the project, begun in 2003, preliminarily ended in 2008 with the current banking crisis.
In After the Crisis is Before the Crisis Ressler presents wall texts, photos, videos and installations in which the documentary nature of his research seems to give way increasingly to fiction. An example of this is the recently completed film The Bull Laid Bear, his second collaboration with Australian artist and activist Zanny Begg, which uses animation and soundtrack featuring a reinterpretation of a song by Billie Holiday in order to illustrate not so much the banking crisis, than the image that governments created for it, presenting it as a budget and public debt crisis. Another example is the series of three photographs, We Have a Situation Here, in which heaps of managers, police and soldiers lie on the ground like puppets at the end of a show, the show of the great puppeteer of the market who controlled it from the shadows using Adam Smith’s principle of the invisible hand.
It is undeniable that in this totally reversed situation, in which an economic system is capable of turning the politically impossible into the politically inevitable, one has to show the falseness and fictitiousness as a moment of truth. As Christian Marazzi, an expert on financial capitalism, has explained, we are no longer dealing with the lie of the fetish, whereby merchandise conceals the truth behind the social relations of production. Nowadays, lurking in language, in communication itself, are the social relationships that deceptive action wants to conceal. This is why Ressler not only resorts to fiction, but also to other types of semantic reversal.
In the short film Robbery (2012) Ressler shows young unemployed people illegally looting shops during the days of the London riots in August 2011 and contrasts this with the legal, everyday robbery carried out by governments to rescue the banks. Resist to Exist (2011), a project originally conceived for Copenhagen, documents a symbolic action. It deals with how metal fencing surrounding a storage facility for containers by the Danish Maersk Group could be reappropriated and restored to domestic and social use. The huge wall text Too Big To Fail (2011) is another act of reappropriation. The text, a common expression of our times for avoiding the collapse of banks and financial capitalism, has another meaning hidden inside its lettering. Close up you notice that the letters are pasted on top of a black and white photo of the great mass demonstration of 28 March 2009. There is no doubt that the 99% of the population now in debt and dispossessed can turn into a real opposition force.
Esercizi di corrispondenza – mostra personale di Paola Noé –
Esercizi di corrispondenza – Mostra personale di Evelina Bonacina Noé
a cura di Ilaria Bombelli e Paola Noé
Inaugurazione: sabato 4 febbraio ore 18
Dal 4 al 26 febbraio 2012
Spazio Natta, via Natta 18, 22100 Como
Esposta per la prima volta all’interno del workshop “People’s Unknown Art”, tenuto da Jens Hoffmann con il primo anno del Biennio di Arti Visivi e Studi Curatoriali nel maggio del 2011, la collezione di cartoline dipinte di Evelina Bonacina Noè, 94 anni ad aprile, è oggi raccolta in una mostra personale che la città di Como, dove Evelina vive, ospiterà dal 4 al 26 febbraio nei suoi spazi in Via Natta.
Evelina Bonacina Noé non è un’artista per mestiere. Ma artista lo può forse diventare se si scopre il progetto di lavoro che ha realizzato dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Da più di trent’anni, infatti, Evelina riproduce fedelmente il retro delle cartoline postali che riceve da amici e parenti riportandone minuziosamente, con pennello e colori a olio su piccole tele bianche, il timbro postale e il francobollo, i messaggi di saluto, gli errori di scrittura, le sbavature dell’inchiostro. Oggi, con un’intera vita alle spalle, le cartoline di Evelina diventano le didascalie di viaggi condivisi, frammenti di luoghi immaginati, voci di parole sussurrate da lontano. Ma sono anche la documentazione preziosa di una storia personale, che ritorna ad essere presente in forma di corrispondenza. Saluti ingessati nel tempo per non essere dimenticati.
La mostra ricrea gli spazi e le atmosfere in cui le cartoline di Evelina sono state ricevute, condivise e trasformate in frammenti della sua vita. Disponibile Catalogo.
Evelina Bonacina Noé è nata a Monza il 12 aprile del 1918.
Convegno “ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio” e Lectio Magistralis di Marc Augé – 1 Febbraio – NABA
Convegno “ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio” e Lectio Magistralis di Marc Augé
1 Febbraio 2012
dalle 10.30, Aula Magna Spazio Elastico, Edificio Amaranto NABA
Il Dipartimento di Arti Visive NABA e Université Paris 8 presentano il convegno “ECOSOFIA. Arte, società, paesaggio” che si svolgerà Mercoledì 1 Febbraio 2012 presso l’Aula Magna Spazio Elastico, Edificio Amaranto, a partire dalle ore 10.30 e si concluderà con una lectio magistralis di Marc Augè alle ore 17.30.
L’ecosofia indaga i fenomeni dell’espressione artistica in un sistema di relazioni tra spazi, tempi e soggetti della modernità. Il divenire estetico si incontra nel pensiero di Félix Guattari e André Gorz in una declinazione ambientale che transita dal piano individuale a quello più propriamente teoretico e dunque politico, fino al concetto di paesaggio, nel senso indicato da Marc Augé, quale spazio dematerializzato da un eccesso di virtualizzazione che indica l’assenza di relazione umane e ambientali.
Il convegno nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Arti Visive di NABA con l’Université Paris 8, UFR Arts di Parigi, e intende mettere in campo saperi e soggettività per esplorare nuovi percorsi di ricerca tra ecologia sociale e arte, collocando la questione artistica attuale, le sue pratiche e teorie, nel più ampio rapporto tra produzione culturale, politica e società.
Programma
ORE 10.30
Introduce e modera Marco Scotini (NABA)
Interventi di:
Tiziana Villani (NABA)
“Passaggio all’atto: geofilosofia e atto di creazione”
Roberto Barbanti (Paris 8)
“Arte e ecosofia?”
comunicazione di Elisabetta Bianchessi (NABA, Politecnico di Milano)
Break
ORE 14.30
Interventi di:
Lorraine Verner (École des Beaux-Arts de Versailles e Paris 10)
“Pratiche cartografiche di interstizi urbani e suburbani”
Ubaldo Fadini (Università di Firenze)
“L’ecologia critica. Linee di ricerca”
Philippe Nys (Paris 8, École de Paysage de Versailles e École Nationale Supérieure d’Architecture de Paris La Villette)
“De la collaboration de l’intervalle. A proposito dell’ecosofia e del Giappone.”
Silvia Bordini (La Sapienza, Roma)
“Linguaggi e modelli dell’interazione arte-ecologia nell’ultimo decennio”
Q&A
ORE 17.30
Lectio Magistralis di Marc Augé










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